orrori da quarantena

Orrori da quarantena, tutto ciò che di male abbiamo fatto chiusi in casa

In questo lungo periodo stiamo patendo numerose privazioni. Tutto ciò che eravamo soliti fare fuori casa, ha iniziato a mancarci. Le ho viste le vostre Instagram Story e i vostri post su Facebook, in cui con grande spirito d’iniziativa avete provato a sopperire a queste mancanze. D’altronde è risaputo, una delle più grandi qualità degli italiani è l’arte dell’arrangiarsi e qualcuno deve pur dirlo, in alcune attività siamo stati capaci di produrre dei veri e propri obbrobri. Ecco una lista e una top 3 di ORRORI DA QUARANTENA.

Taglio e colore fai da te alias TaVada la versione cinese di Tabatha mani di forbice

Chi sicuramente non patirà la crisi economica post quarantena è la categoria di barbieri e parrucchieri. La nostra fidata parrucchiera Patrizia e il nostro Giancarlo (o’ barbier), torneranno ad aprire le porte ai loro clienti, ma con una sfida in più: recuperare e salvare le vostre teste da disastrosi tagli e tinture fai da te. Comprendo e condivido la sciagura di possedere una crine di capelli che vive di vita propria. La mia testa lievita ogni giorno e crede ormai di essere un panettone e i miei ricci somigliano sempre più ai mille serpenti di Medusa, la Gorgone.

Mai, però, mi sognerei di improvvisarmi Figaro, il barbiere di Siviglia. Non mi fido dei tutorial. Penso sempre che coloro che realizzano video tutorial abbiano stretto un patto con il diavolo.
Vi ho visti seguire i video di Annarella la shampista che vi spiega come sistemare la vostra frangetta e come riprendere i vostri ciuffi di ricrescita alla Crudelia De Mon. Ho visto però, anche i risultati. Ciuffi mozzati, tagli asimmetrici e colori che variano dal giallo cocorita alla zucca di Halloween 2020, ecco i risultati che riempiono la mia bacheca di Instagram, insieme agli addominali di Chris Hemsworth. Le alternative sono due. Trasformarsi in Britney Spears e rasare tutto o fondare insieme a me un nuovo programma per Real Time: “Capelli da quarantena!”

Cucine da incubo live quarantena

Non vorrei parlarne perché sono certo di colpire la sensibilità culinaria di molti. E’ vero, siamo italiani e per noi la cucina è tutto. Lo abbiamo nel nostro corredo cromosomico il saper mangiare bene. Ecco, il saper mangiare bene, NON il sapere cucinare bene. Se la mia home non era piena di tinture decoloranti lo era di manicaretti improvvisati. E’ stato divertente sentirsi un po’ come Mara Maionchi a Masterchef Vip, ma ragazzi, che desolazione. Tutti abbiamo il ricordo delle buonissime tagliatelle di nonna Emiliana e la sofficità della pasta frolla di zia Carmilina, ma per molti di noi, il saper mangiare non equivale al saper cucinare.

La pizza, poi, che tasto dolente! Li ricordo bene i primi sabato di quarantena, in cui pubblicavate le vostre pizze fatte in casa con in sfondo la voce di Maria De Filippi a C’è posta per te. Uno interminabile supplizio! Da buon napoletano quale sono, uno shock! Non basta fare scorte di lievito, di farina e mozzarella Vallelata, no, assolutamente no. La pizza è un pasto sacro, intoccabile, è patrimonio dell’Unesco o sai prepararla o non sai farla. Che mostruosità! Pseudo margherite che se sbattute in faccia al muro potevano creare nuovi valichi del Brennero o tranci di pizza da utilizzare come mascherine, per le loro proprietà isolanti. Lasciate fare la pizza ai professionisti, privatevene, fatene a meno e quando Tonino il pizzaiolo riaprirà, capirete nuovamente cosa vuol dire PIZZA!

Work In, palestre fai da te

Questa quarantena ci ha fatto male. La colpa è delle limitazioni. Poter uscire per fare solo la spesa ci ha costretto a fare riserve di cibo che non sapevamo più dove infilarci. Io stesso mi sono ritrovato con due pacchi di biscotti nel comodino delle mutande. Abbiamo iniziato a sperimentare nuove ricette, preparando pizze, dolci, cornetti e tutto ciò che non potevamo acquistare e gustare come in tempi normali. Tutti questi nostri piatti da 5 stelle Michelin abbiamo poi dovuto ingurgitarli, tant’è che la nostra bilancia ha iniziato a chiedere pietà. Accumulo di grassi lipidi e colesterolo allo stato puro in tutto il corpo.

orrori in quarantena zio benny

L’unica soluzione è allenarsi, ma se le palestre sono chiuse e De Luca armato di lanciafiamme insieme agli inviati di Barbara d’Urso, muniti di droni senza licenza, ci inseguono, quale soluzione migliore se non allenarsi in casa. App, video tutorial di istruttori che il giorno prima erano imbianchini, vendita online di pacchetti “perdi 10 kg con tre semplici allenamenti”, insomma c’è stato l’imbarazzo della scelta. Sono certo di trovare un plebiscito unanime di pareri condivisi. Dopo il primo giorno di allenamento credevamo di essere delle sensuali Belen Rodriguez in tuta attillata e invece, ci siamo ritrovati insieme a nonna Milena a fare fisioterapia.

Questa è la mia top 3 di orrori in quarantena, ma altre sbellicanti sezioni che proverò a riassumervi sono state:

Tolettatura Animali: povere bestiole acconciate come la buon anima di Moira Orfei, costretti ad uscire 279 volte al giorno. Per non menzionare nemmeno quelle bestiole tirate su per il guinzaglio dai balconi o dalle zampe bruciate dalla disinfezione da candeggina.
Tinder: Se non ho modo di incontrare persone nuove dal vivo, troverò angoli bar e discoteche su Tinder/Grindr! Saranno tutti lì. Peccato che queste chat che servono per incontri occasionali si siano trasformati in ricettacoli di pervertiti. Altro che nuove amicizie e nuove facce. Solo teste di cazzo che con la scusa dell’ormone hanno iniziato a inoltrare messaggi da rimorchio a cui nemmeno la più becera delle becere sognerebbe di rispondere.
Apprendimento di una nuova lingua: Perché non cogliere l’attimo e approfittarne per imparare una nuova lingua. Arricchiremo il Curriculum Vitae. Ecco i risultati:

orrori in quarantena zio benny

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Benito Dell'Aquila