Carbonara Day: oggi il cibo ha tutto un altro sapore

In CUCINA by Alessia CavallaroLeave a Comment

Finalmente è arrivato, come il primo bocciolo che si schiude sui rami degli alberi per preannunciare la primavera: la Carbonara Day finalmente è arrivata!

Non potevamo non creare un introduzione così poetica, dato che per noi il cibo è poesia e la Carbonara è diventata ormai una delle nostre rime baciate preferite. Vi consigliamo di trovare il ristorante con la migliore carbonara d’Italia su Sluurpy!

Ma creiamo un pò più di suspance  e acculturiamoci maggiormente, prima di avventurarci nei meandri che vedono la ricetta di questa pasta come una delle cose più facili, ma al contempo difficili, al mondo.

La pasta alla carbonara è un primo piatto tipico della tradizione culinaria laziale e, più precisamente di Roma, preparato con ingredienti per lo più popolari e dal gusto intenso e particolare.

Sei suoi ingredienti sono certi, le sue origini sono ancora avvolte nel mistero, Infatti questo primo piatto non viene minimamente menzionato nella guida più famosa della cucina romana di Ada Boni, edita nel 1930.

Le tesi più accreditate, riguardo la nascita di questo piatto sono tre.

Grazie alleati!

La prima ipotesi vede la sua comparsa datata al 1944, anno in cui la nostra capitale venne liberata dagli americani durante la Seconda Guerra Mondiale. La tesi, infatti, vede il probabile rifacimento dell’Amatriciana da parte dei militari americani.  Pare proprio che siamo stati i soldati a provare a riproporre l’Amatriciana seguendo quelli che erano i gusti dell’America dell’epoca: pancetta, o per meglio dire bacon, niente pomodoro e ciò che era più facile reperire in quegli anni di guerra, le uova. È stato così che la gente nativa del Paese scoperto da Cristoforo Colombo, ha dato l’idea ai cuochi italiani per la nascita di questo primo piatto. La ricetta originale era veramente basilare: fortunatamente si è voluta nel tempo, trovando i giusti accorgimenti e le perfette armonie palatali e diventando infine quella che oggi è la vera Carbonara.

Infatti, Secondo Marco Guarnaschelli Gotti, scrittore della Grande enciclopedia della gastronomia, “quando Roma venne liberata, la penuria alimentare era estrema, e una delle poche risorse erano le razioni militari, distribuite dalle truppe alleate; di queste facevano parte uova (in polvere) e bacon (pancetta affumicata), che qualche genio ignoto avrebbe avuto l’idea di mescolare condendo la pasta”.

Carbonara viene da carbonari?

Altra tesi molto accreditata vede la luce di questo piatto grazie ai carbonari romani e abruzzesi. Questi ultimi, dovendo controllare le quantità di carbone sugli Appennini e dovendosi allontanare da casa per parecchio tempo, portavano con sè solo lo stretto necessario. Il rifacimento della famosa “Cacio e Pepe” è presto fatto. Infatti si pensa che questi personaggi, con l’intento di riproporre il primo piatto a base di formaggio e spezie, crearono senza volerlo, quella che oggi identifichiamo come Carbonara. D’altronde, il pepe era già usato in buona quantità nella tradizione appenninica per la conservazione del guanciale, grasso o lardo (usato di solito in sostituzione all’olio, troppo caro per i carbonai). La conferma di questa teoria trova conferma grazie al dialetto abruzzese: il termine “Carbonada” si riferisce alla pancetta, ovvero carne di suino salata e cotta sui carboni.

‘O Vesuvio

Ultima, ma non meno importante leggenda, vede la nascita della carbonara in terra partenopea. Questa tesi trova in alcune ricette presenti nel trattato del 1837 Cucina teoricopratica di Ippolito Cavalcanti, una possibile origine del piatto.  Per avvalorare questa ipotesi ci sarebbe anche da sottolineare come la cucina napoletana sia l’unica all’interno dei territori italiani che vede l’utilizzo, non solo delle uova e del pepe in altri piatti tipici della sua tradizione, ma anche della tecnica con cui viene preparata questa portata. 

La ricetta a cura de “La Cucina Italiana”

La tradizione, ovunque essa sia nata, vede pochi ma semplici ingredienti:

  • 350 g spaghetti
  • 120 g guanciale
  • 30 g pecorino romano
  • 2 grossi tuorli
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

Mescolate i tuorli con il pecorino, allungandoli con 40-50 g di acqua. Amalgamate con una frusta in modo che i tuorli diventino cremosi. Salate e pepate.

Mettete sul fuoco una pentola di acqua e portatela a bollore. Intanto, cuocete il guanciale in una padellina con 2 cucchiai di olio, a fuoco basso: rosolatela finché diventa croccante (circa 7-8′). Buttate la pasta tenendo conto del suo tempo di cottura: deve essere pronta insieme alla pancetta, in modo che si possa condire subito.

Scolate la pasta al dente, senza che asciughi troppo (in alternativa, conservate un po’ di acqua di cottura), e rimettetela nella pentola oppure, meglio ancora, in una ciotola di vetro; conditela subito con la pancetta e il suo grasso. Mescolate bene.

Versate il composto di tuorli sugli spaghetti e mescolate, in modo che si rapprenda appena, senza fare grumi, sempre lontano dal fuoco. Servite subito, completando con altro pecorino a piacere e una macinata di pepe. La Carbonara è servita!

Per quanto le sue origini non si sappiano, per quanto tutti provino ad emularla, talvolta sostituendo ingredienti o apportando delle modifiche, le verità saranno sempre e solo tre: nella Carbonara ci vuole il guanciale, il pecorino e poi che è bona da morire.