Intervista ad Eva Amos: MiArs, Milano ti amo in tutte le lingue del mondo

Alice De Matteo

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Eva Amos è un’artista russa di nascita e milanese di adozione. Classe ’86, è nata a Samara ed è figlia d’arte di due pittori. La scelta frequente dell’utilizzo di colori accesi e di volti come protagonisti delle opere, raffigurati con la tecnica dei pastelli e del carboncino, rendono inconfondibili le opere di Eva Amos.

Inizialmente legata allo stile realistico, Eva Amos ha tracciato la sua carriera artistica allontanandosi da ogni definizione per lasciare libera la propria espressione. Attualmente è art director dell’associazione ARS ART SPACE di cui è stata anche socia fondatrice.

L’ultimo successo per Eva Amos risale non molto tempo fa alla mostra DamArs (da lei curata insieme ad Anastasia Lavrikova) organizzata al Museo Arte Scienza di Milano con la partecipazione di Vittorio Sgarbi. L’esposizione collettiva ha selezionato per la partecipazione artisti emergenti che hanno esposto opere inedite riguardanti la figura femminile.

Eva Amos non si ferma mai: tra il 4 e il 6 dicembre troveremo presso lo spazio Lambretto Factory la mostra MiArs – Milano, ti amo in tutte le lingue del mondo. Oltre ad un evento di arte contemporanea, sarà anche un’occasione di riflessione tra milanesi di nascita e d’adozione su ciò che questa città rappresenta oggi.

Ammirati dal suo lavoro e incuriositi dal suo talento, che già conoscevamo, abbiamo deciso di intervistarla per farci raccontare meglio del suo prossimo lavoro.Abbiamo fatto qualche domanda ad Eva.

DamArs è stato un successo, cosa ti aspetti da MiArs?

Ti ringrazio per questa domanda perché avere il successo di un progetto significa viverlo totalmente e mettere tutta l’anima in ogni singolo dettaglio dell’evento. Miars è un nuovo obbiettivo, una nuova sfida ma nello stesso tempo un amore, una grande passione per l’arte. La passione è la base per ogni cosa che fai. Dal nuovo progetto Miars aspetto di superare il nuovo livello nel campo dell’arte.

Cosa rappresenta per te Milano?

Per me Milano è casa. Mi sento molto in sinergia con questa città, perché un po’ mi rappresenta: dinamica, vivace, creativa e tenace. L’Italia è bellissima, ma quando torno a Milano sento il calore di casa, perché si viaggia sempre per tornare, sopratutto nei luoghi dove ti aspettano.

Vittorio Sgarbi è già stato vostro ospite per DamArs e lo ritroveremo a MiArs, che rapporto c’è con lui?                  

Si, Vittorio farà l’intervento di apertura di Miars. Conosco Vittorio da tre anni e tutti i miei amici sanno che sono sua grandissima fan perché è capace di valorizzare l’arte come nessuno altro. Lui è un genio e come dice Sorrentino “i geni sono quelle persone che ci stai a fianco senza nessuno sforzo”. Vittorio è patrimonio dell’umanità e sono felice di realizzare progetti insieme: è un onore per me.

Il mondo femminile è oggi al centro delle discussioni in televisione e sui giornali e sicuramente c’è ancora molto da dire. Aver dedicato una mostra intera al soggetto donna che valenza ha?

Assolutamente sì, è un tema attuale. Per me e Anastasia Lavrikova (con cui ho creato il progetto Damars) dare vita ad eventi artistici impegnati in tematiche quotidiane è un’occasione per aprire un dialogo anche culturale e sociale. Una mostra dedicata alla donna ed alla protesta contro la violenza femminile è ricca di significato e movimento.

Parliamo di Eva-artista. I colori vivaci e i volti rappresentati sono ormai una tua peculiarità, come sei arrivata a definire te stessa attraverso le opere?

In realtà lo stile artistico è una la strada che viene creata dai sentimenti che vivi nell’istante in cui crei. La mia tavolozza dai colori accesi rappresenta malinconia, felicità, tristezza ed allegria. Ogni volto invece racconta innanzitutto l’autore dell’opera. Adesso sto vivendo un periodo molto intenso della mia vita, perché in Italia ho riiniziato a dipingere dopo circa sette anni. Adesso mi sento libera e ho voglia condividere con la gente le mie emozioni tramite la pittura.

Quali sono i prossimi progetti di Ars Art Space?

Diciamo che progetti che sto pensando di realizzare sono ancora nello stato work-in-progress e le opere non finite non le mostro se non prima della fase finale. Amo le sorprese ma quelle belle, quindi lasciamo ancora tutto dietro le quinte e vi terrò aggiornati prossimamente.

Per info: www.damars.info

Se vuoi leggere l’articolo sulla mostra fotografica di Ferdinando Scianna, qui il link