Anche se non sapete cosa sono gli abiti “infit” ne siete dipendenti!

Avete presente i Vampire Weekend? Se la risposta è no, dovreste rimediare soprattutto se siete interessati al mondo della moda. Qualche giorno fa infatti il loro frontman, Ezra Koenig, pubblicando un semplice tweet, ha coniato una nuova parola e trend. Si tratta dell’ “infit”. In realtà non è un vero e proprio trend, perchè è sempre esistito. Per infit si intende infatti tutta quella categoria di capi che non hanno mai avuto un ruolo preciso, se non quello di essere un abbigliamento da casa o palestra.

@leoniehanne

L’infit è infatti composto da pigiami, tute, ma anche intimo e lingerie. Insomma non è sicuramente una novità. Diciamo che è l’ennesimo modo per dare un nome più accattivante a qualcosa di già esistente.

All’infit si è anche accompagnato un altro termine per descrivere la moda domestica, cioè il “quarcore”, lo stile da quarantena. A ripensarci, prima dell’invenzione di questi nuovi termini, era più saggio non descriverli nemmeno i nostri look da quarantena. Ora questi diventano addirittura un nuovo tipo di moda.

@carodaur

Riassumendo questi due concetti possiamo dire che per quarcore e infit si intende tutto ciò che indossiamo quando siamo all’interno delle mura domestiche in totale libertà. È l’espressione più libera e sincera di noi stessi, senza le forzature e le mode sociali. L’essere a nostro agio allo stato più puro. Si è quindi rovesciato il concetto di moda. Provate a pensarci. Di solito durante la giornata non indossiamo abiti tendenzialmente comodi, e per quanto affermiate che i vostri Levis siano “comodissimi” non lo saranno mai quanto un pigiama. 

A casa invece, mentre ci rilassiamo sul divano, indossiamo capi più morbidi, elastici e che seguono dolcemente i movimenti del corpo. Non è un caso che su Instagram nell’ultimo periodo siano comparse ovunque foto di blogger in tenuta da casa con tutine grigie, maglie cropped e oversize oppure annodate. Per non parlare di chi indossa i ciclisti con felpe giganti. Il comfort allo stato puro. In una parola l’infit.

@veronicaferraro

Non dobbiamo però pensare che l’infit sia unicamente legato al loungewear, perchè “infit” è qualsiasi cosa noi vogliamo indossare a patto di essere comodi e a nostro agio. Non è soggetto a norme sociali, morali, estetiche o anche di genere. È tutto e niente allo stesso tempo. Un esempio su tutti? La lingerie. Quante di noi hanno abbandonato il reggiseno in questa quarantena? O quante hanno optato per modelli più comodi, meno sostenuti e più minimal? Tantissime. Anche questo rientra in questo concetto: l’abbandonare ciò che ci fa sentire legati, ciò che ci costringe in forme non nostre.

Ora smettete di leggere e riflettete. Si è parlato di essere a nostro agio, completamente liberi da ogni costrizione. Qual è quindi l’unico look che davvero ci permette di essere naturali al 100%? Il corpo. Ecco quindi che su Instagram si moltiplicano centinaia di scatti vedo non vedo di blogger, modelle e star completamente nude, perchè nemmeno la biancheria è più necessaria. Pensate che Bella Hadid è scesa in topless per ricevere il suo ordine Uber Eats.  Essere nudi diventa un modo per affermare completamente se stessi.

@emrata

Allo stesso modo possiamo costruire look utilizzando ciò che troviamo in casa. Possiamo giocare insomma. Vi ricordate la pillow challenge? O anche le foto con abiti lussuosi costituiti da lenzuola?

É anche vero però che non tutti riescono a scattare una foto vestiti come sono davvero in casa. Un esempio è Kim Kardashian che ha infatti inventato l’hashtag #iotd, cioè l’infit che indossi quando ti fa un selfie in casa. Si tratta di una foto scenica: noi sappiamo che qualcuno ci potrebbe guardare, anche se siamo vestiti in abiti da casa quindi perché non sfoggiare qualcosa all’ultima moda o firmato? Senza ovviamente dimenticare un trucco curato.

@kimkardashian

Quindi alla luce di questi fatti che cosa può essere definito infit e cosa no in quarantena? La risposta è molto semplice: tutto e niente. Scegliete perciò il vostro look da quarantena e indossatelo liberalmente.



Rebecca Bertolasi