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11 luglio 2021: l’Italia è sul tetto d’Europa, il Rinascimento Azzurro ha inizio

Dopo il 9 luglio 2006, l’11 luglio 2021 è un’altra data che rimarrà scolpita per sempre nella storia dello sport italiano. Una Nazionale che vince gli Europei dopo 53 anni, un giovanissimo tennista che tiene testa al più forte di sempre. Sì, l’11 luglio ce la ricorderemo per tutta la vita. Un vero e proprio Rinascimento Azzurro dopo tutto quello che l’Italia ha passato negli ultimi mesi.

Ed è stato proprio uno straordinario Matteo Berrettini ad aprire le danze in questa intensa giornata di sport. Mai nessun italiano prima di lui aveva raggiunto la finale di Wimbledon, il più prestigioso dei tornei tennistici. E davanti si è trovato un mostro sacro, un Novak Djokovic implacabile che ha dimostrato ancora una volta di non essere umano.

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Matteo, in tre ore e mezza di gioco, ha dato tutto quel che aveva, ha vinto il primo set, ma poi si è dovuto arrendere alla furia di Nole. Ma va bene così, perdere contro un campione di questo livello non è mai una sconfitta. Berrettini ha portato il tennis italiano a un livello mai visto, e di questo gliene siamo riconoscenti. Nonostante non sia riuscito a vincere, Matteo ha dato comunque una dimostrazione: il suo servizio è il migliore al mondo, senza se e senza ma, e anche Djokovic l’ha riconosciuto.

La benedizione finale di Nokak, poi, non può che aprire le porte a un futuro radioso per Matteo. Siamo sicuri che questo è solo l’inizio di quella che sarà una straordinaria carriera.

A pochi chilometri da Wimbledon, dove anche lo stesso Berrettini si è recato, si è realizzato un sogno sportivo, un sogno che ha unito 60 milioni di italiani sotto un unico tricolore. La Nazionale italiana di calcio ha vinto gli Europei. E l’ha fatto a Wembley, il tempio del calcio inglese. L’ha fatto contro l’Inghilterra, supportata da più di 60.000 tifosi amici. E per una notte Londra si è colorata di azzurro, il colore più bello del mondo in questo momento.

L’inizio è traumatico per gli Azzurri, che si vedono subito sotto dopo appena 3’ a causa del gol di Shaw, primo centro con la sua nazionale. E se nel primo tempo l’Italia non è riuscita a impensierire troppo Pickford, nel secondo tempo la caparbietà azzurra si è trasformata nel gol del pareggio firmato da Bonucci. L’equilibrio è tale che nessuna delle due squadre sembra riuscire a spezzarlo. Come succede nelle grandi sfide, allora, sono stati i rigori a decidere chi avrebbe scritto la storia e chi l’avrebbe solamente guardata.

Per fortuna noi in porta abbiamo un fenomeno assoluto, un fuoriclasse, il miglior giocatore del torneo. Gianluigi Donnarumma, 22 anni, ha dimostrato di essere il portiere più forte del mondo. Due rigori parati e tanti miracoli nel corso della competizione che hanno contribuito a farci alzare questa coppa che mancava addirittura dal 1968.

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Questa coppa è di Donnarumma, di Chiesa, di Jorginho, di Chiellini e di tutti gli altri; è di Mancini, che ha preso in mano una nazionale, nel 2017, nel punto più basso della propria storia calcistica. Questa coppa è di Vialli, dopo tutto quello che ha passato. E questa coppa è di tutto il popolo italiano, stremato da un anno e mezzo di pandemia e che ha vissuto davvero delle “notti magiche”. L’Italia ha vinto, siamo entrati nell’era del Rinascimento Azzurro. E allora godiamocela.



Marco Nuzzo