Credits: Ph. Chiara Mirelli

Intervista a Folcast: con Scopriti per stupire a Sanremo da nuova proposta

Abbiamo intervistato Folcast, al secolo Daniele Folcarelli, cantautore e polistrumentista romano classe 92 che farà parte delle otto nuove proposte che saliranno sul palco dell’Ariston. Folcast saprà stupire, come fatto già in passato con Tommaso Colliva, noto produttore musicale, vincitore di un Grammy per una sua collaborazione con i Muse.

Daniele arriva a Sanremo con il brano Scopriti, di cui vi avevamo parlato negli giorni scorsi, che si è distinto per la sua versatilità, non solo musicale, ma anche alla scrittura.

Siamo sicuri che Folcast affronterà questa nuova avventura con umiltà, come fatto fino ad ora, provando a trasmettere tutte le proprie emozioni ai telespettatori. Buona lettura!

Che mix di emozioni pensi di provare una volta sul palco dell’Ariston?

Non so veramente cosa aspettarmi, perché le esperienze della semifinale e della finale di Sanremo Giovani erano qualcosa di già grande per me. Questa è ancora più grande e l’Ariston è un’istituzione in Italia. Salirò con la sapendo che quello che sto facendo è unico, ancora più unico pensando al momento in cui siamo. Sono contento, orgoglioso e consapevole di fare qualcosa che adesso è raro poter fare, mi sento fortunato e privilegiato, divertendomi.

Credits: Ph. Chiara Mirelli

Cosa vuoi trasmettere con “Scopriti” e qual è la storia dietro al brano?

Il brano, dalle varie interpretazioni che ho letto, è stato analizzata in tutte le diverse sfaccettature, anche attraverso alcune che non avevo considerato. Personalmente, “Scopriti “nasce come brano per spronare me stesso ad uscire da una situazione di fermo, di immobilità, legata molto all’ambiente musicale, in cui mi sentivo perso.

Partendo da sé stessi, riprendendo le redini della propria vita, rinascendo: questo è il senso che do alla canzone. L’ho scritta nell’arco di un pomeriggio, di getto, per questo non ricordo precisamente lo stato d’animo preciso, ma ricordo bene la bolla in cui sono entrato al tempo.

Quali sono le icone musicali che ti caratterizzano?

Ce ne sono tanti, contemporanei e non. Ti cito Jimi Hendrix, Jeff Buckley, Paolo Nutini, Lucio Dalla, Pino Daniele, Daniele Silvestri, Ghemon, Fulminacci, Willie Peyote, Elisa, Giorgia e tante altre personalità. Penso che ognuno di loro sia un elemento importante per la mia musica.

La tua poliedricità non ti colloca in un genere musicale preciso. Tu dove ti senti più a tuo agio?

A livello umano, non parlo di me che faccio musica, mi piace molto l’ambiente hip hop, soul, rap, rock e hard rock. Mi ritrovo molto nell’ambiente da concerto.

A livello musicale, invece, apprezzo l’essere considerato poliedrico. È una cosa che forse mi viene naturalmente poiché gli ascolti sono variegati. Posso dirti che la black music, l’ambito soul mi piace particolarmente, in cui mi sento bene. Tuttavia, anche i pezzi cantautorali mi aprono in due, ma anche in quel caso per me è soul.

Con chi ti piacerebbe collaborare tra gli attuali big in gara a Sanremo?

Sicuramente Ghemon, Willie Peyote, Fulminacci, Max Gazzè, ma anche Colapesce e Di Martino, seppure forse sono un modo distante, ma proprio per questo potrebbe essere intrigante. Mi vengono in mente loro principalmente al momento.

Credits: Ph. Chiara Mirelli

Dopo Sanremo, quali sono i progetti?

Abbiamo annunciato un tour a novembre. Era il progetto che avevo in mente e il fatto che sia stato annunciato mi rende felicissimo, è già un traguardo raggiunto. Mi piacerebbe continuare a lavorare così come sto facendo, sono sereno, convinto e felice.



Paride Rossi