X-men Apocalisse: Bryan Singer fallisce il colpo

Le premesse per un buon film c’erano tutte. Il meritato successo di “Giorni di un futuro passato” (settimo film sui supereroi mutanti), così come il fatto che  Bryan Singer fosse di nuovo alla regia facevano sperare che la longeva saga degli x-men si potesse arricchire di un nuovo capitolo all’altezza dei precedenti, se non superiore, visto il nome altisonante del nemico di turno (addirittura collegato alla fine del mondo). Sfortunatamente “X-men Apocalisse” (da poco nelle nostre sale) delude tutte le aspettative, rivelandosi al contrario uno degli episodi meno riusciti.

Il difetto più evidente del film è la sceneggiatura, che già dalle battute iniziali si mostra per nulla ispirata. La trama è caratterizzata dall’improvviso risveglio di Apocalisse, il primo mutante della storia, che per millenni è rimasto sigillato. Il suo obiettivo è quello di reclutare i più forti dei suoi simili e risvegliare i loro poteri sopiti per rifondare il suo impero di devastazione e distruzione. Spetterà a Xavier e ai suoi allievi il compito di fermarlo.

Nonostante la promessa di una storia epica e coinvolgente, la nemesi degli X-men si rivela fin da subito non all’altezza delle figure storiche della saga. Il regista usa il personaggio di Apocalisse più come una “spalla” che come un protagonista vero e proprio, una comparsa che costituisce il pretesto per il nuovo film. Il suo aspetto, le sue movenze, le sue battute non  riescono a catturare l’attenzione dello spettatore, anzi in alcune scene lo fanno anche sorridere dinnanzi ad un villain dal carisma limitato, che appare un po’ goffo, quasi un “pesce fuor d’acqua”, al punto che a volte sembra recitare in un film a parte (i personaggi spesso lo ignorano, come se non lo temessero veramente), colpa anche di un background scarno e frettoloso.

L’altro punto dolente del film è lo svolgimento della trama. Il regista gioca molto sul già visto, segno dell’evidente mancanza di nuove idee. Ripropone il dualismo tra Xavier e Magneto e racconta la nascita di due super-eroi storici quali Ciclope e Jane Grey. Ma questa costruzione dei personaggi, di per se apprezzabile, risulta ben presto scollegata da quella che sarebbe dovuta essere la trama principale: lo scontro con Apocalisse.

Così i continui rimandi e riferimenti nostalgici ai film passati sembrano più un espediente per colmare i buchi di sceneggiatura. Lo dimostrano l’inserimento di personaggi che sembrano sbucati dal nulla, o l’introduzione di casualità improbabili pur di collegare la storia. La pellicola viene  appesantita dall’abbondanza di citazioni, che ad un certo punto vengono effettuate anche in maniera un po’ illogica, diventando retoriche e purtroppo banali, cosa difficile per gli x-men, che per loro natura dovrebbero essere sorprendenti, proprio perché dotati di poteri straordinari.

E’ proprio questo che manca: la diversità e l’originalità, elementi che sono sempre stati il punto di forza dei super-eroi mutanti. Sia la squadra dei buoni che quella dei cattivi sono male assortite e dialoghi appaiono perlopiù scontati. L’unico aspetto positivo sono le interpretazioni di Fassbender (Magneto) e James McAvoy (Xavier), che però da sole non bastano per rendere convincente la pellicola.

In definitiva “X-men Apocalisse” si mostra troppo legato al passato (fortissimo il richiamo a “X-men l’inizio” di Mattew Vaugh, uno dei migliori episodi della saga). In alcune parti è anche un po’ noioso per la sua prevedibilità. In tal senso è molto distante da “Giorni di un futuro passato”, che brilla per la trama estremamente coinvolgente e per l’ottimo collegamento con gli altri film.

Gli effetti speciali non riescono a colmare queste mancanze, anche per un utilizzo non troppo felice della computer grafica che è a tratti fastidiosa per lo spettatore, perché in alcuni casi rende i personaggi più simili a “pupazzi” che a uomini in carne ed ossa (forse perché pensata per il 3D).

Dopo questa cocente delusione, rappresentata da Apocalisse, non resta che attendere il nuovo film su Wolverine (nel 2017), in cui Hugh Jackman vestirà per l’ultima volta i panni di Logan, l’immortale.

Wolverine (H.Jackman)

 



Francesco Bellia