Sole e tumori: come prevenire il melanoma

Sole, mare, tintarella. Tre parole che, anche se non in senso letterale, fanno rima con l’estate, stagione che ci vede tutti più scoperti ed essere scoperti vuol dire offrire la pelle al bacio dorato del sole. Recentemente, l’Huffington Post ha pubblicato un articolo in cui l’autrice spiega i motivi per cui, secondo lei, non sia necessario l’impiego della protezione solare nell’esporsi al sole, ma sia importante solo usare alcuni accorgimenti. Di certo, il Sole è piacevole ed ha anche un’azione positiva per la salute, al contempo, tuttavia, può diventare pericoloso. Cerchiamo di capire insieme perché e come far fronte alle mille problematiche associate all’esposizione al sole.
Se è vero che la luce solare è fondamentale per la fissazione del Calcio nel nostro organismo, fondamentale per le ossa, e che induce la produzione di endorfine, i cosiddetti ormoni della felicità, soprattutto noi donne sappiamo come sia anche responsabile dell’invecchiamento della pelle. Non ci credete?

Il signore qui accanto ha fatto il camionista per una vita. A causa del suo lavoro, la parte sinistra del viso è stata esposta più a lungo alla luce solare rispetto a quella destra. Questo, insieme alle scottature ricorrenti, ha contribuito non poco a causare la situazione che vediamo: la pelle è invecchiata in maniera completamente diversa nei due lati.
Questo è, forse, il più blando degli effetti della luce solare sulla nostra pelle, quando non opportunamente protetta. Nonostante lo strato di ozono che avvolge la terra sia in grado di assorbire buona parte della componente ultravioletta della luce solare, una piccola parte di essa riesce ancora a raggiungerci. La luce ultravioletta si divide, in base al suo impatto sulla salute umana, in UV-A (400-315 nm), UV-B (315-280 nm) e UV-C (280-100 nm). Il 99% dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono UV-A. Tutte e tre le tipologie sono responsabili dell’invecchiamento della pelle, ma gli UV-A e gli UV-B hanno la pessima proprietà di poter portare all’insorgenza di un particolare tipo di cancro: il melanoma.
Il melanoma è un tumore della pelle che interessa le cellule deputate alla produzione di melanina, ossia i melanociti. La melanina, come tutti sappiamo, è il pigmento che determina il colore naturale della nostra pelle e, durante l’estate, dell’abbronzatura. La luce solare, in condizioni normali, induce i melanociti a moltiplicarsi e produrre melanina, il fenomeno all’origine dell’abbronzatura che adoriamo e che ha la funzione di proteggerci proprio dagli effetti dannosi della luce. Tuttavia, quando la replicazione di queste particolari cellule diventa incontrollata, c’è il rischio di andare incontro ad un tumore.

Il melanoma rappresenta solo il 5% dei tumori cutanei, ma la sua incidenza è in continuo aumento. Negli ultimi dieci anni è riuscita finanche a raddoppiare, a danno degli individui di età compresa tra i 45 e i 50 anni. Sebbene rimanga a lungo asintomatico, proprio per questo risulta essere uno dei tipi di cancro più pericolosi. Spesso, quando ci si accorge della presenza di una strana macchia sulla pelle, il tumore è già in stadio avanzato ed ha formato metastasi, ragion per cui la cosa fondamentale da fare è prevenire.

Birthmark on skin

Prevenire vuol dire essenzialmente due cose: proteggere la pelle, attraverso l’uso di creme dotate di filtri solari UV-A e UV-B; controllare i propri nei, anche quelli nascosti perché un piccolo segnale può essere sufficiente a metterci in allarme ed una visita specialistica fatta per tempo può dimostrarsi risolutiva.
Tra le accortezze da avere senza dubbio c’è quella di scegliere la crema solare adeguata al proprio tipo di carnagione, ma ancora prima quella di non usare le creme comprate la scorsa estate: l filtro solare potrebbe non essere più efficace e, quindi, la lozione totalmente inutile. Ancora più importante, è tenere conto del tipo di filtro che state per acquistare. C’è una sostanziale differenza tra filtro chimico e filtro fisico. I filtri chimici sono molecole in grado, sostanzialmente, di assorbire la radiazione UV dando luogo ad una reazione chimica che può, in soggetti predisposti, sensibilizzare la pelle. I filtri fisici, invece, rappresentano delle vere e proprie barriere che impediscono il passaggio della radiazione.
Altro fattore fondamentale è la durata della protezione solare. L’applicazione della crema dovrebbe essere ripetuta più volte durante la giornata, all’incirca ogni due o tre ore, periodo trascorso il quale essa perde di efficacia.

Se avete dubbi sulla natura di uno dei vostri nei, o qualcosa di simile è comparso o scomparso d’improvviso, prendete appuntamento con il vostro dermatologo. I nostri suggerimenti, del resto, non sostituiscono in alcun modo il parere del medico.
Vi lasciamo con alcuni consigli raccolti da La Roche-Posay in un simpatico spot sulla prevenzione del melanoma e con un test che vi aiuterà a riconoscere il vostro fototipo e trovare la crema più adatta a voi.



Silvia D'Amico