Michelle Obama: la First Lady che ha cambiato la storia americana

Il prossimo 8 novembre si terranno le elezioni presidenziali americane, una competizione appassionante, che entusiasma i cittadini statunitensi e non solo. Eppure, mentre il mondo è incollato alla TV per assistere agli spettacolari dibattiti tra i due candidati, la democratica Hilary Clinton e il repubblicano Donald Trump, tanti sono quelli che guardano con ammirazione e un pizzico di nostalgia la First Lady migliore di sempre, Michelle Obama. Una grande donna, una grande leader, che "Ha cambiato per sempre il ruolo della first lady", come ha scritto Gloria Steinem l’altro giorno in un intervento sul New York Times Magazine.

Otto anni sotto i riflettori, otto anni di critiche feroci, dall’orto ai suoi vestiti, allo scarso femminismo, otto anni di giudizi spietati da parte dell'opinione pubblica, che non l'ha mai risparmiata. Ma Michelle ce l'ha fatta, è riuscita a resistere senza rinunciare alla privacy e all'autenticità. Ce l'ha fatta anche quando Kate Andersen Brower in "First Women: The Grace and Power of America’s Modern First Ladies", la definiva “una frustrata” e “una fallita”, cercando di mettere zizzania tra lei e Hillary Clinton. Michelle ha dimostrato di essere più forte di tutto e tutti e di avere ragione: lei forse ancora non lo sa, ma ha cambiato la storia per sempre.

Accolta inizialmente con scetticismo e ostilità, Michelle ha saputo conquistare il popolo americano con umiltà, cuore, forza, dignità, autenticità, sentimenti che hanno sempre animato i suoi discorsi, soprattutto quelli in cui difendeva il Sogno americano dagli attacchi di Trump. Divertente, acuta e politicamente astuta, un prodotto non solo degli studi Ivy League, ma anche dell’essere cresciuta in una famiglia della working class nel prevalentemente nero South Side di Chicago, Michelle è riuscita a sfruttare il mandato presidenziale del marito e il suo ruolo da first lady per raggiungere importanti obiettivi, in perfetto equilibrio tra il rispetto dei propri valori e quello del suo ruolo. Paladina delle ragazze, vicina ai giovani e al loro modo di comunicare, ha combattuto per l'istruzione e contro l'obesità infantile, vere e proprie piaghe sociali che colpiscono in particolare gli americani poveri e di colore, problematiche che conosce in prima persona, avendo studiato e vissuto in una Chicago praticamente ghettizzata. Sempre pronta all'autoironia, non si è mai tirata indietro, neanche in macchina al fianco di James Corden, mentre rappava a suon di Missy Elliot in una puntata dell'irriverente Carpool Karaoke.

Leader da una parte e donna dall'altra. Michelle è stata un esempio anche come moglie e madre. Un matrimonio quello con Barack autentico ed equilibrato, fatto di adorazione e rispetto, con una giusta dose di ironia e, perchè no, di gelosia.  Una mamma devota e protettiva, che ha saputo tenere la propria famiglia lontana da scandali e provocazioni. Femminista orgogliosa, fiera sostituta del marito, ma anche icona di eleganza e bellezza, una donna dallo stile grintoso e colorato frutto della collaborazione con il giovane stilista Zac Posen. 

Quando a gennaio la famiglia Obama lascerà la Casa bianca, gli Stati Uniti perderanno una donna energica ma disciplinata, esule da divisioni politiche, sessuali e razziali, portavoce delle donne, soprattutto di quelle afroamericane. Raccontando la sua storia e gli ostacoli che ha dovuto affrontare, ha dato voce alle donne, impegnandosi per le nuove generazioni. Gli americani perderanno una figura autentica e vincente, ma chissà, magari è solo un arrivederci e fra quattro anni vedremo di nuovo Michelle e la famiglia Obama passeggiare nel giardino della Casa più ambita e desiderata al mondo.