La leggenda dei vampiri potrebbe essere stata ispirata da una malattia reale

I racconti sui vampiri sono antichissimi, tanto da perdersi nella notte dei tempi. Culture come quella mesopotamica, ebraica, greca e romana concepirono demoni e spiriti che possono essere considerati precursori dei moderni vampiri.

Secondo lo storico Brian J. Frost, la credenza dei vampiri “potrebbe risalire alla preistoria”, anche se il termine “vampiro” si è affermato solo agli inizio del 18° secolo. In tutte le leggende di ogni civiltà passata e presente però, i diversi tipi di vampiri vengono tutti accomunati da una caratteristica chiave, cioè quella di nutrirsi in qualsiasi diversa maniera dei loro simili.

Naturalmente, con l’avvento dell’epoca moderna e del razionalismo, i vampiri sono stati relegati nell’alveo del folklore e della mitologia. Eppure, una domanda sembra rimanere senza risposta: come è nata la credenza nei vampiri? Una risposta potrebbe arrivare da un curioso caso riportato da alcuni medici in Turchia, secondo il quale un uomo pretende di essere un vero vampiro, mostrando personalità multiple e affetto da una vera e propria dipendenza dal bere sangue.

Il caso agghiacciante, riportato Megan Gannon su LiveScienze.com, riguarda un uomo sposato di 23 anni, il cui nome e la città natale non sono stati rivelate nel rapporto pubblicato dal Journal of Psychotherapy and Psychosomatics. Pare che inizialmente l’uomo abbia cominciato a praticarsi delle incisioni sulle braccia, sul petto e la pancia, per poi raccogliere il suo stesso sangue in una tazza così da poterlo bere.

Quando il giovane ha cominciato a sperimentare delle convulsioni da astinenza da sangue, “urgente come l’aria”, i medici raccontano che ha cominciato a vagare in cerca di altre fonti. L’uomo è stato arrestato diverse volte dopo aver accoltellato o morso altri individui per raccoglierne e berne il sangue. A quanto pare, ha anche chiesto e ottenuto dal padre di procurargli delle sacche dell’orribile bevanda dalle banche del sangue.

Secondo quanto i medici scrivono nell’articolo, l’uomo ha subito diversi eventi traumatici nel corso della sua vita che potrebbero aver innescato la sua dipendenza dal sangue: la sua figlioletta di 4 mesi si ammalò e morì; fu testimone della morte dello zio e fu testimone di un efferato delitto ad opera di un suo amico, il quale, dopo l’omicidio, tranciò la testa e il pene della sua vittima.

Diverse volte il giovane è stato visto parlare a se stesso e, come lui stesso afferma, è convinto di essere tormentato da un compagno immaginario che lo costringe a compiere atti violenti e a tentare il suicidio. Inoltre, ha registrato diversi vuoti di memoria nella sua vita quotidiana, dicendo di essersi ritrovato improvvisamente in un posto nuovo, senza avere la minima idea di come ci fosse arrivato.

“Forse le amnesie sono in meccanismo di difesa della psiche per non ricordare l’efferatezza dei suoi atti”, ipotizza il rapporto. I medici, guidati da Direnc Sakarya, dell’ospedale militare di Denizli, nella Turchia sud-occidentale, hanno diagnosticato un disturbo dissociativo dell’identità (DID), un disturbo post-traumatico da stress (PTSD), depressione cronica e abuso di alcool. Secondo l’antologia medica, è il primo caso di un individuo affetto da “vampirismo”.

Il disturbo dissociativo dell’identità divenne famoso con la storia di Shirley Mason, una donna americana che presentava fino a 16 personalità distinte. Si ritiene che il disturbo fosse stato generato  dagli abusi fisici e sessuali subiti nell’infanzia dalla madre.

Gli autori dello studio sottolineano che anche il giovane potrebbe aver subito abusi e sperimentato l’abbandono. Pare che la madre dell’uomo fosse una donna violenta e, nonostante l’uomo non ricordi nulla della sua infanzia tra i 5 e gli 11 anni, i medici non escludono che possano esserci stati episodi di percosse o abusi.

Dopo sei settimane di cura, i medici hanno detto che il suo desiderio di bere sangue è lentamente calato, ma i suoi sintomi dissociativi persistono. L’uomo si dice convinto che i farmaci che gli vengono somministrati non sono in grado di curarlo perchè sono dei semplici sonniferi.

Non è chiaro se l’uomo abbia subito conseguenze per la salute a causa della sua abitudine raccapricciante, dato che il corpo umano non è attrezzato per la digestione del sangue. Un consumo regolare di sangue potrebbe portare all’emocromatosi, un overdose di ferro, oppure il rischio di contrarre malattie a trasmissione sanguigna se proviene da altre persone.



redazione