Fonte: https://visitcastelsaraceno.info/

Il Ponte Tibetano più lungo del Mondo è italiano e si trova a Castelsaraceno

Strutture particolari e monumenti maestosi sono da sempre le principali attrazioni per un visitatore in cerca di meta. Parigi conta sull’eleganza della sua Tour Eiffel. 300 metri di altezza che dal 1889 non smettono di meravigliare turisti provenienti da tutto il globo. L’esempio parigino è solo un semplice pretesto per far intendere che più un’attrazione è alta, lunga o larga e più avrà il giusto appeal per chiamare a sé i viaggiatori. D’altro canto, tra i Paesi – ed a volte anche tra le stesse regioni di un paese – la competizione per aggiudicarsi la struttura più “alta, lunga o larga” del Mondo è sempre accesa. Ed infatti, fino a qualche tempo fa si trovava a Cesana Claviere, nei pressi di Torino, il Ponte tibetano che con i suoi 544 metri era il più lungo del mondo.

Tuttavia, proprio a fine luglio si è inaugurato a Castelsaraceno, in Basilicata, un ponte sospeso di ben 586 metri di lunghezza e 80 di altezza che ha soffiato il titolo a quello piemontese.

Alle ore 16:00 di sabato 31 luglio è stato tagliato il nastro del nuovo ponte tibetano, italiano, più lungo del mondo.

Dal sito del comune di Castelsareceno si legge che la struttura è stata aperta al pubblico il 1° agosto. Necessari per la sua realizzazione sono stati:

“quattro funi portanti da 35 mm, 2 funi di sicurezza da 20 mm, 1160 gradini in grigliato di acciaio zincato, 5500 metri di cavi in acciaio, oltre 24000 chilogrammi di acciaio tra gradini, portali di irrigidimento e piastre di ancoraggio”.

L’opera, costata un milione e mezzo di Euro, è stata finanziata dalla Regione Basilicata con fondi del P.O. Val d’Agri. La struttura è, tra l’altro, parte integrante di un progetto più ampio che ha a cuore il miglioramento del territorio fruibile. Il ponte si trova, infatti, tra il monte Castelveglia ed il massiccio del Raparo.

L’attrazione può sopportare un flusso di 400 passaggi al giorno. Rappresentando in tal senso, un grandissimo esempio di ingegneria sostenibile e di servizio pubblico verso un territorio che rischiava di essere altrimenti degradato.

Si è spesso parlato della crisi che i piccoli comuni italiani stanno vivendo a causa dello spopolamento, il ponte rappresenta una risposta concreta a questo fenomeno. Dato che, una struttura come quella del ponte sospeso è in grado di accendere la speranza verso un futuro sicuramente green, ma ad oggi anche turistico per il territorio in questione della Basilicata.

Quella del 31 luglio è stata “una festa che non riguarda solo la comunità di Castelsaraceno ma l’intera Basilicata che segna un altro grande passo in avanti. È questa un’opera che sicuramente rafforzerà l’attenzione dei turisti verso la Basilicata”. Queste le parole di Gianni Rosa, assessore regionale della Basilicata, sull’inaugurazione del ponte.

Occorre, inoltre, sottolineare che al di là della sua lunghezza da record e la bellezza del paesaggio su cui si erge, il lavoro ingegneristico per la sua costruzione è di tutto rispetto. Il ponte gode, appunto, di un sistema di controllo degli accessi automatizzato, cosa che rende ancora più caratteristica la sua esistenza.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Un vero e proprio ponte da record quello di Castelsaraceno. Il suo percorso mozzafiato unisce il parco nazionale del Pollino, il più grande parco nazionale italiano, all’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese.

Il passante per il ponte godrà di un’esperienza unica. Trovandosi ad 80 metri di altezza dal suolo potrà ammirare le meraviglie paesaggistiche della Basilicata, nonché la bellezza del borgo a forma di cuore di Castelsaraceno.

Il ponte tibetano, per sua stessa definizione, è un collegamento che si erge sul vuoto. Esso è costituito da un “marciapiede” collegato alle due estremità da due funi. La sua è una presenza costante nei film di avventura, e per chi intende percorrerlo il coraggio è una prerogativa. Tuttavia, le oltre 24 tonnellate di acciaio presenti nel ponte di Castelsaraceno, nonché il minuzioso lavoro ingegneristico, rendono sicuro ed, al contempo, emozionante il percorso.

Una traversata adatta per chi adora la natura, il silenzio e l’avventura tanto in termini fisici, che storici.

Infatti, si potrà ammirare un borgo che risale al 1.031. Anno in cui proprio in questa zona del potentino, i Saraceni – a cui si deve anche il nome della località – crearono un loro insediamento. All’epoca il popolo dei Saraceni si servì proprio della struttura del paesaggio – la cui altimetria va dai 702 m ai 1.900 m – come vedetta. Risulta, dunque, emozionante oggi constatare come quelle stesse peculiarità che un tempo servirono ad una storica popolazione, al giorno d’oggi vengono sfruttate in altro modo.

Castelsaraceno oggi vanta il titolo di comune italiano che, pur avendo solo 1.256 abitanti, sarà in grado di garantire un’offerta turistica senza paragoni. Perché è proprio in Basilicata che un viaggiatore potrà trovare contemporaneamente da un lato la città dei sassi di Matera, poi la bellezza del mare di Maratea ed infine il ponte tibetano più lungo del Mondo.



Giulia Grasso