Muore a 91 anni Hubert de Givenchy, il fondatore dell’eleganza parigina

Dalia Smaranda

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“Monsieur Givenchy si è spento nel sonno la notte di sabato 10 marzo 2018. I nipoti e le nipoti ed i loro figli, esprimono il loro cordoglio”, scrive il compagno di Hubert de Givenchy, Philippe Venet, in una nota diffusa oggi 12 marzo a Parigi. Venet ha tenuto inoltre a sottolineare che il funerale si terrà nel più ristretto riserbo e non sarà quindi pubblico come molti di noi avrebbero voluto.

Ma chi è in realtà Hubert de Givenchy e come ha passato i suoi ultimi anni dopo il suo ritiro dalla moda nel 1988?

Hubert James Marcel Taffin de Givenchy, questo il suo lunghissimo nome, nasce a Beauvais, 21 febbraio 1927 a cavallo tra le due guerre mondiali.  Appassionato di moda dopo aver frequentato l’École Nationale Superieure des Art a Parigi, inizia a lavorare proprio in questo settore contro il volere della propria famiglia. Conosce e collabora con famosi stilisti francesi come  Luciene Lelong, Piguet, Jacques Fat e dal 1949 al 1951 anche per Schiapparelli. All’età di 27 anni grazie alla sua maggior consapevolezza nel campo della moda debutta con la sua prima collezione richiamando un enorme successo.

I suoi primi capi rispecchiavano in toto il suo animo e la sua grande passione per le dive e le donne in generale. Il suo pezzo più famoso fu infatti la “blusa bettina”, ispirata da una delle modelle più famose dell’epoca Bettina Graziani. Ma la lista di donne che hanno ispirato collezioni e look è appena inziata. Tra quelle più iconiche c’è sicuramente la diva delle dive Audrey Hepburn che incontra nel 1953. Per Hubert, Audrey incarnava l’ideale estetico di donna, ed infatti la loro collaborazione diede vita a look iconici come quello di Sabrina nel omonimo film (1954) e quello di Holly in Colazione da Tiffany (1961). L’incontro tra lo stilista e l’attrice avviene nel suo atelier ma lei è la Hepburn “sbagliata”. “Credevo fosse Katharine, di cui ero fan. A quel tempo Audrey non era ancora molto conosciuta a Parigi. Mi chiese di disegnarle il guardaroba per Sabrina, io ero a metà collezione, ma le mostrai alcuni modelli che sembravano tagliati per lei”, raccontò  Hubert de Givenchy a Yann-Brice Dherbier, autore della biografia dell’attrice “L’intramontabile fascino dell’eleganza.

Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”

Quello tra Givenchy e Audrey Hepburn è stato forse uno dei sodalizi più forti e famosi della storia ma soprattutto del cinema. È stato grazie a questa collaborazione che i marchi di moda sono entrati nel cinema dagli anni 50 in poi surclassando spesso la sartoria cinematografica. Lo stilista non si è fatto di certo sfuggire però altre collaborazioni spettacolari vestendo celebrità come Jacqueline Kennedy Onassis, le Principesse Grace e Carolina di Monaco, Greta Garbo e Marlene Dietrich, per finire con la bellissima e manietica Elizabeth Taylor.

Nel 1988 all’età di 61 anni, lo stilista si ritira dopo aver creato una delle case di moda francesi più famose ed apprezzate al mondo, vendendo tutto il suo lavoro all’impero LVMH di Bernard Arnault.

In una delle sue ultime interviste alla domanda, “Cosa pensa della moda di oggi?” Givenchy risponde così «Non esiste più la moda, esistono tendenze. Come Audrey negli anni 50 che ha imposto uno stile nuovo al cinema, la nuova generazione di donne ha imposto un nuovo concetto di moda. Vedo in giro abiti con tessuti di scarsa qualità e mi dispiace. Mi sembrano creazioni senza vita. Uno stilista che amo molto è Giorgio Armani, mi piace sia come uomo, sia come designer. I suoi modelli sono sempre chic e attuali. Sono convinto che la sua moda non morirà mai. Come la mia Audrey. Credo che sia il sogno di tutte le donne sentirsi come lei».

Dopo essersi ritirato dalla mondo della moda, ha passato i suoi ultimi anni in un castello di sua proprietà vicino a Parigi con il suo compagno Philippe Venet.

La Maison Givenchy saluta oggi il suo creatore con parole di ammirazione per il grande stilista e uomo che è stato, definendolo come la più grande personalità della Haute Couture Francese ma soprattutto il gentiluomo che ha rappresentato l’eleganza parigina per più di mezzo secolo.