I migliori gol al 90° Minuto

Il 13 dicembre del 1931 Renato Cesarini, oriundo di Senigallia, firmò all’ultimo minuto il gol che diede alla nazionale italiana la vittoria in amichevole sull’Ungheria: nacque allora la famosa Zona Cesarini, vale a dire quel lasso di tempo di natura estremamente variabile, ma allo stesso tempo molto piccolo, durante il quale si concludono le partite di calcio. I minuti finali, gli ultimi secondi, a volte innocui, altre volte così emozionanti e decisivi che diventano indimenticabili. Social Up vi propone questa settimana i migliori dieci gol realizzati al novantesimo, all’ultimo respiro, quando tutto sembra finito e invece..

10: Lazio – Parma 1-0, Firmani

Iniziamo subito con un gol che si porta dietro un significato molto profondo. Non tanto sportivo, quanto umano. È il 25 novembre 2007 e tutta la Lazio vorrebbe dedicare una vittoria al suo supporter Gabriele Sandri, ucciso quindici giorni prima in un anonimo autogrill da un gesto sciagurato di un poliziotto proprio mentre si recava in trasferta per seguire la squadra biancoceleste. Ci riesce a pochi istanti dal termine, grazie a Fabio Firmani, centrocampista romano e tifoso della Lazio: un destro sporco, dal dischetto di rigore, la cui traiettoria imprevedibile sembra essere proprio modellata da lassù, da Gabriele, fino all’angolino destro della porta emiliana. Nella corsa disperata di Firmani sotto la Curva Nord (vuota per protesta) e nell’abbraccio della squadra all’effige di Sandri c’è tutta la parte sana di questo sport.

9: Reggina – Udinese 1-1, Taibi

1 aprile 2001. Sono passati nove anni dal primo e ultimo gol realizzato da un portiere nella massima serie italiana: si trattava del colpo di testa di Michelangelo Rampulla, col quale diede la vittoria contro l’Atalanta negli anni in cui vestiva la maglia della Cremonese. Molti chilometri più a sud, allo stadio Granillo di Reggio Calabria, Massimo Taibi, decide di rompere l’incantesimo, firmando il gol del pari della sua squadra (sempre di testa) allo scadere. E che gol: calcio d’angolo dalla sinistra di Mamede e incornata imperiosa dell’estremo difensore per il delirio della tifoseria calabrese!

8: River Plate – Boca Juniors 2-1 (4-5 d.c.r), Nasuti

Eccoci tutti allo stadio Monumental di Buenos Aires per uno dei derby e delle rivalità calcistiche più accese del pianeta. Semifinale di Copa Libertadores, stagione 2003/2004. I Millionarios sono sotto shock: hanno appena subito un gol da Carlos Tevez che, dopo averli sbeffeggiati in mondovisione con il famoso “gesto della gallina”, li sta condannando all’eliminazione. Con le ultime forze si riversano in massa alla ricerca della rete che gli conceda almeno i tempi supplementari. Detto, fatto. Calcio di punizione dalla trequarti, dormita della difesa Xeneizes e sinistro vincente del dimenticato difensore Christian Nasuti. È l’apoteosi. L’urlo del Monumental è talmente forte che le casse del vostro PC non reggeranno e la voce del telecronista argentino vi farà scendere un brivido d’emozione lungo la schiena. Per la cronaca, la partita terminerà ai rigori e vedrà prevalere il Boca..

7:  Genoa – Sampdoria 2-1, Boselli

Il video che vi andiamo a proporre porta un titolo emblematico: gli ultimi trenta secondi del derby di Boselli. Mauro Boselli, per la precisione, attaccante di Buenos Aires. Colui che, pur essendo una meteora nel panorama calcistico genoano, spedisce con una sua rete gli odiati cugini della Sampdoria in serie B. Il filmato, ripreso da un tifoso dalla tribuna, racconta le due facce dell’ultimo derby della Lanterna. Quella rossoblù, in festa, anzi di più, in estasi; quella blucerchiata, distrutta, irrimediabilmente ferita. Impietosa la sequenza: la difesa ospite regala due volte di seguito la palla al Genoa, come a voler firmare una resa anticipata. Poi palla lunga in verticale, Lucchini marca per finta il buon Mauro, il quale controlla col destro e si gira di sinistro, indirizzando il pallone sul palo più lontano. All’ultimo respiro, ovviamente.

6: Liverpool – Arsenal 0-2, Thomas

Ecco qui una delle reti più celebri del calcio inglese, resa indimenticabile anche per il fatto di essere presente in Febbre a 90°, pellicola di David Evans tratta dall’omonimo libro di Nick Hornby. L’anno è il 1989 e ai Gunners, per aggiudicarsi il campionato, serve per forza una vittoria per 2-0 ad Anfield, storica tana del Liverpool. Dopo essere passati in vantaggio all’inizio della ripresa, i londinesi coronano il loro sogno a pochi secondi dalla fine, grazie a una percussione centrale del centrocampista Micheal Thomas. Commoventi, nell’ordine, la capriola dello stesso Thomas dopo aver segnato, l’audio originale e soprattutto l’ammucchiata umana degli increduli tifosi dell’Arsenal giunti in massa dalla Capitale.

