Tra campane tibetane e Donizetti: il viaggio sonoro di Elena Bresciani

Elena Bresciani è un’artista poliedrica e una voce fuori dal comune nel panorama musicale di oggi. Mezzosoprano di respiro internazionale, tra i vocal coach più richiesti e guida di numerose cantanti in tutta Italia, affianca alla musica la pittura ad acquerello e la scrittura saggistica.

Innovatrice per vocazione, è stata la prima a unire la pratica del canto con la dimensione spirituale, sviluppando un metodo unico al mondo: l’utilizzo delle frequenze delle antiche campane tibetane in dialogo con le armoniche vocali, per arricchire timbro ed estensione. La sua ricerca è costante, alimentata da un ascolto profondo del corpo, della voce e dell’anima.

Negli ultimi anni ha attraversato un percorso denso di studio, progetti e nuove sperimentazioni artistiche. Con lei abbiamo ripercorso le tappe e anticipato quanto è in programma prossimamente.

Elena, avevo letto in una delle tue numerose interviste che per te l’anno inizia a settembre… allora eccoci qua, a farci raccontare la tua estate artistica, visto che sei reduce da degli appuntamenti importanti, e i nuovi inizi. Partiamo dal 24 agosto scorso, in cui hai cantato la Parafrasi del Christus di Donizetti ad Astino…

Un capolavoro musicale del mio amato compositore bergamasco, con una fuga finale difficilissima. Sublime. 

Mi è stato proposto dall’amica Denia Mazzola Gavazzeni nell’ambito delle attività musicali della sua associazione Ab Harmoniae Onlus. Siamo entrambe artiste bergamasche, c’è un rapporto di stima che dura da anni ed è bello ritrovarsi per cantare insieme dove ci sono le nostre radici, nella nostra amata Bergamo. Questo concerto si è svolto al complesso monumentale di Astino ed abbiamo eseguito anche una Ave Maria a due voci di Donizetti, una di Perosi oltre a brani di Vivaldi, Gavazzeni e Barber per commemorare il martire patrono di Bergamo, Sant’Alessandro. 

Nei giorni scorsi hai anche interpretato Madame De Croissy nei Dialogues des Carmelites di Poulenc in Città Alta a Bergamo, grazie ancora al supporto del soprano Denia Mazzola Gavazzeni che ti ha voluta nel ruolo. Non hai fatto mistero nel dichiarare che per te è un ruolo vocalmente, fisicamente, interpretativamente oneroso, mette alla prova tutta l’esperienza che hai maturato in 26 anni di lavoro. Come è andata sul palco?

Nei giorni precedenti ero raffreddata, quindi, dopo mille fumenti con il bicarbonato, sono arrivata alla data preoccupata che si sentisse la fatica sui passaggi di registro per il raffreddore. Mi sono affidata alla tecnica e al sentimento, ho dato tutto a quel ruolo e ne ho tratto viva commozione. 

Pratica del canto e dimensione spirituale si ritrovano in ogni tua esibizione. Ci puoi spiegare meglio?

La fede nella mia visione regge l’Arte. Per me ogni cosa viene da Dio ed ognuno di noi è strumento, così anche la voce, per me cantare è una forma di Lode, di preghiera. Quando affronto il repertorio sacro entro in intimità di preghiera con la volontà musicale del compositore. Vivaldi, Pergolesi e Mozart mi emozionano particolarmente.

Nella visione orientale, la musica è da secoli considerata “medicina”, lo sono i mantra, lo sono gli antichi strumenti sacri che vengono usati nella tradizione buddista, come le campane tibetane. Strumenti antichi, battuti a mano, con frequenze ancestrali riconosciute sin dall’antichità per il loro valore terapeutico. Oriente e Occidente stanno imparando a incontrarsi su questo tema?

Sì, nel mio progetto sul Canto Curativo “Vibralchimie” si incontrano Oriente ed Occidente, sacro e profano, fisica acustica e riflessione spirituale, silenzio e suono. La Spiritualità è l’esperienza e l’esperienza include la materia, non c’è dualità. 

Per concludere, settembre non è ancora finito… e anche quest’anno sei attesa a Cremona, vero?

Sì, torno con gioia a Cremona Mondo Musica per la cerimonia nazionale di consegna dei diplomi Trinity College of Music London con un nutrito gruppo di allievi. Tornare a Cremona mi entusiasma sempre. Sto inoltre iniziando lo studio di nuove opere e repertori vocali da camera ed è ricominciato anche il mio lavoro didattico con le allieve che stanno meravigliosamente fiorendo, oggi ne cito due per tutte: Sara Gigliotti ha scritto un libro collegato ad un QR code con inediti musicali interessanti (ne parleremo di sicuro ampiamente nel mese di ottobre) e Alessia Passera è appena tornata da Malta dove ha iniziato un progetto discografico internazionale con un quartetto tutto femminile: Medit Blu.  

redazione