Zurigo, salario minimo da 2.200 euro al mese

Grazie all’introduzione del “reddito di base incondizionato” di 2200 euro al mese per ogni adulto residente, e di 550 euro mensili per i minorenni, Zurigo è diventata la capitale di quel “reddito di cittadinanza” che alcune forze politiche vorrebbero introdurre in Italia. Ma a Zurigo, in cambio del salario minimo, niente più prestazioni sociali. E tasse sulle rendite finanziarie.

Mentre in Italia si è discusso a vuoto negli ultimi 5 anni del “reddito di cittadinanza”, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle, nei giorni scorsi il Consiglio Comunale di Zurigo, in Svizzera, ha deciso di tentare l’esperimento del “salario minimo di Stato garantito” per la prima volta in Svizzera nonostante il voto contrario espresso nel 2016 da un referendum nazionale indetto ad hoc.

MIGLIAIA DI EURO AL MESE

La cifra corrisponde alla soglia di povertà secondo i parametri elvetici: in Svizzera mediamente la vita è più cara che in Italia. Il “reddito di base incondizionato” riguarda ogni abitante di Zurigo, nessuno escluso. Agli adulti andranno 2.500 franchi al mese corrispondenti a circa 2.200 euro mensili mentre ai minori andranno 625 franchi al mese, corrispondenti a circa 550 euro mensili. Non si conoscono ancora, però, le modalità attuative del provvedimento ed i tempi di applicazione.

PROGETTO PILOTA PER TUTTA LA SVIZZERA

Il salario minimo di Stato garantito dovrà trovare attuazione entro due anni. Urs Helfenstein, il Consigliere Comunale socialista, alla tv pubblica ha asserito: “Ci muoviamo con i piedi di piombo” questo in considerazione delle ricadute che, l’avvio e la messa a regime della nuova formula sociale, potranno avere. Se l’esperimento di politica sociale infatti dovesse funzionare non si esclude che possa essere applicato a tutta la Svizzera.

ADDIO PRESTAZIONI SOCIALI

Secondo gli esperti economici il reddito di base incondizionato non porterà problemi allo Stato in quanto andrebbe a sostituire tutte le prestazioni sociali e non solo. C’è chi parla, come Sergio Rossi, professore di economia all’Università di Friburgo e sostenitore del progetto a livello nazionale, di una tassazione delle transazioni finanziarie per sostenere il salario minimo di Stato.



redazione