“Solar Impulse”: il velivolo a energia solare

Con l’avvento del nuovo millennio e le proposte ambientaliste degli enti governativi, negli ultimi tempi si è incoraggiato veramente l’utilizzo delle energie rinnovabili. Si sa che le energie alternative sono più pulite, forse meno economiche, ma capaci di ridurre l’impatto inquinante sulla Terra. Ci si potrebbe scaldare, fare il bagno e persino caricare i telefoni grazie alle energie rinnovabili. Ma avreste mai pensato di poter volare? In realtà è così: da oggi volare grazie alle energie rinnovabili è possibile.

Solar Impulse è un progetto realizzato dal Politecnico di Losanna, in Svizzera, con come obiettivo la realizzazione di un velivolo alimentato ad energia solare, il che significa niente combustibile. Risale proprio ad alcuni mesi fa, di preciso a luglio 2016, la sensazionale notizia: il progetto è stato portato a compimento con la soddisfazione della più rosea delle aspettative. Il prototipo di velivolo solareb è riuscito a compiere il giro del mondo! Ma come si è arrivati al raggiungimento di questo immenso traguardo?

Grazie alla collaborazione di molti scienziati dell’università di Losanna, fra cui anche Bertrand Piccard, figlio del più famoso Jacques, primo uomo a scendere sul fondo della Fossa delle Marianne, è stato progettato il primo velivolo monoposto, denominato ufficialmente HB-SIA,  in grado di volare grazie all’energia solare. L’idea con cui il velivolo è stato progettato è quella di costruire un aereo in grado di sostenersi con i propri mezzi per un lasso di tempo incalcolabile.

Il primo volo di test si è svolto il 3 dicembre 2009 su una distanza pari a solo 350 metri e ad una “quota” di appena un metro da terra. Del resto, lo scopo fondamentale del test non riguardava la quota raggiungibile dal velivolo, quanto, piuttosto, la capacità di realizzare un perfetto atterraggio. Solo a seguito di questo esperimento, l’HB-SIA ha preso il volo per davvero per una durata di 24 ore il 7 luglio 2010. Durante il suo primo volo vero è proprio, è riuscito a raggiungere una quota massima di 8700 metri, la più alta mai registrata da un volo ad energia solare. Anche durante la notte l’aeroplano ha volato senza nessun problema, le 17 000 cellule fotovoltaiche  di cui è dotato hanno la capacità di ricaricare il velivolo durante il giorno senza che compia fermate intermedie. Solo a seguito del quarto volo, il team del Politecnico di Losanna ha dato il via alla seconda fase del progetto.

Successivi sviluppi , infatti, hanno portato alla nascita della versione 2.0 dell’HB-SIA, ovvero HB-SIB (o Solar Impulse 2) che, sulla scia del modello precedente, è riuscito a circumnavigare il globo in soli 25 giorni. La costruzione è iniziata nel 2011 ed ha portato alla realizzazione di un velivolo dotato di una cabina non pressurizzata, alimentata ad ossigeno supplementare, così da permettere ai piloti di volare ad alta quota, oltre gli 8500 metri.  Il velivolo è stato completato nel 2013 ed il suo primo volo rilsale al 2014, con decollo  dalla base di Payerne, in Svizzera, come per i voli precedenti.  .Il 9 marzo 2015 è partito da Abu Dhabi  il viaggio intorno al mondo di Solar Impulse due che avrebbe dovuto concludersi  nella capitale degli EAU, facendo un’ultima tappa in Europa o in Nord Africa. La traiettoria del volo è stata più o meno il linea con l’Equatore, anche se il velivolo ha mantenuto la sua rotta nell’emisfero settentrionale. All’inizio erano previsti solo 5 scali per permettere il cambio ai piloti, ma con il passare del tempo ne sono stati realizzati ben 17. La circumnavigazione è stata terminata alle ore 23.28 del 23 luglio 2016, dopo l’ultima tappa di 2694 km, da Il Cairo ad Abu Dhabi, ad una velocità di 55 km/h.

Un impiego delle rinnovabili, ed in particolare del solare, davvero innovativo che potrebbe rivoluzionare il nostro modo di intendere i trasporti. Forse 55 Km/h non sono il massimo per un volo transatlantico, ma noi speriamo che Solar Impulse faccia ancora molta strada e ci stupisca con un’altra delle sue prodezze.



Andrea Colore