I Canederli: l’arte italiana di rivalutare il cibo “povero”

In CUCINA, social up by Andrea CalabròLeave a Comment

La parola cucina italiana e dieta non vanno d’accordo: credeteci. Oggi noi di Social Up vogliamo stuzzicare il vostro appetito con un piatto tipico del Nord Italia, un piatto poco conosciuto al Sud, ma che vale la pena di essere gustato specialmente in questo periodo dell’anno. Parliamo dei canederli, o Knodel detto alla Trentina, piatto tipico della gastronomia Tirolese, in particolar modo delle città di Trento e Bolzano.  Questo gustoso piatto è sicuramente uno dei più conosciuti ed apprezzati della cucina Trentina ma, accanto a tanta bontà, c’è sicuramente da dire che i canederli sono un piatto molto calorico e nutriente adatto soprattutto al periodo autunnale ed invernale.

Infatti, i canederli,non sono altro che palline di pane farcite con speck o formaggio cotte nel brodo di carne, che spesso vengono paragonati a degli gnocchi.
Per quanto riguarda le origini di questo piatto, possiamo dire che sicuramente i canederli sono una ricetta antichissima di derivazione contadina con tanto di una bellissima leggenda a raccontarne le origini.

canederli2«La leggenda racconta che un giorno un gruppo di Lanzichenecchi saccheggiatori arrivarono in un maso altoatesino ed il comandante minacciò di appiccare il fuoco al maso e alla casa se non avessero avuto subito qualcosa da mangiare. La contadina del maso era a casa da sola con le sue ragazze, ma senza spaventarsi si mise al lavoro. Disse alle ragazze di radunare tutto quello che c’era da mangiare in casa. Riuscirono ad avere in tavola del pane vecchio, delle cipolle, alcune uova, un po’ di speck e un po’ di farina. La contadina tagliò il pane in piccoli pezzetti e mandò le figlie a pendere un po’ di erbette dal giardino e ordinò loro di tagliarle sottili sottili. Poi amalgamarono tutto in un’unica pasta, aggiunsero il sale, formarono delle palle e le buttarono nell’acqua bollente salata. Decisa, la contadina servì ai Lanzichenecchi affamati le scodelle piene di queste palle. Piacquero loro così tanto e li saziarono talmente, che dopo mangiato caddero in un sonno profondo. “Queste palle di cannone stenderebbero anche l’uomo più arrabbiato” disse il comandante meravigliato, dando all’astuta contadina un paio di monete d’oro come ricompensa, prima di congedarsi con le sue truppe.»

Aldilà della leggenda, era consuetudine per i contadini preparare questo piatto utilizzando gli avanzi di pane, diventato raffermo, insieme ai prodotti che l’allevamento gli offriva: speck e formaggio appunto, capisaldi della gastronomia Trentina anche ai giorni nostri. Al giorno d’oggi, i canederli si sono evoluti ed infatti ne possiamo trovare di tutti i tipi con farciture sempre diverse: i classici allo speck o formaggio, con gli spinaci, con le erbette, e chi più ne ha più ne metta.

Ricetta (x8 canederli):

Ingredienti: 300g di pane bianco vecchio, 100g di speck affumicato, ½ cipolla tagliata sottile, 1 cucchiaio da minestra di burro, 2 uova, ¼ l di latte, 2 cucchiai da minestra di farina, 2 cucchiai da minestra di prezzemolo tritato, sale.

Tagliare il pane a cubetti piccoli e metteteli in una scodella. Tagliare lo speck a pezzi molto piccoli ed unirli al pane. Far rosolare le cipolle nel burro. Diluire le uova con una parte del latte, aggiungere il sale e il prezzemolo e versare il tutto sopra il pane. Lasciare riposare il composto per mezz’ora. In seguito aggiungere la farina il sale e le cipolle e , in caso di necessità, ancora latte. Formare le palle con le mani bagnate e lasciare cuocere in acqua bollente salata per 15 minuti circa.

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Andrea Calabrò

Andrea Calabrò

Classe '91, giornalista pubblicista e laureato in Relazioni Internazionali. Responsabile del sito SocialUp.it e grande amante del mondo dello sport.

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