Yotsuya Kaidan, il fantasma che ha spaventato per secoli il Giappone

Una storia che ha come protagonista un fantasma ed è famosissima tra tutti i Giapponesi, sopratutto per la sua trasposizione del 1835 in un dramma kabuki dal titolo Yotsuya Kaidan, è la storia di una ragazza che si chiama Oiwa che sposa un ronin (samurai senza padrone) e che vede la sua vita sconvolta dopo la nascita di un figlio dal fatto che il marito si trova un’amante e per sposarla lasciando la povera Oiwa non trova niente di meglio se non avvelenarla pian piano provocandone una vera e propria trasfigurazione del volto, fino alla morte; il fantasma rancoroso provoca così morte e sciagura sulla famiglia del ronin manifestandosi spesso sotto forma di lanterna mostruosa.
Per questo accanto al santuario Shintoista Oiwanari a Shinjuku è stato costruito un tempio buddista a placare lo yurei e dove si va a pregare quando non si vuol vedere davvero mai più una qualche persona che ci ha nuociuto.
Questa è la storia, così come la trovate descritta al tempio in questione, ma se avrete modo di leggere il testo teatrale, o di vederlo vi accorgerete di come il drammaturgo, su questa base abbia poi unito altri fatti di cronaca efferati che avevano attirato la fantasia del pubblico, facendone così un’altra storia, dove solo alcuni fatti si ritrovano.
Prima di rappresentare questo dramma è buona abitudine andare al tempio Myogyo-ji dove è la tomba della poveretta a chiedere il permesso di metter in scena la vicenda.
La figura deforme del fantasma di Oiwa è molto nota in Giappone ed è spesso stata raffigurata anche da famosi pittori come Shunbaisai Hokue, che appunto dipingeva per stampe legate al teatro kabuki o ai più famosi Utagawa Kuniyoshi e Katsushika Hokusai oltre a tanti altri pittori della cultura popolare nipponica ed è stata argomento di una trentina di traposizioni cinematografiche dalle origini del cinema stesso in Giappone.



redazione