L’origine dei coralli veneti

Non semplice roccia, bensì coralli quelli che ricoprono le Tignùe

Sotto l’Adriatico non c’è solo sabbia. Recentemente sono state scoperte le origini delle costituenti rocciose del fondale marino dell’Adriatico: non semplice pietra, bensì coralli.  Il nome che è stato dato loro è Tegnùe, termine del dialetto veneto riferito alla loro proprietà di “trattenere” le reti dei pescatori. Queste conformazioni rocciose, localizzate al largo di Chioggia ad una profondità di oltre 20 metri, sono incrostate di organismi che ne definiscono una biodiversità simile alle barriere coralline, solite elevarsi su terreni molto più sabbiose.

Grazie all’Istituto di scienze marine del Cnr, si è riusciti ad indagare sull’origine di questi particolari fondali. Allo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Report, hanno partecipato l’Università di Padova, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e il Consejo Nacional de Investigationes Cientificas y Tecnicas dell’Argentina.

La scoperta è stata resa possibile da una prima osservazione che ha rivelato come queste conformazioni presentino un’anomalia geologica rocciosa rispetto al fondale su cui poggiano. Dopo aver compiuto dei rilievi geofisici per la mappatura del fondale marino, sono state eseguite oltre 200 immersioni per l’osservazione diretta e la campionatura dei sedimenti sciolti. Oltre a ciò, si è provveduto a installare nei fondali dei particolari pozzi per l’analisi dell’acqua.

Un processo avvenuto ben 7000 anni fa

Dopo la sperimentazione sul campo, la ricerca è continuata in laboratorio, giungendo alla conclusione che le Tegnué si siano sviluppate lungo strutture morfologiche allungate e sinuose che sono attribuite ad antichi canali fluviali presenti sulla pianura durante l’ultima era  glaciale, ovvero oltre 20.000 anni fa.

Fra i tanti campioni, un lastrone di sabbia cementata ha permesso di datare il fondale, grazie ai gusci di mollusco presenti all’interno, e determinare quali fossero le sue caratteristiche al momento della cementificazione. L’analisi radiometrica con il carbonio 14 ha permesso di datare l’arrivo del mare in questa zona dell’Adriatico circa 9000 anni fa, mentre la cementificazione deve essere avvenuta circa 2000 anni dopo l’arrivo del mare.



Andrea Colore