Guida cinica alla cellulite: il libro dell’estetista conquista la top ten

Sul suo blog si presenta così: “Sono Cristina. Studi classici, ex bambina grassa, aspirante super eroina, i costumini stretti mi stavano male. Sfido la cellulite con il camice che non mi tira sui fianchi e con i capelli perfettamente piastrati.”

Noi la conosciamo come l’Estetista cinica, colei che ha stravolto il modo di parlare di bellezza alle donne. Ha scoperto poi che era economicamente vincente, tanto che oggi racconta una storia imprenditoriale che sembra una favola.

Credit: estetistacinica

Tutto è iniziato con una serie di vignette che comparivano sulla sua pagina Facebook, con cui dava alle sue “pazienti” risposte per l’appunto ciniche. Il suo intento era semplicemente quello di sdrammatizzare con il cinismo le paranoie che ci facciamo noi donne, e sfatare i famosi miti della perfezione.

Con un mix di ironia e consapevolezza “prova a dare alle cose (e alle cosce) il giusto peso”.

Ultimamente il suo nome è balzato su ogni sito internet non solo per aver fatturato miliardi durante il lockdown (che non è cosa facile!) ma soprattutto per essere tra i top ten con il suo libro. Si intitola “Guida cinica alla cellulite” e l’ha scritto sotto la supervisione del medico chirurgo Enrico Motta.

Credit: amazon

È un libro all’insegna del “tutto quello che avreste voluto sapere sulla cellulite ma non avete mai osato chiedere”, dove sbugiarda miracolosi rimedi e spiega realmente come sconfiggere il nemico. Perché la soluzione c’è non temete!!!

Tra le righe scopriamo tre scomode verità.

Uno. John Grey scriveva “gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” ed è vero. Gli uomini non devono fare i conti con i famosi buchi della cellulite. Perciò, rassegniamoci!

Due. “Basta sgranocchiare pseudo-polistirolo come criceti convinte.” Mollate le gallette di riso.

Tre. È inutile andare nel centro estetico solo perché c’è stata la vicina di casa o quella lontana parente. Come per i medicinali, anche ai rituali per la cellulite ogni corpo reagisce in modo diverso.

Fin dalla copertina, che ritrae sei donne (tra cui l’autrice) senza veli, in tutta la loro femminilità, si capisce quanto possa essere un orgoglioso manifesto di bellezza reale, imperfetta e dirompente.

E quindi grazie Cristina, perché con la tua ironia e il tuo sarcasmo inconfondibile, ci amiamo tutte un po’ di più.



Rachele Pezzella