Intervista a Valucre: “Cose è l’insieme dei momenti che ho collezionato!”

Dopo la pubblicazione dei singoli “Era ora”, “Povero Massi” e “Libellule”, Valucre, all’anagrafe Valentina Luiu, ha rilasciato “Cose”, il suo disco d’esordio.

Valucre non  solo  suona  e  scrive i  propri  brani,  ma per ognunodi questi si occupa di curare l’aspettovisual, dalle copertine ai videoclip. Nel 2019 l’artista è stata notata dall’etichetta indipendente Atlantide  Dischie e inizia  a lavorare  insieme  al produttore  Alessandro  Forte.

Valucre esprime il proprio talento puro e cristallino in 7 brani caratterizzati da un innovativo mix di indie pop, dalle sonorità acustiche, delicati beat elettronici e influenze ambient raccontando di percorsi di vita, pensieri ed emozioni in modo originale, poetico e mai scontato. Valucre, con il suo stile riconoscibile e la propria sincerità artistica, porta una ventata di freschezza nel panorama indie italiano. Travolti e catturati dal suo stile, abbiamo intervistato Valucre.

Valucre, com’è cominciato tutto: il tuo rapporto con la musica e voler far diventare questo rapporto un lavoro?

Un paio di anni fa ho iniziato a suonare l’ukulele insieme a mio fratello. In famiglia nessuno suona, eccetto mia nonna che suonava il piano da giovane. Quindi io e mio fratello l’abbiamo presa come sfida.

Il fatto di scrivere canzoni è venuto col tempo. Ho sempre scritto e mi è sempre piaciuto farlo. Unire le due cose ossia musica e scrittura è stato naturale. Il progetto discografico è nato allo stesso modo. Sono stata notata da Atlantide Dischi con un video pubblicato su Instagram e da lì abbiamo iniziato a lavorare insieme.

Hai scelto di non utilizzare il tuo nome di nascita, ma di darti un nome d’arte: perché proprio Valucre?

Valucre è un mix tra i miei due nomi. Il mio nome di battesimo è Valentina Lucrezia. È un soprannome che mi aveva sempre dato mio fratello quando eravamo più piccoli. È sempre stato il nome con cui firmavo tutte le mie produzioni.

Tuo fratello ha un ruolo fondamentale nel tuo percorso musicale. Quanto è importante avere accanto una famiglia che ti sostiene?

È molto importante per me perché capisco che è una cosa atipica, ma c’è accettazione soprattutto da parte di mio fratello che ha deciso quasi di fare tutto con me.

Debutti nella scena musicale italiana con “Cose”, il tuo primo album composto da sette canzoni. Cosa sono queste “Cose”?

(ndr. sorride) Le cose non sono oggetti per me ma momenti che ho deciso di raccogliere come se fossero una collezione. La musica è sempre stata per me un modo per raccogliere momenti importanti e significativi e determinate emozioni provate nella mia vita quotidiana.

Hai curato anche la parte grafica e visiva del progetto. Talento innato o coltivi anche questo tipo di arte?

Non mi sono occupata solo della grafica del disco ma anche di animare il video di “Era ora” durante la quarantena. La grafica è una passione, ma anche il mio percorso di studi. Se tutto andrà bene mi laureerò in design quest’anno. Grazie ai miei studi sto elaborando anche queste abilità e mi sembra una conseguenza naturale curare anche questo aspetto del disco.

La copertina è l’insieme delle cose: è come se tutte le cose fossero dentro una scatola che è aperta nella copertina e quindi si vedono tutte. Si basa sull’idea di rendere un’esplosione.

È il tuo primo disco ed è evidente una spiccata personalità e uno stile sia nei testi sia negli arrangiamenti. Cosa è il talento per te?

Penso che il talento può migliorare nel tempo e può essere coltivato ma che alla base è naturale. Il talento è qualcosa che succede senza che tu te ne accorga.

Quale tipo di lavoro è stato fatto sugli arrangiamenti?

Non siamo arrivati subito a questo tipo di sonorità. Io e Alessandro Forte abbiamo lavorato insieme e ci siamo arrivati per gradi. “Libellule” è l’inizio di questo percorso che piano piano si è andato ad evolvere fino a “Cose”, l’ultimo pezzo che abbiamo prodotto.

Prendendo ispirazione da cose che piacciono sia a me sia ad Alessandro siamo riusciti a cucirmi addosso un sound che sento molto mio e mi rappresenta. Se non ci fosse stato Alessandro sarebbe stato davvero difficile trovare qualcosa che mi vestisse così bene. Lui è stato davvero bravo ad ascoltare cosa mi piace e cosa volevo dire. Senza di lui non sarei stata così brava a dare il mio messaggio.

C’è in progetto di partecipare ad un talent o di vederti sul palco del Festival di Sanremo?

Al momento stiamo ragionando sui piani per il futuro. Ci stiamo concentrando sull’Ep uscito da poco tempo. Sicuramente abbiamo dei grossi piani e stiamo iniziando a lavorarci.

In ogni caso penso che ogni mezzo di comunicazione che posso usare e che non interferisce con il mio messaggio e che non mi cambia può essere sicuramente un modo. Se vissuti così, ben vengano un talent o il Festival di Sanremo.



Sandy Sciuto