Speravo de morì prima: calpestare una leggenda in nome del trash

Venerdì scorso sono andati in onda su Sky i primi due episodi di “Speravo de morì prima”, la miniserie sulla carriera di Francesco Totti. L’avvio non ha generato pareri unanimi, scatenando ironia e plausi della rete.

La serie, che vede Pietro Castellitto nei panni di Francesco Totti, Greta Scarano nelle vesti di Ilary Blasi e Gianmarco Tognazzi interprete di Luciano Spalletti, non ci ha convinto. Attenzione, non si parla delle prove degli attori, tra cui segnaliamo le importanti interpretazioni della Scarano e di Tognazzi, quanto della struttura della sceneggiatura e della sviluppa della vicenda.

Speravo de morì prima: ricerca del trash a tutti i costi

Lo sceneggiato sembra essere stato pensato per esaltare il “trash” delle vicende di Totti e compagnia, focalizzandosi sulle ovvietà della vita di Totti o dei suoi attriti con Luciano Spaletti. Parlando dell’allenatore toscano, infatti, si è deciso di affidargli il ruolo di villain, descrivendolo come rancoroso e “fuori dagli schemi” (vedi la corsa nudo nello spogliatoio), dando una visione estrema, probabilmente lontana (si spera) da quella di Totti nei confronti dell’allenatore toscano.

Francesco Totti è stato e sarà per lo sport italiano uno dei simboli del bel calcio, capace di entrare nei cuori dei tifosi di qualsiasi colore, forse anche dei laziali, grazie alla sua semplicità, all’amore e passioni genuine per la Roma e alla dolce storia d’amore con Ilary Blasi. La storia di Totti, quindi, si presta sicuramente ad essere replicata in una serie tv, ma più romantica di “Speravo de morì prima”.

Guardando le prime due puntate si assiste, sotto certi punti di vista, ad una presa in giro della legenda Totti, descritto come un bambino capriccioso che a quarant’anni si trova a rispondere a muso duro al “cattivo” Spalletti. Non si prova a far riflettere il telespettatore sulle difficoltà di un allenatore nella gestione di una leggenda, ma si preferisce creare un banale scontro buono vs cattivo.

Speravo de morì prima: c’è anche del buono in Danimarca

Come dicevamo, però, le note positive ci sono. Troviamo, ad esempio, Greta Scarano, chiamata ad impersonare Ilary Blasi, personaggio iconico e molto particolare della tv nostrana, che nel tempo ha dimostrato di non essere assolutamente l’ombra del marito, candidandosi tra le possibilità regine del mondo dello spettacolo italiano. La Scarano rende onore ad Ilary, con naturalezza, fornendo una rappresentazione degna di nota.

Da sottolineare anche l’importante prova di Gianmarco Tognazzi, chiamato ad indossare le vesti del cattivo, adeguandosi alla visione dei tifosi e forse anche di Totti (chi lo sa). Tognazzi è a suo agio e stupisce anche per la somiglianza delle espressioni ed atteggiamenti al tecnico toscano Luciano Spalletti.

Le prime portate non ci hanno convinto, ma per valutare una cena è necessario completarlo, di conseguenza non ci resta che aspettare le prossime settimane per capire che verso prenderà. Dubbio amletico: funzionerà l’idea di girare serie tv su personaggi ancora in vita? Probabilmente lo chiede il mercato, ma a mani basse vince il film “Mi chiamo Francesco Totti”, almeno per il momento.



Paride Rossi