Ecco perché siamo in debito con Henri de Toulouse Lautrec

Benito Dell'Aquila

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Henri de Toulouse Lautrec è tra le personalità più importanti di tutto l’Ottocento. I suoi lavori hanno enormemente influenzato il concetto di intendere l’arte e la vita in epoca moderna.

Henri de Toulouse Lautrec nacque nel 1864 in una delle più nobili famiglie francesi ed era destinato a vivere tra gli agi e le abitudini dell’aristocrazia francese. Come spesso accade, il destino ha in serbo altri piani e la vita di Henri, di li a breve, avrebbe preso una piega diversa. Una malattia alle ossa, derivata probabilmente dal legame consanguineo dei genitori, influì sul suo aspetto esteriore. La salute cagionevole e altri sfortunati eventi allontanarono Henri dall’ambiente nobiliare in cui era vissuto.

Contemporaneamente Henri sviluppava un vivo interesse per l’arte, che coltiverà con passione. In lui matureranno esigenze espressive che unite alle curiosità della giovinezza, lo porteranno a scegliere come casa il complicato quartiere di Montmartre. Questo era un sobborgo vivace, ricco di cabaret e di café-chantants, case di tolleranza e locali di mal affare.

L’abandon (Les deux amies) 1864-1901

A Montmartre, il giovane artista legò con gli abitanti del quartiere e con i suoi visitatori, dedicandosi ad una vita di eccessi. Era solito frequentare anche artisti e intellettuali, ma ad attirare la sua attenzione erano soprattutto coloro che popolavano posti come il Moulin Rouge. La sua attenzione viene catturata dagli ultimi e dalle vittime della società. I suoi occhi restarono affascinati dai dettagli e dai colori, dalla spensieratezza, dalle figure femminili nei momenti di reale verità. Sono state maggiormente le donne a coinvolgere l’animo di Henri de Toulouse Laurec, donne che ha ritratto nelle sue tele.

E’ dalla produzione di questi anni che troviamo gli insegnamenti più importanti, quelli che hanno cambiato il modo di leggere la realtà che ci circonda. La sua arte e il suo interesse per le donne vendute all’ipocrisia rivelano un senso di compassione e di intima realtà. Quei volti alla ricerca di una felicità momentanea e di un momento di appagamento sono ritratte nell’intimo, rivelandone la fragilità. Si tratta di ritratti quotidiani che mettono in luce la realtà, uscendo fuori dall’apparenza. In questo, forse, vi è il genio di Henri. Lo spingersi al di là della visione perbenista che rinnega quei luoghi, ma volutamente li cerca e desidera. Forse la sua vita dedita alla sregolatezza si può leggere in altro modo, non come volontà di autodistruggersi, ma come desiderio di rinascita. L’artista rinasce nei suoi capolavori, sia nella frenesia delle ballerine, sia nei volti di chi viveva ai margini.

Rossa detto anche La Toletta, 1889

Henri de Toulouse Lautrec è riuscito a trasmettere la tenerezza che non ti aspetti da persone di malaffare. A decadere sono anche i modelli di riferimento, perché scompare l’eccessiva voluttà e le scene erotiche che caratterizzavano i bordelli. Si evince, invece, la voglia di comprendere i dolori sentimentali delle schiave dell’amore, senza alcuna pretesa moralizzante. Anzi, potremmo quasi pensare ci fosse una corrispondenza tra la sua condizione e quella degli emarginati, una sorta di comprensione reciproca. Ecco perché siamo tutti in debito con l’uomo e l’artista dei sobborghi, in quanto è stato il primo a fornire una lettura diversa di un mondo macchiato.

Il bacio, 1892

Il mondo sembra aver finalmente riscoperto l’importanza delle sue opere, oltre la bellezza stilistica e l’importanza artistica. Gli osservatori dei suoi capolavori possono immergersi in un viaggio insolito, capire come dietro ai sorrisi e all’allegria che traspare dalle locandine dei grandi locali, in realtà si nasconde la faccia più triste del mondo, la rassegnazione.