Arte e cospirazione: due facce della stessa medaglia

Alfonso Lauria

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Di tutta l’arte contemporanea creata fino a questo momento, quanta fu influenzata da cospirazioni politiche? Beh con la mostra “Everything is connected: Art and Conspiracy” organizzata a New York si esporranno e al contempo si analizzeranno tutte le opere realizzate negli ultimi 50 anni che abbiano subito, direttamente o indirettamente, influenze di qualsiasi tipo. Fin dalle prime grandi opere d’arte create in ambito religioso, il connubio che si è creato con la politica è stato tra i più forti in assoluto. 

L’arte contemporanea come la precedente d’epoca moderna, è stata frequentemente utilizzata a fini politici, con precisi intenti di persuasione e creazione di simboli, plasmando così, le masse meno esperte, le quali avrebbero assimilato con maggior facilità il messaggio contenuto in opere audio visive. Successivamente con lo sviluppo e l’espandersi di internet, ogni sorta di teoria complottista, alternativa ed intricata ha preso il sopravvento, accrescendo la loro portata e alimentando un fastidioso giro vizioso. 

A ciò è scaturita una malsana moda del fraintendere, del manipolare e del mal interpretare. La mostra sopracitata racconterà il complesso e delicato rapporto che la politica nel corso del tempo ha volontariamente instaurato con il mondo dell’arte, il quale si mostrava perfetto per ogni intento. 

Una prima parte analizzerà ogni opera e ogni evento successivamente certificato come influenzato da cospirazioni, mentre una seconda parte si sposterà ad illustrare tutte le opere che hanno volutamente approfittato di questa difficile relazione, con artisti che si sono lasciati trasportare dal tema sulle vie dell’immaginazione.