Ecco perché le Gif sono sparite da Instagram e Snapchat

In WEB by Aurora Erbì Comments

Abbiamo fatto presto a prendercela con i nostri Big Social: Instagram, Facebook e Snapchat migrando su altre piattaforme (vedi Vero) per ribellarci all’algoritmo. Ma in realtà sono tantissime le novità dei nostri Social media alle quali siamo davvero affezionati e che quando mancano ci disturbano. Intendiamo quei fattori determinanti nelle nostre vite, che potrebbero dettare il bello o il cattivo tempo in una giornata; ecco intendiamo le Gif.

Lontani i tempi in cui le gif animate sono state incluse per la prima volta sulle bacheche del colosso Facebook; recente è invece l’introduzione delle immagini animate nei contenuti temporanei di Instagram e Snapchat. In pochissimo tempo le Gif sono diventate contenuti strategici per la comunicazione degli utenti ma anche per la pubblicità di alcuni brand; le squadre di calcio Juventus e Roma stavano infatti per lanciare la loro Giphy ufficiali all’interno delle Instagram stories quando sulla piattaforma è sparita la possibilità di pubblicarle.

L’utilizzo delle “Graphics Interchange Format”, questo il significato dell’acronimo di Gif, sono state sospese in seguito alla segnalazione di uno studente inglese di 21 anni; infatti inserendo la parola “Crime”, (crimine il significato italiano), nella ricerca gif era apparso un contenuto dal significato davvero razzista. L’immagine animata raffigurava un contatore in costante ascesa titolato “Nigga Crime Death Counter” accompagnato da una scimmia ed un uomo bianco con un microfono il cui fumetto recitava: “keep Cranking Bonzo, the Numbers Just Keep On Climbing!”. Il contenuto della gif alludeva ad un contatore dei morti causati dai crimini commessi dalle persone di colore; ovviamente un conteggio fittizio atto al mero scopo di esprimere delle idee razziste.

Ma com è potuta arrivare una gif simile negli smartphone di circa un miliardo di utenti nel mondo?

Giphy, il portale nel quale è stata caricata il contenuto incriminato dichiara:

“Un utente ha scoperto una GIF offensiva nella nostra libreria e l’abbiamo immediatamente rimossa, in accordo con le nostre linee guida sui contenuti. Abbiamo esaminato il problema: questo adesivo era disponibile a causa di un bug nei nostri filtri di moderazione dei contenuti che incidono specificamente sugli adesivi GIF. Abbiamo corretto il bug e abbiamo moderato di nuovo tutti gli adesivi nella nostra libreria. Lo staff di GIPHY sta, inoltre, rivedendo a mano ogni adesivo presente nel database: la revisione dovrebbe essere completata a breve. Ci assumiamo la piena responsabilità per i recenti eventi e ci scusiamo sinceramente con chiunque sia stato offeso”.

Intanto Instagram e  Snapchat hanno bloccato l’opportunità di inserire gif nei propri portali; Snapchat promette di reinserirlo a breve, ma non prima di aver risolto definitivamente il bug ed aver fatto in modo che il fatto non possa ricapitare; Instagram invece ha dichiarato al TechCrunch che la funzione Giphy resterà disabilitata “finché continueranno le indagini”.

Quindi utenti impauriti non disperate: le gif torneranno presto. Anche la smettete di chiederle a gran voce su ogni Instagram Story.