I Kill Giants: una bambina e le sue ossessioni fantastiche su Netflix

Film del 2017,  I Kill Giants, è l’adattamento cinematografico, diretto da Anders Walter, dell’omonimo fumetto scritto da Joe Kelly e disegnato da J. M. Ken Niimura.

Si tratta di una pellicola che sfrutta le proiezioni fantastiche della giovane protagonista per raccontare il graduale percorso di avvicinamento ad un grande trauma, una fiaba di formazione e distacco, dunque, nel complesso ben diretta e concepita.

La trama si basa sulle fantasticherie di Barbara (Madison Wolfe), una bambina molto creativa, che considera il suo mondo fantasy popolato da terribili e mostruosi giganti, reale, al punto da considerarsi fondamentale per la salvezza della città, in quanto solo lei è in grado di limitare i giganti. La sua missione, infatti, è quella di stanarli e ucciderli. Per farlo costruisce trappole nei boschi, studia il movimento degli uccelli per comprendere quando i giganti attaccheranno e lascia dei segnali “per mappare la zona”.

Il film di I Kill Giants da oggi su Netflix

Il suo ruolo di “guardiana” e la sua missione di estinguere la minaccia è talmente assorbente che la ragazzina, oltre a risultare palesemente stramba ai suoi compagni di scuola, è spesso derisa ed evitata dagli altri. Tuttavia,  come scoprirà presto la psicologa della scuola (Zoe Saldana) che cerca di mettersi in contatto con lei per aiutarla, in molti casi Barbara,  con i suoi comportamenti indisponenti, supponenti e radicali, tutti ossessivamente incentrati sul mondo fantastico da lei costruito, è lei stessa artefice dell’allontanamento di chi voglia esserle amica.  Così non è facile avvicinarla per la psicologa, ma neanche per Karen (Imogen Poots), una bambina che vorrebbe essere sua compagnia di giochi.

Dramma psicologico che cresce a poco a poco durante il film, I Kill Giants è efficace lì dove la macchina da presa si concentra con attenzione sui particolari che costituiscono l’ossessione fantastica della protagonista, una vera e propria psicosi causata dal dolore e dal senso di colpa, scaturita dai grandi giganti-demoni interiori.I Kill Giants, titani reali e immaginari nel film con Zoe Saldana ...

La narrazione è plausibile e questo è il maggior pregio di I Kill Giants. La pellicola comunica bene lo straniamento della protagonista che davvero non vede altro se non gli esseri che popolano il suo mondo e ha cominciato con l’organizzare le sue giornate soltanto in funzione della caccia ai giganti, talmente immersiva, da spingerla a fare cose estremamente pericolose, come avventurarsi da sola nei boschi o arrampicarsi sopra gli alberi, nonché avere un’attenzione maniacale per particolari grotteschi, come i resti degli animali che studia per comprendere quale tipologia di gigante abbia divorato quelle creature…

Il film è molto convincente nei dialoghi, non a caso sceneggiato dall’autore del fumetto. Ben concepite ad esempio le conversazioni con la psicologa. In favore della pellicola anche il suo non essere affatto smielata. La protagonista impara a sue spese cosa significhi davvero affrontare le proprie paure, di gran lunga più terrificanti di giganti immaginari.BeenToTheMovies: I Kill Giants (Zoe Saldana, Imogen Poots) Cinemas ...

Un buon film dunque, che per trama è incredibilmente simile a Sette minuti dopo la mezzanotte, dello spagnolo Juan Antonio Bayona, (regista di The Impossible, The Orfanage, Jurassic World ), film vincitore di 7 premi Goya nel 2016.

Anche qui abbiamo un bambino che vive parte della sua vita in una dimensione fantastica: ogni notte infatti ha un incontro a dir poco soprannaturale con un gigante albero. Un essere spaventoso, ma anche astuto, che racconta al bambino tre storie. Non si tratta di fiabe a lieto fine, ma di racconti controversi, provocatori, urtanti. Un demone che perseguita il ragazzo durante la notte, mentre durante il giorno egli deve avere a che fare con la difficilissima situazione familiare e il bullismo a scuola. Le somiglianze sono molte. Come I Kill Giants, Sette minuti dopo la Mezzanotte è tratto da un romanzo e l’autore Patrick Ness è anche sceneggiatore della pellicola.

7 minuti dopo la mezzanotte, la recensione del film di J.A. Bayona everyeye

Tuttavia, se si opera un confronto attento tra le due pellicole, Sette minuti dopo la mezzanotte risulta più d’impatto e decisamente più impresso nella mente dello spettatore.

Innanzitutto dal punto di vista visivo: la componente fantastica è molto più marcata. Il gigante albero irrompe come un’entità cosciente e conturbante nel mondo del bambino (un po’come ne Il Labirinto del Fauno). I dialoghi con l’essere sono acuti, taglienti, stimolano curiosità, ma anche rabbia, orrore, repulsione. Le storie raccontate prendono vita sullo schermo tramite pregevoli animazioni e poi anche il finale è più complesso: le colpe-paure che attanagliano il ragazzino sono più sottili e stratificate, così come è resa con molta più potenza la sua rabbia. La conclusione del film, poi, è dirompente al livello visivo ed empatico (questa una specialità di Bayona, come in The Impossible). Difficile poter rimanere indifferente dinnanzi al dramma che sta dietro le manifestazioni del gigante albero.Giffoni2018 - I Kill Giants, di Anders Walter - SentieriSelvaggi

I Kill Giants, che ha per protagonista una bambina, sebbene il trauma sia della stessa natura, racconta tutto più in sordina, anche se in modo più plausibile e realistico, partendo dalle ossessioni della protagonista per gli oggetti e gli ambienti trasfigurati dalla sua immaginazione e concentrandosi di più sull’asocialità della ragazzina. Un’impostazione meno fantasy, dunque, al punto che i giganti fanno un po’ da contorno alla dolorosa psicosi di cui è vittima e artefice la ragazzina.Sebbene gli stili registici siano decisamente diversi il punto di arrivo è comune. Dei giganti per superare la sofferenza è il dolore…

Non sono le uniche pellicola concepite in questo modo. Ne citiamo altre due: Un ponte per Therabitia, in cui il mondo fantastico creato dalla mente di due adolescenti, giungerà purtroppo ad un finale a dir poco tragico (avvisiamo in anticipo per allertare chi possa scambiare il film per una commedia o un film leggero),  e Nel Paese delle Creature selvagge, tratto dalla celebre e omonima fiaba a fumetti, in cui un bambino approda in un isola popolata da Giganti. Spetterà a lui diventare il sovrano di questi esseri, che sanno essere goffi e bonaccioni, ma anche terrificanti e implacabili.

 



Francesco Bellia