Alla ricerca del souvenir perfetto: gli oggetti più rubati negli hotel

Minisaponette, boccette di bagnoschiuma e shampoo, cuffiette da doccia. Ma anche sali da bagno, creme idratanti, dischetti struccanti, cotton fioc, spazzolini da denti, rasoi, kit da cucito, kit da unghie, fazzolettini di carta, crema da barba e lozione dopobarba, spugnette imbevute di lucido per scarpe e pantofole. Sono solo alcuni dei gadget (o amenity) che spesso finiscono nella valigia del turista al termine del suo soggiorno in albergo. Per lo più si tratta di oggetti di uso comune e di poco valore economico. Ma c’è chi si spinge ben oltre il lecito. E al semplice accappatoio, posacenere e vaso preferisce portarsi a casa addirittura l’abat-jour o il bel quadretto appeso alla parete della camera. Oggi, noi di Social up ci occuperemo proprio di questo fenomeno, stilando la lista degli oggetti più rubati negli hotel.

 

ARTICOLI DA BAGNO E NON SOLO

Dalla ricerca effettuata online, gli articoli più bersagliati da questa strana forma di cleptomania, sono gli articoli da bagno (saponette e shampoo). Anche le pantofole, in quei rari hotel che le offrono ancora, sono tra gli oggetti più rubate negli hotel. La norma dice che in realtà si tratta di furti, ma sono di così lieve entità che gli hotel o non li considerano o li mettono in conto, o meglio sul conto del cliente. Cose che non vengono neanche inserite nella lista dei 10 oggetti più rubati negli hotel che vede al primo posto la Bibbia (un’indagine rivela che ben il 69% degli inglesi lo ha fatto) seguita dagli asciugamani (68%), dalle batterie dal telecomando della TV (57%), da bevande e cibo dal frigobar (51%), dalle posate (45%), dalle cornici (più del 36%), dalle tende (27%), dai bollitori (19%), dai libri (15%) e dagli oggetti decorativi (come vasi o statuine).

DALLE LAMPADINE ALL’ARREDAMENTO: TUTTO E’ A RISCHIO FURTO

C’è addirittura chi, al momento del check out, si sbizzarrisce e finisce per arredarsi casa. Eccolo allora chi testimonia di aver visto rubare uno scaffale per le scarpe, chi una porta scorrevole dell’armadio, chi un pianoforte a coda dalla hall. Si dice perfino che una coppia abbia chiesto una camera vicino al parcheggio per poi rubare tutto l’arredamento della stanza, caricandolo su un camion dei traslochi. Non manca chi si accontenta di far sparire tutte le lampadine sparse per la stanza senza però dimenticare il porta lampadina, il cavo della luce e la placchetta. Chi nasconde nel trolley il telefono della camera, anche se questo non funzionerà una volta fuori dall’hotel. E ancora chi fa sparire un condizionatore di quasi 130 kg montato alla finestra. I veri creativi del furto sono però quelli che rubano la TV al plasma e, per non avere problemi di compatibilità, si portano via anche i cavi elettrici e quelli di collegamento al web o al lettore DVD, o una fotocopiatrice a colori, sottratta da una sala meeting.

 

MA QUALI SONO GLI OGGETTI PIÙ’ STRANI?

Ma tra gli oggetti più rubati negli hotel, ce ne sono alcuni davvero stravaganti. Tra le cose più strane sottratte all’albergo troviamo, infatti, asse da stiro, numeri delle stanze, tende. Addirittura due busti che prima spariscono e poi ritornano in taxi da soli. E poi, fiori, una spada medievale, cardini delle porte, un orso di legno alto 1,20 mt e, addirittura, un camino di marmo. Ma di sicuro, il vincitore in assoluto è un signore che ha rubato una testa impagliata di un cinghiale selvatico.

FURTI IN HOTEL: COME DIFENDERSI

Anche se rubare questi oggetti è un vero e proprio crimine perseguibile, la maggior parte degli hotel preferiscono non intervenire, adottando soluzioni diverse. Ad esempio, alcuni incoraggiano a comprare oggetti che si trovano nelle stanze nel negozio di souvenir o online; altri hanno cominciato a utilizzare etichette elettroniche per monitorare l’ubicazione della biancheria; altri ancora, soprattutto gli alberghi di lusso, hanno iniziato a mettere a disposizione contenitori dei saponi più grandi per scoraggiare il cliente ad infilarlo in valigia. Sicuramente, niente di tutto questo basterà per fermare i cleptomani viaggiatori, non basterà a placare la nostra voglia di trasgredire almeno una volta senza andare incontro a conseguenze nefaste. E poi, parliamoci chiaro, che viaggio sarebbe senza souvenir?

 



Catiuscia Polzella