Nostradamus: il fascino delle pseudoscienze

In #CulturalMente by Roberta Latorre Comments

L’inizio di un nuovo anno è il momento delle riflessioni, dei bilanci e dei nuovi propositi, ma da circa 500 anni a questa parte, un velo di oscurità e mistero aleggia sul destino degli uomini intenti a ragionare sul proprio futuro. No, non stiamo parlando dell’oroscopo di Paolo Fox, ma di intuizioni e congetture decisamente più inquietanti: le famigerate profezie di Nostradamus.

Prima di tutto, chi era Nostradamus? Il suo vero nome era Michel de Nostredame. Nacque nel 1503 a Saint-Rémy-de-Provence, un piccolo paesino situato a sud della Francia. I suoi interessi molteplici e la sua dedizione lo portarono a diventare un astrologo, un medico, un farmacista, uno speziale, ma soprattutto il più grande scrittore di profezie mai esistito al mondo.

La sua fama ormai lo precede: le profezie di Nostradamus hanno segnato la storia proprio perché sono sempre state tenute in grande considerazione dagli uomini, già dai primi anni successivi alla diffusione del volume intitolato “Profezie”, pubblicato per la prima volta nel 1555 e composto da oscure quartine tuttora sottoposte al vaglio di numerosissimi critici e traduttori.

A un primo sguardo, la bravura, ma soprattutto l’esattezza di Nostradamus nel prevedere il futuro può sembrare a dir poco impressionante: fu lui a profetizzare tutte le più grandi sciagure dei secoli scorsi, dalla Rivoluzione francese alla bomba atomica, da Adolf Hitler all’11 settembre 2001, fino a eventi recentissimi, come la vittoria di Donald Trump alle elezioni, cosa che, come si può ben immaginare, “provocherà grande discordia” nell’ambito degli equilibri mondiali.

Non ci si prospettano di certo migliori scenari futuri: il 2018, a dire degli interpreti di queste enigmatiche quartine, sarà un anno certamente movimentato. Pare che ci attenderanno tragedie di varia entità, tra cui diversi terremoti (probabilmente in territorio americano), l’eruzione del Vesuvio che costerà la vita a circa 6.000 persone, l’inizio della terza guerra mondiale (che si protrarrà per 27 anni), un’invasione aliena, varie catastrofi generate dal riscaldamento globale e, per chiudere in bellezza, l’impatto con un asteroide.

Tra le parole di Nostradamus emerge tuttavia un barlume, molto lontano e a tratti impercettibile, di speranza futura: avremo presto un’economia del tutto diversa e innovativa in cui non ci sarà più bisogno di pagare le tasse, le nuove scoperte in campo medico ci permetteranno di vivere fino a 200 anni e, i fortunati che riusciranno a sopravvivere a tutte le catastrofi precedentemente descritte, potranno finalmente rilassarsi in un mondo in cui regnerà la pace universale, attesa per il vicino 2025.

È sorprendente vedere come un uomo del XVI secolo abbia ancora una così grande influenza su di noi, abitanti di un mondo dominato dalla scienza che, attraverso le sue indagini sempre più esatte e risolutive, produce giorno dopo giorno cambiamenti epocali. La componente irrazionale dell’essere umano non riesce tuttavia a sparire del tutto, nemmeno di fronte alle più grandi evidenze della storia che hanno smentito e smentiscono tuttora le congetture diffuse dalle pseudoscienze.

Le predizioni di Nostradamus non sono mai esatte e, in tutta sincerità, non lo sono mai state. Poche volte  nelle quartine compaiono date precise in riferimento ad eventi futuri, ma in ogni caso queste profezie sono state costantemente smentite dalla storia: un esempio noto a tutti è quello che riguarda la fine del mondo tanto temuta per il 1999, o ancor prima la distruzione della specie umana prevista per il 1732.

Nel caso delle profezie di Nostradamus si può parlare perciò di chiaroveggenza retroattiva: le quartine sono composte da una sintassi così tanto ambigua che chiunque a distanza di tempo può spingersi nelle interpretazioni più disparate, includendo così anche la descrizione degli eventi più significativi e tragici della storia.

Ma le interpretazioni razionali sembrano non andar mai bene agli uomini: forse perché non vogliamo spegnere la magia, forse perché sentiamo il bisogno di tener tutto sotto controllo e farci trovare sempre preparati ad affrontare anche le situazioni peggiori, poco importa se si tratti di catastrofi cosmiche o presidenti poco adeguati.

L’unica cosa certa che a questo punto noi, grandi intelligenze del futuro, possiamo affermare riguardo Nostradamus è che questo grande studioso francese, nonostante il suo grande ingegno, non peccava certo di ottimismo.