5: Juventus – Roma 2-2, Montella

Ah, che soddisfazioni! Cucirsi un pezzo di scudetto sulla maglia con un gol al novantunesimo, in quel del Delle Alpi, contro la Juve, dopo essere sprofondati due volte sotto. Tutta la tifoseria giallorossa ricorda ogni istante di quella partita: il doppio vantaggio bianconero (Del Piero, Zidane), tutta la fatica nel non lasciarsi andare, il cambio di Nakata per Totti, la fucilata del giapponese all’incrocio dei pali che riapre il match e poi.. Il tap-in vincente di Vincenzo Montella, dopo la respinta approssimativa di Van Der Saar. Per dire, quarantaseiesimo minuto della ripresa. Poi Carlo Zampa che si strozza, Montella che infarta, il settore ospiti, stracolmo, che viene giù, la panchina impazzita e la maschera di pietra di Fabio Capello. Ah, che soddisfazioni!

4: Francia – Italia 1-1 (2-1 d.t.s.), Wiltord

Europei di Belgiolanda 2000. La nazionale di Dino Zoff, dopo un torneo giocato al di sopra delle righe e dopo aver estromesso dalla finale dopo una rocambolesca partita terminata ai rigori i padroni di casa dell’Olanda, si gioca il primo posto nella rassegna continentale al cospetto della Francia, già Campione del Mondo. Dopo essere passati in vantaggio con una piattone sinistro di Delvecchio, e aver legittimato più volte il gol con una buona prestazione, ci meritiamo ampiamente la vittoria. Mancano venti secondi alla fine, invece, e arriva il pareggio Blues. Rilancio di Barthez, sponda di testa di Trezeguet, un giovane Cannavaro buca di testa e arriva Wiltord che, con un diagonale di sinistro, trafigge Toldo. 1-1 e ai supplementari, che poi, ovviamente, perdiamo. Il tutto documentato dall’indimenticabile voce di Bruno Pizzul (gatto nero!). Storico il commento “Impietrito, Roger Lemerre”, e giù un conato di vomito sul microfono!

3: Chelsea – Barcellona 1-1, Iniesta

Semifinale di ritorno della Champion’s League 2009, Stamford Bridge. Sono passati esattamente novantatre minuti dal fischio d’inizio della gara e i padroni di casa sono in vantaggio da una vita grazie a una rete di Essien (9′). La finale di Roma è dietro l’angolo, basta solo resistere all’ultimo assalto blaugrana. Appunto. Eto’o aggancia un pallone vagante e lo cede a Messi. L’argentino lavora la palla appena dentro l’area di rigore, alza la testa e serve Iniesta appostato al limite. Esterno destro a occhi chiusi dell’iberico e palla all’incrocio dei pali. Che golazo, magnifico! Talmente emozionante che pure quel pezzo di ferro di Guardiola si scompone: corsa sbilenca verso i suoi giocatori arrestata all’improvviso quando si rende conto che stava sgualcendo il vestito.

2: Inter – Sampdoria 3-2, Martins, Vieri, Recoba

Non una rimonta, di più. Non un gol al novantesimo, ma tre. Un terremoto, una cosa da fantascienza. È possibile che una squadra in vantaggio per due gol a zero fino al quarantatreesimo minuto del secondo tempo perda tre a due? Sì, è possibile, come dimostra questa Inter targata Mancini. Nel video ci sono tutti e tre i gol, ma noi, per rispetto verso i tifosi blucerchiati già ampiamente addolorati dal video al numero sette di questa classifica, ci limiteremo a commentare solo il terzo. Palla buttata in mezzo da Karagounis e ribattuta insufficiente della difesa ospite. Sopraggiunge il Chino Recoba che, con una rasoiata mancina delle sue, castiga un incolpevole Antonioli. Una cosa è certa: chi era a San Siro, quel giorno, o è morto o ci è andato molto vicino!

1) Manchester United – Bayern Monaco 2-1, Sheringham, Solskjær

26 Maggio 1999, Stadio Camp Nou di Barcellona. Finale secca della Champion’s League tra Manchester United e Bayern Monaco: la più grande ingiustizia sportiva della storia. Una partita dominata in lungo e in largo dai bavaresi che si trasforma nel giro di tre minuti in un vero e proprio inferno targato Red Devils. In vantaggio dopo soli cinque minuti grazie a una punizione di Mario Basler, i tedeschi controllano e gestiscono la partita in maniera pressoché impeccabile. Per due volte hanno anche l’occasione di arrotondare il vantaggio, ma prima un palo (Scholl) e poi una traversa (Jancker) vanificano tale possibilità. Sembra fatta, i tifosi del Bayern, sugli spalti, già assaporano la vittoria, ma l’arbitro Collina assegna tre minuti di recupero. Lo United, fino a quel momento incapace di portare una qualsiasi minaccia alla porta difesa da Khan, si riversa in massa nell’area di rigore avversaria. Corner calciato da Beckham e palla vagante allontanata alla meno peggio che arriva a Ryan Giggs. Destro sporco del gallese che giunge sui piedi di Teddy Sheringham che, appena entrato, corregge in rete: 1-1. Tutto da rifare, già potrebbe bastare. Andare ai supplementari dopo aver dominato. E invece no, c’è di peggio. Altro calcio d’angolo di Becham, colpo di testa dell’Unto dal Signore Sheringham e tap-in vincente da zero metri del dimenticato Solskjær (anche lui appena entrato). Minuto di gioco: 93’ . Alé. Il resto sono immagini, suoni, colori che dovete guardare. Fate caso alla frase del telecronista inglese da inserire nell’Almanacco Totale del Calcio: “Manchester United have reached the promise land!”: altro che terra promessa, dall’inferno, i Red Devils, sono arrivati in Paradiso.



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