Fonte: spectrum news

New York dice sì alla cannabis ed ai vaccini contro il Covid agli over16

Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile la città americana di New York, ha fatto molto parlare di sé. Una notorietà a cui New York city è abituata da sempre, ma negli ultimi giorni è stata oggetto di interesse socio-politico per due importanti novità. Da un lato la legalizzazione della cannabis, dall’altro l’apertura alle vaccinazioni contro il covid-19 anche agli over 16.

Due notizie che non hanno solo interessato New York, ma il mondo intero

 Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha fatto due importanti passi decisivi.

Per ciò che converte alla legalizzazione dell’uso della marijuana a scopo ricreativo, il governatore ha fatto in modo che New York si unisse agli altri 14 stati americani, nonché al Distretto di Columbia, che già da tempo avevano approvato la legge.

Inoltre, la legalizzazione della cannabis avrà un impatto economico e sociale non indifferente a New York.

Infatti, non solo – come si legge ne “Il Messaggero” – tale scelta significherà fino a 350 milioni di dollari di entrate fiscali annuali in più, ma anche un notevole aumento dei posti di lavoro.

Saranno aperti nuovi negozi predisposti proprio per vendere legalmente la cannabis, e ovviamente ciò comporterà il 9% di tasse legate alla cannabis, che finiranno direttamente nei guadagni dello Stato.

A contribuire in senso positivo a tutto ciò, ci sarà anche un tornaconto eccezionale a livello sociale. Le pene nei confronti della comunità di colore – troppe volte presa di mira a questo riguardo – saranno nettamente minori, e verranno, dunque, cancellate tutte le condanne rivolte a chi possedeva marijuana.

L’uso personale sarà consentito ai maggiori di 21 anni, i quali potranno anche coltivare la pianta a casa propria non oltre il limite di 85 grammi.

New York più giusta e libera grazie alla legalizzazione della marijuana?

Può darsi che la risposta alla domanda sia affermativa, e a confermare tale ipotesi sono le esperienze di altri paesi, nonché città americane in cui la legalizzazione della cannabis è una realtà già da tempo.

Inoltre, la decisione di accettare la legge non solo per motivi economici, bensì per diminuire quelle che sono le disuguaglianze sociali, è di per sé un dato di fatto che rende ancora una volta la città di New York degna di attenzione mediatica sulla questione.

Tuttavia, il vero e proprio “passo monumentale” che riguarda New York, oggi è la questione vaccini.

A partire dal 6 aprile 2021, infatti, New York ha deciso di compiere uno step fondamentale contro il virus che tanto sta piegando il mondo intero. Il grande passo monumentale, di cui parla il governatore Cuomo è la somministrazione del vaccino a coloro i quali hanno almeno 16 anni.

Il vaccino che è stato predisposto per loro è Pfizer-BioNTech, in quanto l’unico autorizzato per i minori di 18 anni, inoltre, per i minorenni è stato previsto un modulo che dovrà prima essere firmato dai genitori per ricevere il vaccino contro il covid-19. Ciò non varrà qualora i 16enni o 17enni in questione siano già sposati e/o con figli.

 Dal 30 marzo, un altro grande punto della politica newyorkese, aveva permesso già agli over 30 di ricevere il vaccino. Insomma, New York è pronta a rialzarsi, e per farlo sta puntando tutto sui giovani.

San Marino come New York

La città americana non è stata l’unica ad aprire la vaccinazione ai più piccoli d’età. San Marino, infatti, già dal 24 marzo aveva aperto le prenotazioni ai ragazzi di 16 e 17 anni.

 San Marino è uno degli Stati europei che ha deciso di somministrare anche il vaccino russo Sputnik V, tuttavia, ciò non sarà possibile nel caso dei più giovani ai quali è stato autorizzato solo il farmaco Pfizer.

Due politiche diverse che, però, stanno piano piano arrivand al medesimo risultato. Un risultato che ancora oggi accomuna tutti: sconfiggere grazie al vaccino il covid-19.

L’Italia sembra essere ancora lontana da questo risultato, nonostante esistano delle liste di attesa dedicate a tutti coloro i quali vogliano essere vaccinati, ci sono ancora, purtroppo, alcune categorie di fondamentale rilevanza che aspettano di ricevere la prima dose del vaccino.

Per quanto riguarda la legalizzazione della cannabis in Italia, anche qui, il cammino sembra essere più che lungo.

 



Giulia Grasso