Intervista a Luca Petrosino: “La vita non è fatta di soluzioni, ma di scelte”

Luca Petrosino è un cantautore, musicista, tecnico del suono e montatore di musiche, nonché e soprattutto mandolinista, e tutt’ora insegnante di mandolino nei licei musicali.

Di recente ha suonato al Festival di Sanremo insieme con la NAPOLI MANDOLIN’ORCHESTRA, diretta dal maestro Mauro Squillante e promossa da X EVENTI di Angela e Lucia Andolfo.

Luca Petrosino alla mandola durante l’esibizione al Festival di Sanremo 2021

 

 

Esibitosi anche all’estero, crede che la musica debba ripartire dalle scuole nel nostro Paese, dove vige un sistema scolastico da migliorare.

Com’era Luca da bambino e come sentiva il rapporto con la sua arte da piccolo?

 

Ho iniziato a studiare pianoforte all’età di 8 anni, interrompendo poi perché la musica all’epoca non era una mia priorità, ma continuavo comunque ad ascoltare tante musica a casa, in famiglia. Mio padre strimpellava – e strimpella tutt’ora – la chitarra. Anche grazie a lui ho avuto il mio primo approccio con la musica, in modo cioè molto ludico. Poi, il mio percorso musicale non è stato chiaro, almeno all’inizio. È dai 18 anni in poi che è emersa in me più forte questa passione, ma verso i 15 e i 16 anni avevo incominciato a collaborare nell’ambito di band locali. Nasco cantautore, infatti ho imparato a suonare la chitarra per poter scrivere la mia prima canzone. In seguito, ho pubblicato tre dischi col mio nome d’arte di Joe Petrosino col gruppo “Rockammorra”.

Da destra verso sinistra: Olena Kurkina, Mauro Squillante, Angela Andolfo, Luca Petrosino e Adolfo Tronco

 

E com’è stato poi lavorare anche al cinema?

 

Ho lavorato come tecnico montatore delle musiche, dopo essermi specializzato in tecnica del suono e aver intrapreso diversi stage a Roma. Ho fatto l’assistente al montaggio delle musiche di Morricone in “Baarìa” di Tornatore, ad esempio. Quest’esperienza al cinema, però, mi ha fatto capire che quello che volevo fare davvero fosse il musicista. Perché al cinema montavo musiche già fatte, mentre io avevo la necessità di maneggiare uno strumento musicale.

Quale in particolare?

 

Il mandolino, una volta conosciuto, mi ha ammaliato per la sua capacità di produrre suoni che possono essere a metà strada tra violino e chitarra. Venni a sapere che al Conservatorio di Salerno ci fosse la cattedra di mandolino e a 30 anni mi ci iscrissi. Nacquero subito varie collaborazioni con Mauro Squillante, Presidente dell’Accademia Mandolinistica Napoletana.

Ho avuto tante occasioni di suonare con loro, ed è con loro che sono stato all’ultimo Festival di Sanremo.

 

Da sinistra verso destra: Luca Petrosino, Adolfo Tronco, Olena Kurkina, Mauro Squillante

 

 

Prima di Sanremo la Napoli Mandolin’Orchestra aveva già una certa risonanza?

 

Certo, concerti in tutto il mondo, con una risonanza particolare in Giappone, dove forse il mandolino è più apprezzato che da noi. Chiamati da Ermal Meta, la partecipazione a Sanremo è stata un modo per far conoscere la “Napoli Mandolin’Orchestra” in Italia.

Spero che così il mandolino sia veicolato maggiormente in Italia, anche dal punto di vista scolastico, visto che si adatta a molti  repertori. Il sistema didattico della musica in Italia è un po’ vecchiotto, purtroppo. L’educazione musicale nelle scuole superiori di primo grado (scuola media) è da migliorare ed il mandolino può essere una nuova opportunità di approccio musicale per i ragazzi.

Raccontami un po’ della tua esperienza sanremese.

 

Delle cose nella vita a volte si sfiorano, e quando capita, poi, può succedere che, dopo un po’ di tempo, si prendano in pieno. Tempo fa partecipai col mio gruppo “Rockammorra” a “Sanremo Giovani” con un brano che parlava del femminicidio. Per poco non venimmo scelti: il tema del brano era un po’ troppo “impegnato” e poco da Sanremo in quella circostanza, sebbene sia, purtroppo, sempre attuale.

 

Quest’anno invece era destino che venissi coinvolto per partecipare a Sanremo nella cover del brano “Caruso” di Lucio Dalla, interpretato da Ermal Meta con la “Napoli Mandolin’Orchestra” diretta dal maestro Mauro Squillante, in compagnia dei miei colleghi Adolfo Tronco ed Olena Kurkina, con la promozione di “X Eventi” di Angela e Lucia Andolfo. È stato coraggioso da parte di Ermal scegliere un brano così difficile e conosciuto, però devo dire che al primo ascolto mi ha subito emozionato la sua interpretazione. Ermal si è confrontato con noi per la pronuncia del napoletano, gli abbiamo dato dei consigli, c’è stato un’interessante scambio reciproco. È un punto di riferimento attuale nella musica leggera italiana.

La musica, linguaggio universale dell’anima, può abbattere il linguaggio polemicamente sterile delle parole?

 

Il “polemizzare su tutto” e lo stesso argomento “musica” sono componenti dell’animo umano. Succede da sempre. Ma come disse il maestro Claudio Abbado in una sua intervista, la capacità di ascoltare se stessi e gli altri è una capacità che la musica fornisce in maniera naturale, perché sia gli ascoltatori sia i musicisti per partecipare ad un processo musicale devono ascoltare. Si parla di formazione umana a livello musicale anche per chi non voglia fare il musicista. La musica è sempre un’occasione di confronto, di scambio di idee.

 

Anche per questo la musica può essa stessa scatenare polemiche. Il nuovo modo di ascoltare musica sui social, di sottofondo al supermercato, per esempio, è un tipo di ascolto superficiale, perché intanto si fanno altre cose nel frattempo. Tutto questo non aiuta ad ascoltarsi e ad ascoltare di più. L’ascolto più profondo, invece, dà la possibilità di migliorare la propria capacità d’attenzione.  Si dovrebbe migliorare la propria capacità di ascoltare ed in entrambi i modi, perché la vita non è fatta di soluzioni, ma di scelte. E sono le scelte che portano poi a soluzioni. L’ascolto, di ogni tipo, ci pone davanti ad altri modi di essere noi stessi. Ecco perché la musica non morirà mai: fa parte di noi.

 

Con il tempo cambia il suo modo di approcciarsi alle persone, ma rimane sempre un punto di riferimento per l’umanità.

Da destra verso sinistra: Luca Petrosino, Adolfo Tronco, Ermal Meta, Mauro Squillante ed Olena Kurkina

Hai concluso con la parola giusta, la chiave di tutto. Grazie, ed in bocca al lupo, sempre!

 

Viva il lupo e grazie a te, Christian.



Christian Liguori