achille lauro sanremo

Achille Lauro è solo un “pagliaccio”, la replica nel gran finale di Sanremo21

Quinto e ultimo quadro per Achille Lauro al 71° Festival di Sanremo. Hype altissimo per l’ultima performance del cantante e per cui si prevede il gran finale.

Nel corso delle cinque serate Achille Lauro ha immerso i telespettatori in un vortiginoso viaggio nei generi musicali. Le scelte sono ricadute sulla natura di quei generi che maggiormente sono riusciti a dar voce alle necessità di gruppi ai margini della società e ad accogliere chiunque si sentisse estraneo.  Rappresentazioni che incarnano l’essenza del genere.

Il primo quadro ad essere rappresentato è stato il Glam Rock con l’invito ad essere se stessi. E’ stata poi la volta del rock’n roll con il bacio tra Santamaria e Barra e il messaggio a trasgredire e godere. Di grande scenografia il terzo quadro dedicato al pop, un genere che nel tempo è stato ritenuto banale e frivolo, poco artistico, dimenticando quanto il pop ha saputo donare. Iconico e di grande intensità è stato il monologo della Guerritore. Per la quarta serata il tributo è andato al Punk Rock è a tutti coloro che con il loro percorso hanno abbattuto le frontiere della convenzione, con l’inatteso matrimonio e bacio tra Achille Lauro e Boss Doms. Performance che ha toccato i cinquemila tweet in un minuto.

Per la quinta serata un attacco ai giudizi che generano pregiudizio e feriscono dentro. Più che un omaggio è una sorta di risposta quella di Achille Lauro. Una replica a chi nel tempo e in particolare in queste sue esibizioni sanremesi lo ha giudicato come esagerato, inutile e lo ha appella con nomi caricatura, come pagliaccio.

La scena si apre con un passo a solo di danza classica. Lui entra in scena nella versione più sobria di tutti i suoi quadri. Completo a doppio petto dal colore rosa sgargiante ed intona C’est la vie. La scena sembra scendere in un intercalare di sobrietà. Improvviso colpo di scena. Lauro si apre la giacca e una rosa che gli trafigge e spunta dalla sua pelle, lo dissangua. Si odono una serie di voci, sono i commentatori, i colleghi giornalisti e gli opinionisti, haters che giudicano Achille Lauro, che sminuiscono il suo lavoro, i suoi messaggi, lo offendono e lo deridono.

“La stessa rosa che ci trafigge il petto.
Insieme, inginocchiati davanti al sipario della vita.
E così sia.
Dio benedica Solo Noi

Esseri Umani.”

Achille Lauro risponde con una performance di body art. Esagerato? Forse. Strategie di marketing? Forse. Replicante di grandi del passato? Forse.

A noi, però, Achille Lauro piace per questo, perché nonostante i malevoli pensieri che si possono supporre su di lui e il suo operato, Achille è destinato a far discutere come la miglior opera d’arte degli ultimi tempi.

Dio benedica chi è.
Dio benedica chi gode.
Dio benedica gli incompresi.
Dio benedica chi se ne frega.
Dio benedica solo noi, esseri umani.



Benito Dell'Aquila