Intervista a Carl Brave: “Nelle mie canzoni sono io che racconto momenti della mia vita”

Sandy Sciuto

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Alla data dell’instore alla Feltrinelli di Catania, Carl Brave si è presentato con addosso i suoi inconfondibili occhiali da sole, presenti anche nella copertina del suo primo album, e con camicia floreale, pronto ed entusiasta a firmare le copie dei tanti giovani che lo aspettavano.

Con “Notti brave”, il suo primo album da solista, in soli dieci giorni dall’uscita, ha conquistato tutte le classifiche nazionali: non solo quella Fimi, ma anche Spotify. Il video di “Fotografia”, primo singolo estratto, ha superato il milione di visualizzazioni. Un vero successo per il ventottenne romano, all’anagrafe Carlo Coraggio, cantautore strappato al mondo del basket.

Disponibile e disinvolto, Carl ci ha concesso un’intervista! Seduti su un divano bianco della Feltrinelli di Catania, ci ha raccontato chi è e il potere della musica su di lui. Il risultato? Eccolo…

Ultima data dell’instore tour qui a Catania. Quali sensazioni ed emozioni ti porti da quest’ultima data?
Una bella sensazione! Per me è un’esperienza nuova. È la prima volta che faccio un instore tour. Mi è piaciuta molto perché c’è un rapporto diretto con le persone, diverso da quello del live ovviamente, meno di impatto, però più sul personale. Sono stato contento di conoscere tante persone che stanno in fissa con il cd e mi hanno detto la loro.

Hai un pubblico di giovani, vista anche la numerosa presenza in questo ultimo instore. Cosa ne pensi? Senti una qualche responsabilità?
Sono contento di avere un pubblico di giovani. La musica non è una questione di responsabilità. È più un fatto personale ed un modo di spiegarsi al mondo e di farsi conoscere. In tutto ciò, ovviamente cerco di dare il buon esempio. Spero che la gente lo senta ed impari qualcosa.

“Notti brave” è il tuo primo album da solista. Numeri alla mano, sta andando benissimo. Te lo aspettavi?

Sono molto contento. Anzi, a dirla tutta, sono contentissimo. Me l’aspettavo. Ho puntato tutto sulla musica. È il mio obiettivo, ero preparato. Me la sto godendo!

Da giocatore di basket a cantautore. Come si conciliano questi due mondi opposti come lo sport e la musica?

Sono due mondi opposti ma hanno tanti punti in comune nel mio caso. Sono un gran lavoratore. A basket mi allenavo tanto e faccio la stessa cosa nella musica. Se possiamo dirlo, sono un martellatore. Mi alleno sempre. Ho iniziato tardi a fare musica e, allenandomi tutti i giorni, facendo basi tutti i giorni, sono riuscito a farlo diventare un lavoro vero e proprio e a raggiungere gli altri.

“Fotografia” è il primo singolo estratto da “Notti brave” in cui canti con Fabri Fibra e Francesca Michielin. Per il video ufficiale della canzone, avete assunto le sembianze dei Simpson. Ci racconti perché e come è nata questa idea?
L’idea dei Simpson è mia. Ho sempre avuto questo sospiro di andare a cercare qualcosa nei Simpson con cui sono nato, cresciuto e continuano ad esserci. Proprio un mese fa, è diventata la serie più lunga del mondo, di tutti i tempi addirittura. Insomma, penso che i Simpson siano una descrizione della società moderna. Li conoscono tutti e tutti li hanno visti. È molto sociale ed io sono un mega fan.

Parliamo del progetto discografico. In “Notti brave” ci sono tante collaborazioni con chi al momento vende i dischi e rappresenta tutti i generi della musica italiana (Coez, Francesca Michielin, Fabri Fibra, Giorgio Poi e Frah Quintale). È un disco con molti generi musicali, ma con quale genere Carl Brave si esprime meglio?
Carl Brave è un po’ di tutto ed è lì che si nota la sua presenza nella musica. Arrivando dopo, ho cercato di prendere il meglio delle varie frasette di ogni genere musicale. Ho cercato di fare un album che mettesse tutti d’accordo. Quindi, ho duettato con artisti di tanti generi diversi.

C’è qualche aneddoto di queste collaborazioni che potresti raccontarci? Siete diventati amici o siete rimasti colleghi?
È nata un’amicizia con tutti. È stato bello vederli registrare nella mia mansarda, nel mio “buco”. Tutti storti: è stata una situazione divertente. Ho tenuto il mio studio per fare sia “Polaroid” sia “Notti brave” perché c’è una sorta di magia in quella mansarda. Quindi, vedere Coez abituato a degli studi clamorosi registrare là è stato divertente.

Voglio fare un gioco di parole. All’anagrafe sei Carlo Coraggio. Il coraggio con la musica: quanto è necessario?
È FONDAMENTALE!

Cosa pensi di fenomeni musicali come Liberato e Young Signorino? Che direzione sta prendendo la musica italiana secondo te?
Mi piacciono molto entrambi. Innanzitutto, la musica sta prendendo un volto diverso. Studia i personaggi, e si tiene conto anche di un volto social. Liberato e Young Signorino sono due cose diverse. Liberato è un’artista molto attaccato ad un sogno, ad un ideale, alla sua Napoli. Un po’ come sono io con Roma. Young Signorino, invece, è una novità più alla Dark Polo Gang. Più di impatto. Detto questo, nella musica adesso ci stanno tante risorse in più. Alla musica ci puoi arrivare in tanti modi diversi come Young Signorino usando Instagram e tatuandoti in volto oppure come il ragazzo che ha il suo studio in casa senza passare per case discografiche.

Oltre le tante collaborazioni, in “Notti brave” canti pure da solo come in “Vita” e “Pub Crawl”. Ci racconti come sono nate?
Sono canzoni con dentro miei ricordi. Sono io che racconto momenti della mia vita. In “Pub Crawl” ci sono io a vent’anni che a Roma andavo a caccia di americane. È una Roma vista dal punto di vista mio e dei turisti che vengono qui a divertirsi. “Vita”, invece, è il racconto di una storia d’amore andata male con tradimento mio cioccato.

Finito l’instore tour. Sarà tempo di live in giro per l’Italia. Puoi svelarci qualcosa?
Durante il tour farò “Polaroid” con Franco12 più “Notti brave”. Sarà un tour più grosso, con più roba. Il tour inizia il 6 luglio a Perugia e poi il 12 luglio al Rock in Roma, la data più importante e più sentita, e poi alle Capannelle per continuare in tutta Italia. Il tour finirà a settembre.