Cosa c’è dietro la preziosità dell’oro

Non è tutto oro quel che luccica, ma se lo è chi lo trova è di certo molto fortunato!
Su questo siamo tutti d’accordo, il valore dell’oro è elevatissimo e siamo abituati ad accettare la cosa come un dato di fatto. L’origine della fama dell’oro è antica quanto l’uomo, fin dalla Preistoria è stato impiegato a scopo rituale e ornamentale, tanto da precedere il rame nell’uso per la produzione di gioielli e manufatti. Nell’antica Grecia, poi, la brama di ricchezza dell’uomo è stata descritta nel mito del Re Mida che chiese a Dioniso la capacità di trasformare, con un tocco, ogni cosa in oro. In Agente 007- Missione Goldfinger, poi, il miliardario Goldfinger intende distruggere le riserve d’oro degli Stati Uniti con una testata nucleare al solo scopo di aumentare il valore del proprio tesoro personale.

Quanti di noi si sono, però, soffermati a chiedersi perché? Quali proprietà straordinarie rendono l’oro così prezioso agli occhi di tutte le culture?

Per cominciare, l’oro è in assoluto il metallo conosciuto più duttile e malleabile. È dotato, quindi, di una lavorabilità senza pari, tale da rendere possibile la produzione di una lamina dell’area di un metro quadro a partire da un solo grammo di metallo purissimo!

Chiaramente, la duttilità è un grande vantaggio, ma non è sempre ciò che è necessario. Se rende estremamente semplice la lavorazione, causa una perdita di resistenza meccanica. È per questo che, comunemente, l’oro è lavorato in lega con altri metalli, anche nell’anello meraviglioso che avete regalato alla vostra fidanzata! Per fare un esempio, l’oro giallo contiene soltanto il 75% di oro, lasciando il resto della miscela ad argento e rame. Se, invece, preferite l’oro bianco dovrete fare i conti con un 25% di palladio, nichel o argento che farà compagnia al metallo prezioso che amate.

La lavorabilità e la capacità di formare leghe con altri metalli è una proprietà notevole, ma non sufficiente a fare dell’oro il metallo più prezioso. E, infatti, non si è accontentato! Esso, tra le altre cose, possiede elevata conduttività, in poche parole consente il passaggio dell’elettricità senza che essa venga a disperdersi in gran quantità sotto forma di calore, a causa della resistenza. Nella classifica dei migliori conduttori, indossa, ironia della sorte, la medaglia di bronzo alle spalle del rame e dell’argento che ha, così, ottenuto la sua rivincita guadagnando il primo posto del podio.

A differenza dei suoi competitor, però, l’oro è inattaccabile dalla maggior parte degli agenti chimici e, soprattutto, dall’aria. Non subisce comunemente, quindi, l’ossidazione dimostrandosi estremamente durevole nel tempo. Questo lo rende il metallo d’elezione per applicazioni nanotecnologice come quella illustrata qui in alto, che vede un nanomateriale flessibile a base d’oro, prodotto dall’Università del Michigan, in cui il metallo non ha perso le proprie straordinarie capacità di conduzione.
La sostanziale inerzia dell’oro lo rende ideale per la realizzazione di conduttori di dimensione microscopica che risultano, così, efficienti e durevoli nel tempo. Tuttavia, le sue grandi qualità lo hanno fatto approdare ad un impiego forse più grandioso: il James Webb Telescope, il telescopio orbitante in cui 18 specchi esagonali di berillio, laminati con un sottilissimo strato d’oro, andranno a costituire lo specchio principale. Il perché di una scelta così poco economica da parte degli astronomi? L’oro riflette la radiazione infrarossa più efficientemente degli specchi normali e per un telescopio orbitante la radiazione infrarossa è il pane quotidiano!

Abbiamo parlato di diversi aspetti che rendono l’oro un metallo di certo eccezionale e dalle sconfinate applicazioni tecniche. Questo, però, non giustifica ancora il suo elevato valore per l’economia mondiale. Possiamo trovare facilmente una spiegazione pensando a quello che ciascuno di noi si aspetterebbe dal proprio tesoro: rarità e durevolezza. L’oro è un metallo raro, si, ma non troppo, cosa che lo rende molto adatto alla monetizzazione. Ce n’è a sufficienza da consentirne lo scambio ed il commercio diffuso, ma non abbastanza da svalutarlo; in più, è pressoché inerte ed il suo stato tende a mantenersi inalterato nel tempo.

Quali che siano le mirabolanti proprietà dell’oro, in ultima istanza è l’uomo a fare le regole. Il valore grandioso dell’oro è primariamente frutto della concezione che di esso abbiamo noi, un po’come lo è per il denaro, un tempo strettamente legato alle riserve auree delle singole nazioni. Perciò…prima di partire per una sperduta miniera alla ricerca della pepita che vi renderà ricchi, pensate bene a cosa per voi ha più valore e vi accorgerete, forse, che il vostro tesoro è già accanto a voi.



Silvia D'Amico