Ascoli e Brescia, due squadre di serie B a confronto

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Nel campionato di serie B appena chiuso le loro strade si sono incrociate nell’ultima giornata utile. E ad avere la meglio è stata la compagine lombarda, che proprio nel Piceno – con un pareggio d’oro – ha conquistato la salvezza. Mentre i marchigiani sono finiti ai playout, evitando la retrocessione in extremis contro l’Entella. Ma anche le sorti delle due società, fuori dal campo, sembrano andare oggi in due direzioni opposte: il Brescia Calcio di Massimo Cellino verso la serie A (anche se non sarà affatto facile), l’Ascoli Picchio verso la permanenza in B, ma di rincorsa.

In questo articolo ripercorriamo brevemente i fatti salienti che Brescia Calcio e Ascoli Calcio hanno vissuto negli ultimi mesi. Con una  certezza: parliamo di due delle più importanti società calcistiche della serie B italiana, che hanno condiviso anche nomi importanti. E su tutti spicca quello del mitico Carletto Mazzone, a cui sono senza dubbio legati i momenti più belli della storia di entrambe le squadre. Chiedetelo ai tifosi…

IL BRESCIA CALCIO DI CELLINO PUNTA ALLA A

L’arrivo di Massimo Cellino – già presidente del Cagliari e della società inglese del Leeds – ha portato una ventata di aria fresca nel Brescia Calcio dopo gli ultimi, difficili, anni della gestione di Gino Corioni. La società che diede ospitalità a campioni del calibro di Roberto Baggio e George Hagi (ma anche Eric Cantonà e Luca Toni…), infatti, era arrivata sull’orlo del fallimento, salvata dall’attuale presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e poi affidata in corsa a Cellino.

Dopo un anno di transizione, quindi – riferisce BsNews.it – l’imprenditore sardo ha deciso di mettere mano al portafoglio, con un importante investimento immobiliare su un nuovo centro di allenamento (ma resta aperta la questione del futuro dello stadio Rigamonti…) e con importanti risorse per rinforzare la squadra nel calciomercato. In panchina, per la stagione 2018-2019, è arrivato dal Cagliari David Suazo, che nelle prime dichiarazioni alla stampa ha detto chiaramente che il Brescia, dopo quest’anno di transizione, dovrà puntare diritto alla A. Gli acquisti si annunciano importanti: hanno già firmato Sabelli e Morosini, ma le trattative aperte da Cellino sono davvero numerose.

L’ASCOLI CALCIO SPERA DI RESTARE IN SERIE B

L’Ascoli, al momento, può puntare soltanto a restare in serie B. E raggiungere questo obiettivo non sarà più facile dello scorso anno, nonostante le penalizzazioni di altre società che potrebbero aiutare il Picchio a raggiungere il suo obiettivo. Il mercato dell’Ascoli Calcio, infatti, fino ad oggi registra solo partenti (Favilli, Agazzi, Kanoutè, Clemenza, Lores e altri) e anche l’iscrizione al nuovo campionato di serie B è arrivata in extremis grazie al prestito effettuato dai soci di minoranza della società. A questo si aggiunge uno stadio decisamente obsoleto, che ha dovuto ottenere una deroga per essere omologato per il campionato e che nell’ultimo anno ha fatto litigare duramente la società guidata da Francesco Bellini e il sindaco del Comune di Ascoli Piceno, Guido Castelli.

In tutto ciò – secondo quanto riporta il sito AscoliNews.it – si inserisce il giallo dell’estate sulla cessione, che ha conosciuto una svolta nella serata di martedì 3 luglio. Il presidente Bellini – subito dopo la salvezza – ha dichiarato di voler vendere, “svendere” le proprie quote dell’Ascoli Picchio Fc 1898 per tre milioni di euro, ma le trattative con il gruppo romano Bricofer, guidato da Massimo Pulcinelli sono saltate all’ultimo il 21 giugno. Poi è arrivato nelle trattative Gilberto Candeloro. Ma Bricofer è tornata in pista e alla fine ha chiuso la partita, acquistando l’Ascoli Picchio Fc 1898.  Ora però Massimo Pulcinelli è chiamato a stanziare al più presto risorse fresche – milioni di euro – per ricostruire una squadra all’altezza della serie. E non sarà una sfida facile.

ASCOLI E BRESCIA FUORI DAL CAMPO

Una curiosità finale: il confronto fra due delle società più blasonate della serie B italiana è naturale calcisticamente, ma impietoso sul versante economico. Quella di Ascoli, infatti, è – numeri alla mano – la provincia più povera delle Marche, mentre Brescia – la cui provincia conta sei volte gli abitanti del Piceno – è una delle zone più ricche d’Italia.