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Intervista a Sara Florio: il rito sacro della porcellana

Sara Florio è il cuore che si nasconde dietro alle creazioni di Flonia Gioielli. In questa intervista a Sara scoprirete che le sue opere parlano di delicatezza, natura e storia. Sono infatti in porcellana veneta realizzata con le antiche tecniche artigiane. Tutto nel suo laboratorio parla della sua missione: creare gioielli sacri e fragili, in colori delicati, che parlino direttamente all’anima di chi li indossa. In questa intervista a Sara Florio ritroverete queste parole, la sua gentilezza e la passione che mette nei suoi gioielli.

All’inizio del tuo percorso creavi gioielli anche con altri materiali oltre alla porcellana. Che cosa ti ha spinto a scegliere quest’ultimo materiale?

All’inizio ho testato l’utilizzo di diversi materiali perché sono una persona curiosa, prima di decidere in che direzione andare preferisco sempre provare di tutto. Anche sbagliando ovviamente. Ora più che mai mi rendo conto che la porcellana è fatta per me, ci assomigliamo molto e anche se non sempre ci capiamo e litighiamo, ci vogliamo molto bene.

Ti è mai capitato di vedere una tua creazione indossata da qualcuno in strada? Se si, che cosa si prova?

Non mi è ancora capitato, diciamo che è uno di quei sogni nel cassetto incontrare qualcuno in città o anche in giro per il mondo mentre indossa un qualcosa di tuo. Per ora provo una grande soddisfazione nello scoprire i miei gioielli nelle stories di instagram, o nei post di ragazze che hanno comprato da me.

Il tuo cavallo di battaglia sono le manine sacre in porcellana. Come mai hai scelto proprio questa figura?

Sono molto affezionata alla modellazione del corpo umano, ho appreso l’arte ceramica da diversi artigiani del settore, che mi hanno aiutato a realizzare il mio primo sogno, ovvero creare bambole BJD da collezione (le BJD sono bambole di porcellana o plastica vuote all’interno con un sistema di molle o corde che le rendevano snodabili). Le mani mi sono sempre piaciute, sono molto espressive e si possono raccontare molte cose insieme a loro.

I tuoi gioielli sono sempre molto puliti e dal look minimale. Riflettono la tua visione della vita?

Lo stile dei  miei gioielli non vuole essere troppo appariscente, perché so che le persone che sceglieranno i miei prodotti non vogliono sentirsi al centro dell’attenzione. Preferiranno invece portare con sè degli oggetti carichi di significato, per questo li chiamo sacri, magari potranno essere anche esteticamente strani ma solo chi li possiede conosce il suo perché.

Sul tuo profilo Instagram (@flonia_gioielli) oltre a condividere le foto delle tue creazioni ne posti anche altre. Spesso queste sono accompagnate da delle riflessioni. Ti è mai capitato che un tuo pensiero “non artistico” diventasse un gioiello?

Sto lavorando molto alle foto del profilo, so che sono molto importanti per chi non mi conosce per fargli arrivare il mio messaggio, mentre attraverso le didascalie ho l’occasione di alzare domande e riflessioni di tutti i tipi. Mi piace prendere gli argomenti e discuterne in modo più profondo, senza per forza arrivare a delle risposte. Quindi sì, i miei pensieri e le mie riflessioni sono strettamente legate poi a quello che produco.

Che cosa vuoi comunicare con la tua arte?

Quello che creo vuole essere un modo per spronare le persone a riflettere, per me l’estetica non basta. Sono una persona che si ascolta e analizza molto in tante circostanze, l’idea di migliorarmi e di migliorare il modo in cui mi comporto e in cui rispondo, sono cose molto importanti per vivere bene le relazioni umane. Il difficile è sempre quando davanti poi ci troviamo persone che non sono in grado neanche di ascoltare loro stesse, per questo è nata l’idea di trattare questi temi attraverso la mia gioielleria. Amuleti che ci ricordano un messaggio importante e ci aiutano ad essere persone migliori.

Se l’intervista Sara vi è piaciuta o le sue creazioni vi hanno affascinato potete seguirla anche su Instagram: @flonia_gioielli



Rebecca Bertolasi