Quando la neve tira fuori le nostre personalità

Gaia Toccaceli

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Continua il fenomeno di allerta meteo sui social e questa volta riguarda la nevicata nelle zone dell’Emilia Romagna. Foto e video degli utenti Facebook o Instagram risultano abbastanza chiari sulle varie situazioni che si sono verificate. Ancor più interessanti sono le reazioni degli utenti stessi, che spaziano dagli entusiasti incontenibili ai brontoloni clinici. È chiaro come ciascuno di noi conosca uno o più di questi soggetti.

Probabilmente la categoria più diffusa è quella del piccolo Peter Pan, che si nasconde quotidianamente sotto un contegno abbastanza moderato. È sufficiente che qualche piccolo fiocco di neve scenda dal cielo per riaccendere la scintilla nei suoi occhi che immediatamente si riempiono della speranza di vedere le strade immacolate. Difficile da trattenere un soggetto così quando si mette in testa di scorrazzare sotto la bufera.

Cosa alquanto esilarante sarebbe vederlo insieme a un amico con un atteggiamento totalmente opposto. Il vecchio cerbero che, incapace di godersi lo spettacolo, pensa solo a come poter tornare a casa a fine giornata. Mille preoccupazioni e brontolii che non fanno altro che elencare i potenziali disagi che potrebbero verificarsi. Chiaramente solo in pochi riescono a portare a termine la missione impossibile di fargli godere l’incanto di mille fiocchi di neve che cadono sul terreno. Altrettanto logico è aspettarsi che le uniche parole che usciranno dalla sua bocca saranno di pura seccatura.

I più fortunati godono di un’altra compagnia: l’amica preoccupata per la nostra salute. Se pensavate di andare ad abitare in una città lontana per fuggire dalle prediche della mamma, allora vi sbagliavate. La vostra amica sarà sempre accanto a voi, pronta a ricordarvi di: mettere i guanti, mettere la sciarpa, non prendere freddo, mettere i doposci, non correre sul ghiaccio, non fare a palle di neve..

E come dimenticare l’eterno ibernato che si aggira per le strade avvolto da una ventina di coperte, nel tentativo di isolarsi dal freddo delle basse temperature. Peccato che il risultato sia quello di spacciarsi per un clochard, tanto da non essere riconosciuto nemmeno dai suoi amici di università.