Vinitaly 2019: crocevia di tradizione e innovazione

Paride Rossi

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Anche l’edizione 2019 del Vinitaly si è conclusa ed ha registrato la partecipazione di circa 130.000 visitatori, proveniente da quasi 130 Paesi del mondo.

È stata una manifestazione intensa, come ogni anno, che ha visto la partecipazione, oltre agli addetti ai lavori, anche di politici, vip ed influencer, insomma una vera e propria passerella.

Oltre alla presentazione delle nuove proposte di vini e alla possibilità di assaggiare diverse varietà, con possibili vuoti di memoria, è stato dato molto spazio a tematiche chiave come sostenibilità e imprenditorialità.

Siamo rimasti particolarmente colpiti da un’impresa atipica: Wine Delivery, una sorta di Just Eat del vino. L’idea geniale, nata a febbraio 2015 a Milano, su iniziativa di Francesco, è nata, come tutte le grandi cose, in un momento di bisogno: era finito il vino durante una cena tra amici.

Il gruppo, preso dal panico, ha provato a cercare qualsiasi modo per avere del vino subito ed, accortosi della mancanza, ha avuto lo spunto di gettare le basi della piattaforma.

La fattibilità dell’idea si è rafforzata scoprendo che negli Stati Uniti erano già attive piattaforme simili.

E’ un business in forte crescita, attivo già in 7 città e che sta per partire a Verona e Padova. Il target di riferimento risultano essere in primis i giovani studenti ed i giovani professionisti, per la mancanza di tempo giornaliero e per l’utilizzo quotidiano di app e smartphone. Caratteristiche molto positive del servizio sono la consegna gratuita e l’arrivo del vino alla giusta temperatura a casa del cliente.

Se da una parte troviamo tanta innovazione e proposte rivoluzionarie in questo Vinitaly, dall’altra l’azienda Nardini sostiene con forza che la propria fonte del successo sia il rispetto della tradizione.

La ditta Nardini si è resa famosa in Veneto e non solo per le sue magistrali produzioni di grappa e “mezzo e mezzo”, aperitivo tipico di Bassano del Grappa, e quest’anno ha registrato il suo 240esimo anno di attività.
La tradizione, tuttavia, a detta dei proprietari, senza innovazione non porta lontano, non porta a vincere le sfide dettate dal mercato.

Queste due realtà ci hanno affascinato molto in questo Vinitaly, per via della loro spontaneità e genuinità, per il contrapporsi di innovazione e tradizione, o forse anche a causa di qualche assaggio di vino di troppo. Seppur diverse tra loro, sono contaminate dalla stessa voglia di pensare fuori dagli schemi, dalla stessa voglia di assicurare al cliente il miglior prodotto possibile.

Non ci resta che aspettare la prossima edizione del Vinitaly per scoprire insieme nuove proposte strampalate, ormai ci si può aspettare di tutto!