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Scemi not shaming : il nuovo programma firmato Mtv contro il bullismo

MTV Italia lancia un nuovo format sul suo profilo Instagram: Scemi not shaming. Un miniprogramma digitale condotto da Elen Ellis e Fabrizio Bezzi, fashion addicted e celebri influencer. Come in una vera e propria scuola, cinque studentesse affrontano un percorso per arrivare ad accettarsi e ad amarsi. Abbiamo visto le prime due puntate e vi raccontiamo cosa ne pensiamo.

Una serie contro il bullismo

Questo nuovo format ha come obiettivo quello di “insegnare ai ragazzi a fregarsene degli insulti e a cambiare prospettiva”. In classe si affronteranno queste delicate tematiche con l’aiuto di ospiti che di volta in volta offriranno la loro preziosa testimonianza. Nella prima puntata è intervenuta Valentina Ferragni che ha raccontato la sua esperienza di bullismo e del suo percorso per amarsi. Nella seconda puntata, invece, l’ospite è stata Norma, la simpatica maestra che insegna inglese sui social. Nelle varie lezioni Elen e Fabrizio aiutano le ragazze a intraprendere un percorso di accettazione di se stesse. Le protagoniste di un’età compresa dai 18 ai 24 anni, hanno un unico obiettivo: quello di scoprirsi, accettarsi e amarsi. Ce la faranno Erica, Ludmilla, Allegra, Camilla ed Elena? Lo potremo sapere solo seguendo Scemi not Shaming sul profilo Instagram di Mtv Italia.

Scemi not shaming, aspettative un po’ deluse

Nella prima puntata la sensazione è quella che tutto sia solamente introdotto e che il meglio debba ancora venire. Nel secondo episodio, dove ci si aspetterebbe un focus più serio su questi temi delicatissimi, non accade nulla di tutto ciò. La serie affronta sì queste tematiche ma forse non in maniera approfondita e profonda come ci si aspetterebbe. La parola è data prevalentemente a Elen e Fabrizio che guidano le ragazze in questo percorso. Sono invece completamente assenti i momenti di riflessioni autentiche delle ragazze, che donerebbero al tutto un pathos maggiore.

La percezione che si ha è quella che tutto sia costruito a tavolino e ricoperto da una patina di finzione che emerge troppo chiaramente. Una nota positiva della seconda puntata? L’intervento della psicologa che offre preziose spiegazioni sulle dinamiche che interessano l’adolescenza e il cambiamento. Ma questo non basta per sollevare le sorti di questa serie. Più che un programma per insegnare ai ragazzi ad amare se stessi, sembra un gigantesco spot pubblicitario in cui loghi di prodotti e app sono costantemente inquadrati.

Insomma, l’intento poteva anche essere dei migliori, ma la realizzazione lascia un po’ a desiderare. Almeno per ora siamo rimasti un po’ delusi, chissà se invece le altre puntate si riveleranno più concrete e meno frivole.



Eleonora Corso