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Il 21 febbraio è la giornata internazionale della lingua madre

Il 21 febbraio è la giornata internazionale della lingua madre. Istituita nel 1999 da parte dell’UNESCO, è celebrata dall’anno successivo per promuovere il poliglottismo e la diversità linguistica e culturale. Nel 2007 la giornata è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo scopo di questa giornata è “promuovere la conservazione e la salvaguardia di tutte le lingue usate dalle popolazioni del mondo”

Perché proprio il 21 febbraio?

La data del 21 febbraio non è stata decisa casualmente bensì è frutto di una scelta ponderata dettata dal voler ricordare i fatti accaduti in questo giorno nel 1952 a Dacca. In quell’occasione persero la vita molti studenti dell’università locale scesi in piazza per manifestare con il fine di ottenere il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale. La polizia del Pakistan aprì il fuoco sui manifestati rendendosi responsabile di una strage.

Perché c’è bisogno di questa giornata?

Oggi è insomma il momento giusto per soffermarsi a riflettere su una realtà che utilizziamo quotidianamente, ovvero la nostra lingua madre. È di fondamentale importanza riconoscere la validità di uno strumento come la lingua, componente fondamentale della nostra vita. La lingua madre è quella che si apprende dai genitori. L’essere umano è per natura dotato di capacità cognitive e articolatorie tali per cui sin dall’infanzia è in grado di apprendere e riprodurre l’idioma cui viene in contatto.

La lingua ci caratterizza e permette di esprimerci. È un aspetto fondamentale della nostra identità, in quanto parlare una lingua non significa solo articolare suoni dotati di un certo significato, ma anche pensare e ragionare in una determinata maniera. Un parlante inglese articolerà il periodo in maniera diversa rispetto ad uno giapponese, così come il periodare italiano differisce da quello coreano. Questo perché ogni realtà linguistica è dotata di un ordine ben specifico che solo chi utilizza quell’idioma può conoscere.

La lingua madre è al contempo patrimonio culturale del singolo essere umano e di un’intera comunità. La conoscenza di un idioma non è equipollente per tutti i parlanti; c’è chi, per esempio, utilizzerà un lessico più ricco e particolare, chi invece sfrutterà solo le conoscenze basilari. L’aspetto più importante è sicuramente però il fatto che uno stesso gruppo di esseri umani abbia la possibilità di comunicare tra di loro utilizzando un medesimo codice.

Anno internazionale delle lingue

L’importanza della lingua è stata evidenziata anche dalla dedica di un intero anno a questa realtà. Il 2008 è stato infatti l’anno internazionale delle lingue. L’obiettivo era quello di organizzare una serie di manifestazioni ed eventi che avessero come fine quello di intensificare le attività volte a promuovere la protezione di tutte le lingue, soprattutto quelle a rischio d’estinzione (ebbene sì, una lingua si estingue nel momento in cui non ci sono più nativi parlanti). L’anno vide un susseguirsi di molteplici progetti in differenti ambiti, tutti racchiusi sotto lo slogan ufficiale: Le lingue contano!

Oggi è quindi l’occasione perfetta per riflettere su questo tema che, come ha affermato nel 2008 l’allora presidente dell’UNESCO Koïchiro Matsuura, non è un campo riservato ad analisti e specialisti, le lingue sono il cuore pulsante della vita economica, sociale e culturale.

 



Eleonora Corso