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I 200 anni di Lanerossi: l’archivio storico di un’azienda “Made in Italy”

Il Lanificio Rossi (poi abbreviato in Lanerossi) di Schio è stato uno dei maggiori lanifici italiani. È oggi un marchio di proprietà del Gruppo Marzotto.

La Lanerossi è stata fondata nel 1873, trasformando così in S.p.A. la Industrie Rossi sorta nel 1817 per opera di Francesco Rossi. Rossi, che era originario della contrada Oneste (chiamata localmente contrà Rossi) di Conco, si trasferì a Schio e nel 1849 cedette la gestione del lanificio al figlio, Alessandro Rossi. Quest’ultimo nel corso degli anni lo trasformò in una delle maggiori industrie nazionali, diventando il punto di riferimento attorno al quale ruotavano tutte le attività economiche della città scledense.

Dal 13 giungo a Villa Vittoria, nella Limonaia di fronte alla Fortezza da Basso – a Firenze – la mostra “Il filo rosso delle idee. Lanerossi 200 anni” svelerà al mondo i tesori d’archivio di tale marchio. L’esposizione durerà per tutto il periodo del Pitti Immagine Uomo – dunque fino al 16 giugno – e poi ancora per Pitti Filati dal 28 al 30 giugno. La mostra è curata da Alessandra Bosco e Fiorella Bulegato.

L’elemento che si vuole evidenziare con tale esposizione è proprio l’abilità di comunicazione che Lanerossi è riuscita a mantenere una certa importanza durante gli anni del suo operato, avvalendosi di materiali pressoché sconosciuti al grande pubblico. Delineare un percorso comunicativo – strumento cardine per costruire l’identità e veicolare i valori aziendali – è sicuramente la modalità più consona per raccontare i contesti economici, produttivi, culturali e sociali che hanno contraddistinto la formazione di una delle maggiori industrie italiane del settore tessile e leader europeo nei primi anni del Novecento.

E, attraverso la storia di questo marchio, raccontare anche quella dell’intero Paese, sicuramente intimamente legata.

Il percorso espositivo dunque si concentra sull’intreccio fra le opere dei maggiori autori che hanno collaborato con l’azienda a partire dagli anni Trenta – ricordiamo artisti e designer come Studio Stile, Adolfo Busi, Pino Tovaglia, Claudia Morgagni, e fotografi dal calibro di Ugo Mulas e Mauro Meseras – e la tecnicità di alcuni strumenti specifici che hanno visto il loro sviluppo già a partire dal secolo precedente, come i campionari di tessuti, le etichette dei filati, la stampa aziendale o le iniziative calcistiche.

L’Archivio Storico Lanerossi di Schio – di proprietà sempre del Gruppo Marzotto – ha generosamente concesso i pregiati materiali utilizzati nell’esposizione.

Ad oggi il Gruppo Marzotto con il Marchio Lanerossi progetta, produce e commercializza coperte, plaid e tessuti. Marzotto Home fornisce infatti una vasta gamma di prodotti home dai tessuti pregiati e la filatura inconfondibile.

Camilla Antonioni