Come affrontare le nuove abitudini? Linee guida per fuorisede e non solo

Settembre è il mese per eccellenza dei buoni propositi. Quei pensieri e quelle promesse sviluppati durante l’estate che in questo mese devono per forza trovare forma. Che sia in ambito lavorativo, accademico o altro, una ventata di novità di varia misura a settembre non manca mai. La verità è che arriviamo talmente carichi per questi nuovi propositi che l’adrenalina e l’entusiasmo calano d’improvviso quando ci troviamo spaesati dinanzi al nuovo. L’inaspettato – che abbiamo atteso per lungo tempo – d’improvviso ci preoccupa nel momento stesso in cui lo stiamo vivendo. Ecco perché settembre è solo l’inizio, ma il convivere con nuovi ritmi e stili di vita si affronta giorno dopo giorno. Particolarmente intensi sono, infatti, ottobre e novembre mesi in cui cerchiamo di convivere con i nostri dubbi e l’instabilità emotiva. Quante volte avrete pensato “ma ho fatto la scelta giusta?”; “forse non dovevo buttarmi in un’avventura più grande di me”; “il mio istinto mi fa fare scelte insensate”? E tanti altri dubbi esistenziali? Beh, tranquilli che il problema non siete voi, e neanche le nuove abitudini. Il problema è il nostro atteggiamento nell’affrontarle.

É ancora novembre, lo so, ma molti hanno già cominciato il countdown per Natale. E dato che dopo il 25 dicembre è subito una corsa al nuovo anno, se non siamo stati capaci di affrontare le nuove abitudini di settembre, facciamoci trovare pronti, almeno, per gennaio.

Innanzitutto, complimenti! E vi consiglierei di essere davvero fieri di voi perché avete avuto il coraggio di lanciarvi verso nuovi propositi in un momento di incertezza mondiale. Un’epoca che potremmo definire post pandemica. Anche se ancora stiamo affrontando tutte le conseguenze dettate dall’emergenza sanitaria, un bel traguardo lo avete già raggiunto.

Nonostante questo, qualcuno di voi si sarà iscritto in palestra – rigorosamente dopo l’estate – e non è da tutti investire tempo e denaro in un abbonamento che come abbiamo avuto modo di vivere sulla nostra pelle, potrebbe essere inutile da un momento all’altro. Altri magari avranno deciso di accettare quel lavoro di tre mesi in un’agenzia di viaggio, sapendo che il settore turistico è stato particolarmente difficile e rischiando di rimanere a casa senza lavoro. Altri ancora, avranno finalmente realizzato il sogno di studiare fuori e vi sarete trasferiti. Beh, tanto di cappello con la didattica a distanza sempre dietro l’angolo e la paura di restare bloccati in casa a chilometri di distanza dalla propria famiglia, non è mica da tutti.

Proprio a voi fuorisede i consigli proposti potrebbero interessare. Soprattutto adesso che la sessione invernale è imminente e vi potrebbe sembrare di studiare e basta senza alcun senso, non vi dimenticate di vivere!

Insomma, per qualsiasi scelta, piccola o grande che abbiate preso, iniziate ogni giorno facendovi davvero i complimenti da soli. Le nuove abitudini spaventano da sempre, ma decidere di farle in un momento così delicato è una cosa che non tutti avrebbero avuto il coraggio di fare.

Dopo questa vena di egocentrismo – che ci sta sempre – passiamo alla costruzione reale della nuova routine. In particolar modo, dopo l’anno pandemico trascorso è difficile ritrovare una normalità. Tuttavia, passo dopo passo è possibile costruirsene un’altra così come abbiamo fatto durante il lockdown.

Quindi, costruisci il tuo giorno. Fai una lista delle cose che dovresti fare (studio, allenamento, lavoro) e di quelle che vorresti fare (uscire, guardare serie tv, scrivere). Assegna ad ognuna di queste attività uno spazio nell’arco della giornata: una o più ore. Vedrai che avrai riempito il tempo, fatto cose utili e soprattutto: che soddisfazione quando a fine giornata avrai spuntato tutte le caselle!

Di solito, il vuoto più grande lo avvertono gli studenti fuorisede o chi per la prima volta va vivere – vicino o lontano da casa – da solo, o anche a convivere. In ognuno di questi casi le nuove abitudini sono difficili da affrontare, perché significa reinventarsi completamente.

Supplire a cose che prima qualcun’altro faceva per noi. Sentirsi soli a fine giornata. Avere dei crolli mentali ogni sera.

Ricordati perché sei lì. Se hai deciso fare questa scelta un motivo a monte c’era. Dunque, non preoccuparti del singolo momento di sconforto, ma vivilo come propedeutico a tutto quello che vi aspetta: autonomia, indipendenza, rivalorizzazione dei legami familiari (che soprattutto a distanza acquistano tutt’altro senso).

Tappa i buchi. No, non mi riferisco alle pareti, ma alle giornate. Non ti girare i pollici e non ti perdere in mille pensieri. Di fronte ad un nuovo stile di vita trova qualcosa da fare, sempre.

Riservare spazio ai pensieri è giusto, ci rende persone razionali che valutano ed esaminano il proprio operato. Tuttavia, passare ore ed ore a rimuginare su qualcosa che ci fa male non è un modo per passare il nuovo prezioso tempo che a nostra disposizione. Se sei uno studente fuorisede tra una lezione e l’altra non piangere perché pensi di non farcela, ma rivedi gli appunti, cucina, confrontati con i tuoi colleghi. Il momento per piangere, però, prenditelo pure perché anche quello fa bene se ci libera da angosce represse.

Se ti trovi in un posto nuovo esplora più che puoi. Quando ti ricapita di sfruttare la tua permanenza fuori casa al massimo? I viaggi sono stati negati per troppo tempo, e nonostante i timori siano ancora tanti, cerca esperienze alternative da vivere. Almeno una volta a settimana visita un posto nuovo, prova un cibo diverso, fai nuove conoscenze. Arricchisciti a 360°.

Inoltre, nonostante la novità sia bella e a tratti divertente, poi anch’essa diventa abitudine. Una volta che hai ricostruito il tuo nuovo stile di vita non dimenticarti chi sei.

Spesso è consigliabile alternare alle nuove attività anche dei momenti tuoi tradizionali. Ad esempio, fare esattamente quello che facevi a casa perché non è necessario che cambi quello che ti piace davvero. Per farla breve, se a fine serata eri abituat* a bere una tisana con tua madre, ma ora abiti sol* e non ne trovi il senso. Trovaglielo.

Preparati una tisana magari in videochiamata e vedrai che la distanza si accorcerà e tu avrai concluso la giornata con un bel sorriso. Nostalgico magari, ma ben felice delle tue scelte che ti hanno portato fino a lì. Dei tuoi sforzi che saranno ricompensati.

Ridarai valore alla vita in famiglia, tutto acquisterà una maggiore rilevanza, persino la solitudine. L’indipendenza, anche se per brevi ritorni, ti potrebbe mancare. Ecco perché è necessario costruire un equilibrio, ma soprattutto ricordarsi che anche in un mondo fatto di difficoltà iniziali, gli obiettivi finali sono sempre più importanti e giorno dopo giorno vicini.



Giulia Grasso