Intervista a Eszter Magyar: la “makeup activist” di Instagram

Eszter Magyar, in arte su Instagram @makeupbrutalism, si definisce il beauty account più odiato dal 2018 e “makeup activist”.  Senza dubbio si tratta di affermazioni forti, difficili da sostenere ma lei ci riesce con curiosa leggerezza. Forza e leggerezza però  sono anche le caratteristiche delle sue opere, perchè di questo si tratta: opere. Trucco e corpo in lei si mescolano infatti alla perfezione con lo scopo di veicolare un significato diverso per ogni post. Curiosi di sapere chi è? Leggete questa intervista a Eszter e lo scoprirete.

Su Instagram ti definisci una “makeup activist”. Perchè? E perchè pensi che il makeup possa essere una forma di attivismo? 

Viviamo in un periodo storico in cui siamo ossessionati dalla giovinezza e dalla perfezione. La bellezza è monopolizzata dai trend e da volti standardizzati. Se apri un qualsiasi social tutti sembrano uguali. Ho fatto inoltre delle ricerche tra più di 1000 persone includendo, dove li trovavo, dei bambini. Questi incominciavano a utilizzare il makeup all’età di 9- 11 anni e non andavano a scuola o in palestra senza essere truccati. Tutto attorno a noi ci dice cosa fare e, soprattutto, cosa usare per essere belli. Ha un impatto su tutti. La pressione della perfezione ci fa odiare noi stessi, e così è come ci insegnano ad essere dei buoni consumatori. Ma questa è la nostra visione di bellezza? Non viviamo più negli anni 50. Essere carini non dovrebbe essere più così importante o almeno non dovrebbe essere l’unica cosa importante.

E se non fosse la mia prima scelta? Se io preferissi sembrare forte? Indipendente? Di successo? Intelligente? Le possibilità sono molte di più di quante erano prima. Dovremmo cogliere questa opportunità. Questo è il punto fondante dell’attivismo.

Perchè hai scelto il makeup come forma di espressione?

Nella mia vita offline il mio lavoro è da 8 anni essere una makeup artisti professionista. Ho iniziato semplicemente sperimentando nuove textures per il mio lavoro.

Ultimamente hai aggiunto altre parti del tuo corpo nelle tue foto ma all’inizio usavi solamente gli occhi per le tue creazioni. C’è un motivo?

Ricordo di uno shooting dove mi sono davvero stancata dei makeup perfetti. Ho pensato:”Davvero? E’ tutto qua? Rendere  persone già bellissime ancora più perfette?” Ho sentito di avere un motivo per sentirmi meglio. Così sono tornata a casa e ho iniziato a sperimentare con textures e colori per rendere il tutto un po’ più strano, più interessante. Mi sono davvero divertita molto e gli occhi danno opportunità infinite. Dopo un po’ mi sono sentita limitata ancora, così ho usato altre parti di me stessa.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi makeup? 

Mi piace ispirarmi alle cose che mi circondano. A volte è un’opera d’arte che vedo, altre volte un commento che ricevo. Se sei curioso troverai tematiche interessanti ovunque.

A causa del fatto che non usi trucchi tradizionali sei mai stata spaventata nell’usare altri materiali per le tue creazioni?

Nel primo periodo usavo moltissimo trucco tradizionale, ma la mia pelle non ne era molto felice. Mi ricordo che all’inizio ero interessata agli eyeliner. Per esempio come fingere un eyeliner. La mia pelle era davvero stressata e quindi una volta ne creai uno dall’argilla, un’altra misi un nastro sulle mie palpebre e un’altra ancora ne dipinsi uno sulla carta.

Usare materiali e oggetti differenti non è mai spaventoso: è divertente.

Pensi che l’arte possa cambiare il mondo? C’è ancora speranza?

L’arte può influenzare le persone. E le persone possono cambiare il mondo!



Rebecca Bertolasi