Giappone: il regno degli street styles

Per voi, nei guardaroba dei giapponesi si trovano solamente kimono? Sbagliato! Cancellate questa idea dalla vostra mente. Con la sfilata di Parigi nel 1981, i 3 designer nipponici Issey Miyake, Yoshi Yamamoto e Rei Kawakubo, hanno mostrato al mondo occidentale che il Giappone aveva una moda propria, originale e decisamente d’avanguardia. L’evento ha dato inizio a quella che viene definita “rivoluzione giapponese”.

Oggi, le strade di Tokyo pullulano di stili e tendenze come da nessun’altra parte nel mondo.

Generalmente ognuno di questi stili è legato ad un quartiere della città. Ginza è il quartiere dello shopping di lusso e dell’eleganza. In queste strade i grandi nomi della moda mondiale sembrano sfidarsi a chi possiede la boutique più sontuosa, in palazzi disegnati dai più famosi architetti giapponesi.

Senza dubbio, però, se volete divertirvi è nelle strade dei quartieri più giovanili che dovete andare. Shibuya e Harajuku sono il regno dello “street style” , o meglio degli “street styles”. In queste strade, infatti, stili, tendenze e trend sempre nuovi si susseguono senza sosta.

Siete curiosi? Eccone alcuni…

Harajuku style 

Questo stile prende il nome proprio da uno dei due quartieri nominati prima ed è un perfetto mix tra lo stile occidentale e quello nipponico tradizionale. Kimono e sandali si mescolano a capi di abbigliamento non orientali di vario stile: punk, rock, romantico e altri ancora, dando così vita a numerose sottoculture.

Lolita

Si rifa all’abbigliamento di epoca vittoriana e allo stile rococò, con gonne lunghe fino al ginocchio mantenute voluminose da varie sottovesti, camicette, calzettoni fino al ginocchio e copricapo. Al suo interno possono essere individuate diverse declinazioni, tra cui le più note sono il Gothic Lolita e lo Sweet Lolita. Il primo mescola la moda lolita allo stile gotico, quindi colori scuri, sia per l’abbigliamento che per il trucco, e accessori a forma di simboli religiosi. Il secondo, invece, trae ispirazione dall’abbigliamento infantile di epoca vittoriana, con colori pastello e stampe raffiguranti fiori, animaletti, frutta e dolcetti.

Ganguro

Questo stile raggiunse il massimo successo negli anni 2000 ed è una moda decisamente e sfacciatamente kitsch. Abbronzatura artificiale molto scura, capelli voluminosi e tinti, ciglia finte, abiti estremamente scollati e ai piedi scarpe con zeppe esagerate. Insomma, uno stile da Spice Girls all’ennesima potenza!

Kogal

Moda in voga soprattutto negli anni novanta, che consiste in una riproduzione della divisa scolastica tradizionale. Anche se a indossarla non sono quasi mai vere studentesse e le gonne diventano decisamente più corte e le calze bianche vengono tenute calate sopra le scarpe.

Decora

Anche detto “ad albero di Natale” o “Kawaii”, questo stile si basa sull’uso smisurato di accessori, tra cui spille, cerchietti, collanine, pinzette con fiocchetti e decorazioni, al fine di rendere le ragazze “carine”. Colore prediletto? Ovviamente il rosa!

Allora, siete ancora convinti che in Giappone si indossi solo il kimono?

 



Giulia Storani