Intervista a Manuela Ventura: premio speciale migliore attrice al Catania Film Fest 2019

Vincitrice del Premio speciale come migliore attrice al Catania Film Fest 2019, tenutosi dal 3 al 6 Aprile al Cineteatro Odeon di CataniaManuela Ventura, di origine catanese, è un attrice di teatro, cinema e televisione. Diplomatasi all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio d’Amico”, ha intrapreso la carriera di attrice teatrale recitando in numerose opere, sia con compagnie e produzioni indipendenti, che nei circuiti dei Teatri Stabili, al Teatro Stabile di Catania e al Teatro Stabile d’Abruzzo.

In televisione, ha recitato in numerose fiction, tra cui “Questo nostro Amore” di Luca Ribuoli, per la cui interpretazione ha vinto il Ciack Sicilia nel 2013, e, più recentemente in “Questo è il mio paese” e in “Rocco Chinnici” di Michele Soavi . Al cinema, tra le ultime pellicole, ha recitato in “Ninna Nanna”, “Quo vado” e “Anime nere”.

Social up Magazine l’ha intervistata per voi.

Durante la corrente edizione del Catania Film Fest, riceverai il premio speciale come migliore attrice. Qual è il tuo rapporto con Catania?

Tra me e Catania esiste un rapporto fortissimo, generativo, perché è la città che mi ha dato i natali ed in cui vivo. Ho avuto una parentesi di formazione lontano da Catania perché ho studiato fuori recitazione, a Roma, ma poi sono tornata qui.

Il legame con la mia terra d’origine è fortissimo, è di passione e d’amore. Qui ho deciso di continuare a vivere con la mia famiglia e con i miei figli.

Sono davvero felice di essere ospitata in questa edizione del Gold Elephant World Awards. In realtà io seguo il festival fin dalla sua prima edizione, perché ho un rapporto di sincero affetto e di stima nei confronti di Daniele e di Cateno e quindi sono onorata di ricevere questo premio, qui nella mia città, tra l’altro in un cinema, che per me è uno dei cinema più belli che abbiamo a Catania, meraviglioso. E quindi grazie! (sorride).

Ti sei diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica “Silvio D’amico” di Roma, iniziando lì la tua formazione d’attrice.

Qual è la differenza che, secondo te, c’è tra lo schermo televisivo o cinematografico e, invece, il palco di scena? 

Bhe sì, il teatro per me è stato l’inizio, è stata la scoperta ed il primo amore. Per quanto riguarda la differenza tra teatro e cinema,  si tratta di una relazione diversa che si ha innanzitutto con il pubblico, perché, nel teatro si ha un rapporto dal vivo e quindi c’è uno scambio di emozioni che avviene nell’immediato, in diretta, anche un po’ sorprendente, perché non sai mai quello che accadrà da una replica ad un altra, in base anche alle reazioni in sala. Quindi sulla pelle lo vivi in una maniera molto amplificata. Col cinema, invece, il rapporto è più intimo, perché c’è la relazione con la macchina da presa, con l’obiettivo. Ti permettere di acquisire più sfumature, di entrare maggiormente dentro alcuni dettagli, mentre il teatro ha una portata più grande, più ampia. Riuscire ad alternare entrambi i linguaggi, per un’attrice, è un lavoro meraviglioso.

Tra le serie tv per cui hai recitato, vi è “Questo nostro Amore” di Luca Ribuoli, in cui interpreti una madre siciliana, di quattro figli, che si trasferisce con la famiglia a Torino, ruolo per cui sei stata premiata, anche con il Ciack Sicilia. Cosa può dirci di questa esperienza?

E’ stata un’esperienza importantissima, che mi ha permesso, nell’arco di tre stagioni, di sviluppare ed entrare dentro il bel personaggio della signora Teresa. Un’esperienza stimolante anche dal punto di vista umano e professionale: si è creata una squadra di lavoro davvero affiatata.

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Seguire i passi delicati di questa signora mi ha permesso di entrare dentro una tradizione che appartiene sicuramente alle donne del sud che, a quei tempi, affrontavano spesso il viaggio nel nord-italia, ma, in realtà, di trovare delle corde che poi appartengono un po’ a tutte le donne: questa capacità di poter affermare, nella discrezione, il proprio ruolo, la propria indipendenza e la propria autonomia.

Teresa a me ha insegnato tanto e sono felice delle dimostrazioni di affetto che mi sono arrivate in lungo e in largo da tutta l’Italia, anche da parte di generazioni diverse, per cui ragazzini, ragazzine, ma anche dai genitori e dai nonni; anche gli uomini si sono appassionati a questo ruolo, a questo carattere di Teresa nella sua relazione con Salvatore, che diventa poi frizzante ed esplosiva nella serie.

Grazie per essere stata con noi.



Francesco Bellia