Intervista Spring BeerCatania

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Dopo il grande successo della prima edizione, BeerCatania ritorna in versione Spring dal 27 al 29 maggio. Noi di SocialUp abbiamo incontrato Francesco Chittari, uno degli organizzatori dell’evento di birre artigianali più atteso in Sicilia. La mission era quella di riuscire a trasformare la città alle pendici del vulcano Etna nel capoluogo della birra e sembra proprio, numeri alla mano, che i ragazzi di questo ambizioso progetto ci siano riusciti. Birrifici artigianali della Sicilia e non solo hanno mostrato il loro lavoro all’interno del SAL, un noto locale catanese, che in quei giorni è stato letteralmente preso d’assalto da tutti gli appassionati dell’alcolico color miele.

Dopo la prima intervista a Francesco, abbiamo quindi deciso di incontrarlo nuovamente per farci raccontare quali saranno le novità di questo evento che vedrà Catania sommersa dalla birra di gran qualità. Tra i vari birrifici presenti ritroviamo alcuni di quelli già alla prima edizione, oltre a nuove realtà incuriosite da questo evento dal successo assicurato.

Ciao Francesco, dopo il grande successo di BeerCatania arriva questa versione Spring?

Buongiorno SocialUp. Ci siamo: dal 27 al 29 maggio arriva BeerCatania in versione Spring. Un evento intermedio prima della seconda edizione di BeerCatania che nasce dalle richieste che ci sono pervenute da più parti -pubblico ed espositori- dopo il sorprendente risultato della prima edizione. Grazie alle quasi 10.000 presenze, alle migliaia di litri di birra spillati e alla presenza di ben 11 espositori di birra, siamo riusciti -già nella prima edizione di novembre- a trasformare Catania nel capoluogo della Birra artigianale.
Con questa versione Spring vogliamo battere qualche record.

Quali sono le novità di questa nuova edizione?

Innanzitutto la location: BeerCatania Spring si svolverà dal 27 al 29 maggio presso il nuovo padiglione sito nell’Ex-Mercato Ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena a Catania. Una location in grado di ospitare più gente, con un ampio parcheggio e una struttura che nasce come padiglione fieristico. Ci saranno tre macro aree dedicate rispettivamente alle birre artigianali siciliane e non solo, alle proposte food classiche e a tema birra, e un’area musica. Abbiamo raddoppiato il palinsesto degli eventi e le proposte che renderemo noto a breve. Vi posso anticipare che BeerCatania Spring avrà una maggiore partecipazione birrifici, ospiteremo anche aziende romane, e una proposta food variegata.

Stiamo coinvolgendo esperti e associazioni per la cura dei laboratori che avranno caratteri differenti: alcuni di natura didattica, altri promozionale o tematici. Stiamo lavorando per riuscire a creare dei laboratori di avviamento alla birrificazione facendo una cotta e altri di approccio alla degustazione della birra. Con Francesco Donato, uno degli esperti che ci affianca, stiamo organizzando una degustazione alla cieca.

Ogni giorno del BeerCatania Spring sarà caratterizzato anche musicalmente da una selezione diversa, sia nella playlist che nei live e djset.

Interessante! Raccontaci qualcosa di più… Ci sta incuriosendo davvero.

Vogliamo crescere e alzare il livello della manifestazione più di quanto siamo riusciti a fare con la prima edizione. Da Lamezia Terme stanno organizzando un pullman, ogni giorno ci contattano da ogni parte della Sicilia e non possiamo certo deludere chi ha sentito parlare di BeerCatania. E’ una grande responsabilità per noi che grazie alla splendida rete di espositori, alla qualità dei prodotti e degli eventi vogliamo assumerci.

Il mercato delle birre artigianali è in forte espansione e fa gola alla produzione industriale. Notizia di qualche giorno fa è l’acquisto del birrificio Birra del Borgo da parte di delle più grandi multinazionali del settore AB InBev. Voi che siete promotori della cultura della birra artigianale che posizione avete assunto?

Il mercato delle birre artigianali è in fortissima espansione -anche in Sicilia- e si sta ritagliando una fetta di mercato importante. Basti pensare ai tentativi dell’industria di far passare per artigianale o legato al territorio un prodotto industriale come nel caso delle birre regionali o le birre ispirate. Alla fine una multinazionale internazionale della birra, la Ab InBev, è riuscita a rilevare Birra del Borgo, uno dei colossi artigianali italiani, mettendo a segno un bel colpo. Vedremo cosa cambierà; qualcuno ha sguainato le spade, noi dal canto nostro proseguiremo la nostra azione di promozione del prodotto artigianale.

Avete molto a cuore il tema. Da cosa nasce il vostro amore per le birre artigianali?

Come ogni amore che si rispetti nasce dai banconi dei pub. Noi non possiamo certo definirci esperti, ma dei semplici bevitori che sono rimasti folgorati dalle storie che ogni etichetta nasconde. La birra artigianale è un prodotto che mira alla qualità e non -come quello industriale- alla quantità. Già da questo si evince il cambiamento di prospettiva e approccio alla bevuta. Ma non solo. Le birre artigianali hanno dietro giovani storie di amicizie che meritano di essere raccontate, oltre che un legame fortissimo con il territorio. Basti pensare alla selezione delle materie ad esempio.

E la realtà siciliana come si colloca?

Direi molto bene. I birrifici stanno facendo un lavoro straordinario nel migliorare prodotti che già promettevano bene, e la loro diffusione anche in mercati differenti da quelli siciliani ne è la prova. Noi proviamo a supportarli anche con eventi minori per avvicinare le persona a questo mondo di cui siamo forse dei semplici facilitatori: i protagonisti indiscussi sono i mastri birrai con le loro creazioni.

Allora appuntamento al 27 maggio all’Ex-Mercato ortofrutticolo di San Giuseppe La Rena?

Esatto, dalle 16 di venerdì 27 si comincia a spillare. Vi aspettiamo per brindare assieme.