“Educated”: Tara Westover, dal tempio mormone alle Ivy League

Ricordi, fanatismo religioso e perdono. Sono questi i temi principali presentati nel romanzo autobiografico di Tara Westover «L’educazione » , nominato miglior bestseller 2018 dal New York Times.

La traduzione italiana del titolo, tuttavia, non rende giustizia al pensiero della scrittrice. L’originale “Educated”, colta e istruita, è l’obiettivo a cui la giovane Tara mira e, d’altra parte, ricorda le sue origini e la maniera in cui è stata cresciuta.
Tara infatti è una ragazzina dell’Idaho con qualcosa di diverso dai suoi coetanei: è nata in una famiglia di mormoni.
Questo le impedisce di andare a scuola o di frequentare lezioni di danza come tutti gli altri bambini. Al contrario, assieme ai suoi fratelli, passa le giornate nella discarica del padre, cercando vecchi ferri e montando su attrezzature da suicidio. Nel tempo libero la famiglia riempie vasi di pesche e sotterra fucili e taniche di benzina, spinti dall’ansia del padre a prepararsi ai “Giorni dell’abominio”.

 

In una famiglia dove il fanatismo è a capo di ogni decisione, le giornate passano lente, ognuna uguale dall’altra, e Tara non trova via di uscita.
A darle conforto ci pensa l’enorme montagna attorno alla casa, “la principessa” come la chiama lei, cambiando volto ad ogni stagione e ricordandole casa più di qualsiasi altro affetto.

La realtà famigliare impedisce ai ragazzi di vivere una vita normale, escludendo alcune delle più basilari necessità umane.                                                                                                                                                       

Avere un certificato di nascita, per esempio. Durante il racconto si viene a sapere che Tara è nata a settembre, ma i pareri sul giorno esatto sono discordanti, e così la curiosità della protagonista viene soddisfatta con una data approssimativa.
Per non parlare della scuola, poi. La scuola è governata dallo stato. Lo stato, come un Big Brother Orwelliano, ti controllo e ti manipola. Così come gli ospedali. A guarire la famiglia da bruciature, traumi alla testa e due incidenti quasi mortali, ci pensano la volontà del Signore e la mamma di Tara, la quale pratica una terapia basata su erbe e oli essenziali.
Anche l’educazione dei sette fratelli è in mano alla madre: il poco necessario per imparare a leggere le scritture sacre e a trascriverle. In una recente conferenza tenuta dal Saint Mary’s College dell’Indiana, infatti, la Westover confessa che durante l’ infanzia la sua istruzione è stata la fede e la Bibbia il manuale attraverso il quale alfabetizzarsi.


Durante l’adolescenza l’ambiente famigliare si fa sempre più asfissiante e violento, convincendo Tara ad andarsene. Spinta dalla sete di conoscenze, inizia a studiare dai vecchi libri del fratello maggiore ed entra al college a solo 17 anni, proseguendo poi gli studi a Cambridge e a Oxford. Al college inizierà un percorso di conoscenza di sé stessa e del mondo intero, affacciandosi per la prima volta verso la vita reale. Scoprirà materie come la psicologia, la matematica e la storia, studiando termini sconosciuti come “Olocausto” o “Bipoloare”, riuscendo a collegare la patologia al comportamento di suo padre.                       

La scoperta di un mondo nuovo renderà inevitabilmente i rapporti con la famiglia sempre più labili, insegnando a Tara il significato di perdono, più di quanto la fede abbia mai fatto. 

Il romanzo autobiografico, oltre ad essere stato nominato come uno dei migliori libri dell’anno dal Washington Post, Time, Guardian, Oprah Mgazine e tante altre testate, ha reso la Westover una delle 100 persone più influenti del 2019 secondo il Time Magazine, sottolineando come, attraverso la cultura, abbiamo tutti la possibilità di cambiare il nostro destino. 



Azzurra Candelari