Revenge: dal 6 settembre al cinema, un revenge movie al femminile

Francesco Bellia

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In uscita il 6 settembre al cinema, Revenge è il primo lungometraggio della regista parigina Coralie Fargeat, un revenge movie, il primo ad essere diretto da una regista donna, che racconta una storia di vendetta, rinascita e sopravvivenza, descrivendo attraverso il cinema di genere la sanguinosa e cruda lotta di una ragazza contro i suoi assalitori.

La trama: La bella Jen (Matilda Lutz) viene invitata dal suo ricco amante Richard (Kevin Janssens) alla tradizionale battuta di caccia che l’uomo pratica con due suoi amici. La casa dai vetri sgargianti che accoglie la coppia è l’unico punto di riferimento nel deserto che li circonda. Gli amanti, molto affiatati, soprattutto per la reciproca attrazione sessuale, vengono presto interrotti dall’arrivo dei due amici di Richard, i quali usano la casa come base  per prepararsi alla caccia del giorno dopo.

L’irresistibile e provocante sensualità di Jen causa subito una morbosa attenzione dei nuovi arrivati verso la ragazza, che viene considerata come un mero oggetto sessuale. Vittima degli uomini che la circondano (ma anche in qualche modo della propria superficialità), umiliata dall’animalesco desiderio sessuale di quest’ultimi, Jen si ritrova presto in un vero e proprio incubo, destinato ad aggravarsi sempre di più.  Sola nel deserto dovrà raccogliere tutte le energie possibili per sopravvivere alla minaccia imminente, lottando con disperazione e violenza per salvare la propria vita.
Il film di Fargeat dà molta rilevanza al corpo, soprattutto quello femminile, prima visto come mero oggetto sessuale, poi come strumento di lotta e di vendetta: un corpo-preda che si fa cacciatore e che da umiliato, umilia infine i propri assalitori, con una supremazia non immediatamente schiacciante, ma conquistata passo dopo passo, tramite una lotta a dir poco sanguinosa e distruttiva. La lotta per la sopravvivenza coincide con la vendetta in questo film fortemente pulp, come dichiarato dalla stessa regista.

“E’ la messa in scena della storia che rappresenta il nucleo centrale di Revenge. Una messa in scena che sommergerà lo spettatore in un mondo spietato, carnale, fortemente sensoriale, ostile e violento. Il film pertanto è rappresentato in modo non realistico. E’ puro cinema di genere. Le atmosfere che crea provocano delle sensazioni forti, danno vita ad un mondo che amplifica le emozioni. E’ un’immersione totale in un turbinio sensoriale intrappolato tra fantasmagoria e realtà. “I riferimenti che ho usato nel mio film spaziano da Cuore Selvaggio a Drive, da Under the skin ai film di Cronenberg. Ossia un  tipo di genere cinematografico estremamente carnale e reazionario, in cui violenza e sogni coesistono”, ha commentato la regista Coralie Fargeat. “Fino ad oggi questo cinema è stato soprattutto appannaggio degli uomini. Revenge è la mia visione di regista donna di questo genere”.