Hyolitha, un organismo di milioni di anni fa, è stato classificato

Bruno Morello

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Il nostro pianeta, la Terra, è in continua evoluzione e, come molti sapranno, le condizioni climatiche presenti oggi non sono le stesse che sarebbe stato possibile trovare milioni (ma anche migliaia) di anni fa. Non sorprende, quindi, che ben diversi fossero anche gli organismi che lo abitavano e che su di essi sappiamo ancora troppo poco.

Fossile di Hyolitha 

Oggi la nostra attenzione è rivolta verso un organismo che ha fatto la sua comparsa nel Cambriano (così chiamato perché le prime rocce risalenti a questo periodo furono trovate in Galles, il cui nome latino era Cambria), periodo che va da circa 541 a circa 485 milioni di anni fa. In questo lasso di tempo, le terre del nostro pianeta erano organizzate nello spazio in maniera molto diversa: la maggior parte era concentrata nell’emisfero sud e solo piccole porzioni risultavano staccate; il livello del mare era più alto e gli oceani più caldi, le forme di vita erano legate all’ambiente acquatico. Infatti, il Cambriano fu il punto di partenza delle radiazioni della maggior parte dei gruppi animali (molti Phyla, in base alle testimonianze fossili, si sono affermati in questo periodo).

L’organismo in questione è chiamato Hyolitha, presenta una conchiglia di forma conica, composta da carbonato di calcio, ovvero calcare,  provvista di un opercolo (una struttura mobile che permette l’apertura o la chiusura di una cavità). Talvolta, presentano due ulteriori aperture laterali da cui fuoriescono delle estensioni chiamate helens, costituite da una parte organica, all’interno, circondata da parti calcaree che si accrescono mediante il deposito graduale di nuovo materiale alla base. Fino ad oggi, questo organismo non occupava un posto ben preciso nella sistematica moderna: gli si attribuiva un Phylum a parte, più vicino ai molluschi che ad altri gruppi. I nuovi reperti trovati, però, hanno decisamente cambiato le carte in tavola.

Hyolitha – Ricostruzione

Le parti dure degli organismi, non essendo soggette ad attività di decomposizione, sono quelle che fossilizzano più facilmente, di conseguenza la maggioranza dei reperti fossili che è possibile raccogliere sono di questo tipo. È possibile però, in condizioni particolari, che le parti molli si conservino; nel caso di Hyolitha queste condizioni si sono verificate in terra canadese ed è stato possibile fare dei ritrovamenti (le argilliti di Burgess) da cui è stato possibile ricavare ulteriori informazioni e classificare l’organismo. Tra le parti molli meglio conservate sono state osservate strutture tentacolari e un intestino che termina in una cavità dorso-laterale, elementi che rendono la specie  più simile al gruppo dei Lofoforati, caratterizzato dalla presenza di una struttura atta a filtrare (il lofoforo), di cui fanno parte Brachiopodi, Briozoi e Foronidei.

La nuova classificazione fa luce sul possibile ruolo ecologico di questo curioso organismo che, probabilmente, conduceva la propria vita sul fondo del mare, filtrando passivamente le acque e nutrendosi di quanto veniva trasportato dalle correnti. Grazie alla Paleontologia nuovi tasselli vengono aggiunti gradualmente alla nostra storia, permettendoci di comprendere sempre più a fondo il complesso percorso dell’evoluzione.