“Vietato morire”: il nuovo album di Ermal Meta

Sandy Sciuto

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È uscito il 10 febbraio 2017, in concomitanza con la partecipazione al Festival di Sanremo, il nuovo album di Ermal Meta “Vietato morire” che porta il nome del brano con cui il cantante sta gareggiando nella kermesse televisiva condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi. L’album, distribuito da Artist First, è il secondo lavoro di Ermal Meta da solista dopo esser stato per anni il front-man de “La Fame di Camilla”. La carriera da solista del cantante è iniziata dodici mesi fa con la partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone “Odio le favole” che l’ha fatto conoscere al grande pubblico e l’uscita dell’album “Umano”. È con la canzone “A parte te”, trasmessa dalle radio nell’estate 2016, però, che Ermal è arrivato al cuore della gente e ad essere riconosciuto nel vasto panorama della musica italiana. Ermal Meta non è solo un cantautore, ma vanta importanti collaborazioni come autore di canzoni per artisti del calibro di: Patty Pravo, Marco Mengoni, Francesco Renga, Chiara Galiazzo, Emma Marrone, Francesca Michielin, Francesco Sarcina e Giusy Ferreri.

Il nuovo album “Vietato Morire” contiene nove nuove canzoni e in più il precedente album “Umano”. Una scelta precisa e ponderata per il cantante che, come ha raccontato in varie interviste, non esclude di farlo per tutti gli altri lavori della sua carriera se l’idea verrà ben accolta. L’artwork di copertina è un dipinto su fotografia fatto da Dino Rubini, il bassista de La Fame di Camilla e l’art work dell’album è stato realizzato da Riccardo “Charlie” Davoli Schirinzi.

Al primo ascolto dei nuovi nove brani, si ritrova da subito la varietà sia di scrittura sia di suoni e di arrangiamenti. Il cantante stesso ha affermato: “In questo disco ogni brano è un capitolo a sé stante. Sembrano scritte da nove persone diverse in realtà. Anche questa volta ho fatto un lavoro complesso e variegato sia per quanto concerne la scrittura che per i suoni e arrangiamenti. Amo spaziare nel mondo musicale, ogni brano è una cosa diversa dall’altro ma comunque sono uniti da un filo: l’attaccamento nei confronti della vita e la disobbedienza nei confronti dell’infelicità”. È proprio la disobbedienza come manifestazione della resistenza il tema dominate dell’intero progetto discografico e che si rinviene in tutte le canzoni del nuovo album pur con stili e storie diverse. Nel brano che dà il titolo all’album, Ermal Meta parla di violenza domestica sulla base di una vicenda personale. Ermal, infatti, è albanese di origine e si è trasferito in Italia con madre e sorella per proteggere sé stesso e la sua famiglia dal padre violento. Nella canzone Ermal intona: “Ricordati di disobbedire perché è vietato morire”. La disobbedienza è l’energia per appagare le proprie ambizioni, per realizzare i propri bisogni e per annientare l’infelicità. La disobbedienza è resistenza e la resistenza è vita.

Il sentimento e i rapporti uomo – donna nelle sue mille sfumature e sfaccettature sono cantati da Ermal che in “New York” – una ballad romantica e suggestiva – racconta di un amore a distanza – “A New York mancano le stelle. Un milione di finestre ma la tua qual è. Un milione di gente che hai intorno a te. Ma a New York non ci sono io”; in “Ragazza Paradiso” e in “Voodoo love”, con arrangiamenti diversi, l’amore è totalizzante. Lei è bellissima con gli occhi colore cielo, lui è innamorato – “Tu sei come il mare volevo dirtelo, nascondi la parte migliore, Ti amo Voodoo love”. In “Voce del Verbo”, invece, l’Amore è incerto e richiede di deporre scudi e di ritornare deboli per concedersi – “Amare è quasi sempre voce del verbo morire. Se sei importante, vieni da me se non sai cosa dire tu non dire niente saprai cosa fare puoi fidarti di me ti ho dato un pezzo di cuore ma stai attenta perché era l’ultimo che avevo”.

Con “Rien ne va Plus”, Ermal si concentra sull’imprevedibilità della vita, sulla velocità degli eventi e sui cambiamenti delle regole per cui è sempre difficile farsene una ragione: dirsi addio e poi rincontrarsi inaspettatamente ed essere l’uno di fronte all’altro. In “Bob Marley”, con un ritmo incalzante, racconta della bellezza della vita e di quante cose accadono, ma di quanto si è ciechi quando si trova l’amore e non lo si riconosce – “Cosa più bella non c’è tu che fai rima con me non c’è e canto senza un perché”.

Il lavoro discografico è impreziosito da due importanti collaborazioni: Elisa nel brano “Piccola Mia” e Luca “Vicio” Vicini (Subsonica) ne “La Vita Migliore”. In “Piccola Mia”, Ermal canta: “Quello che voglio io da te non sarà facile spiegare non so nemmeno dove e perché hai perso le parole ma se tu vai via porta i miei occhi con te” e racconta di una piccola anima innamorata mai capita da un uomo infame, in “La vita migliore” ripropone suoni decisamente pop in cui invita a lottare e a crederci, nonostante le batoste o gli insuccessi – “Vorrei prenderti per mano dirti che il dolore è solo un’invenzione dell’America. Un Sognatore non si perde mai. Non dorme mai”.

Come già accennato, l’album contiene anche il CD “Umano” in cui ritroviamo non solo canzoni già conosciute come “Odio le favole” e “A parte te” ma anche pezzi altrettanto intensi ed entusiasmanti che il grande pubblico merita di dover conoscere come “Umano”, “Pezzi di Paradiso” e “Schegge” (solo per citarne alcuni).

“Vietato morire” è un album travolgente con un impatto immediato già al primo ascolto. Sembra scritto e pensato da più mani quando, in realtà, i brani sono interamente scritti e composti da Ermal Meta. Indiscutibilmente emerge l’estro del cantante, poliedrico e multiforme, che ama la musica e a cui piace raccontare la realtà per quella che è: piena di dettagli, di imprevisti e di sorprese. Ermal è il grande talento che la musica italiana aspettava da tempo. Lo confermano le innumerevoli collaborazioni, la stima dei colleghi e la portata dei suoi brani, mai banali o scontati, ma sempre ricercati nell’uso delle parole ed emozionanti.