Matthew e Patricia Ayers, 2.340 anni di carcere in due

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Sì, avete letto bene: il giudice Coogler ha condannato Patricia a 1.590 anni di carcere e Matthew a 750 anni di carcere! Ora voi penserete che questi due abbiano fatto chissà quale strage o attentato, ma nel loro caso non c’è nessun morto. Eppure quando arriverete alla fine di questo articolo, forse, sarete d’accordo con la sentenza a loro discapito.

Matthew David Ayers e Patricia Allana Edmond erano una coppia apparentemente normale e vivevano a Florence, in Alabama. A dirla tutta erano una coppia sposata dalla mentalità molto aperta: lui lavorava parecchie ore al giorno e lei si occupava della loro figlia in affido e nel mentre riempiva il suo tempo libero con ben 4 amanti (a detta sua) conosciuti in rete o per corrispondenza. Matthew era a conoscenza delle sue relazioni e ci trovava anche un certo gusto.

Fino a qui nulla di eccezionale: oggi siamo abituati a coppie stravaganti, ma quella dei coniugi Ayers era solo una facciata e il loro era un segreto molto, molto più perverso.

Da dove cominciare… Beh, cominciamo da Dolphin Pooh.
Dolphin Pooh era lo pseudonimo che Patricia usava su siti di incontro e su siti di pedofili. Fu lì che trovò i suoi partner e tra di loro c’era anche Ron “Wikkid” Weems, un uomo condannato all’ergastolo per aver violentato, torturato, ucciso e occultato il corpo di una giovane ragazza di Leighton. Patricia andò anche diverse volte a trovarlo in carcere.
Ma andiamo avanti… Patricia su questi siti si presentava con foto sue molto esplicite (ve ne metto una censurata, la meno esplicita) e con annunci che lasciavano ben poco all’immaginazione. Uno di questi diceva pressoché questo:

«Il mio nome è Dolphin Pooh e ho 32 anni. Sono sposata con un uomo meraviglioso che farebbe qualunque cosa per me. Stiamo cercando qualcuno a fare qualcosa in tre, ma se preferisci una ragazza più giovane posso offrire mia figlia di 7 anni, sempre disponibile a nuove conoscenze. Lei non parla a causa di problemi di sviluppo, quindi non dovrai preoccuparti che lei ti giudichi. Le piacciono i giochi come il bondage e il soffocamento, ma non andare oltre altrimenti sarò lieta di venirti a visitare in prigione.»

Qui è necessario che vi spieghi la situazione. Matthew e Patricia Ayers erano una coppia di pedofili sadomaso amanti del sesso estremo che erano riusciti a ottenere in affido nel 2009 una bambina di 4 anni con problemi psicologici e un lieve ritardo. Apparentemente erano una famiglia modello e la comunità li vedeva come ottimi genitori, ma in realtà dal 2010 abusavano, torturavano e facevano partecipare la piccola a incontri sessuali con altri pedofili contattati online. Come se non bastasse fiutarono l’affare e iniziarono a scattare e commercializzare foto della piccola in cui spesso apparivano Matthew e Patricia mentre abusavano di lei.

Purtroppo la comunità e le autorità non ebbero alcun sospetto sulla loro vita privata fino al 2013, quando un loro possibile cliente divenne la loro condanna. Probabilmente l’utente, un uomo della contea di Madison, in Texas, aveva contattato Dolphin Pooh per un rapporto a tre, ma quando lei gli inviò 5 fotografie della bambina nuda in posizioni sessuali esplicite, l’uomo, seppur depravato, non riuscì a tollerare quella proposta e contattò la polizia.

Gli agenti, d’accordo con l’utente, tesero una trappola a Patricia che andò sempre più nel dettaglio delle sue offerte e arrivò ad offrire la bambina come schiava sessuale dicendo che l’avrebbe perfino portata a casa dell’uomo. Se quell’uomo non si fosse messo la mano sulla coscienza chissà per quanti anni ancora sarebbe andato avanti quell’orrore.

Nel gennaio del 2013 gli investigatori rintracciarono Patricia Ayers e si presentarono a casa sua chiedendole spiegazioni per le foto, che tra l’altro mostravano alcune escoriazioni sulle braccia e sul retro della bambina. Lei rispose che quelle foto erano state scattate per motivi medici perché la bambina aveva una ferita al braccio sulla quale lei voleva documentarsi in rete.

Patricia Allana Edmond Ayers, allora 34enne, venne arrestata per produzione e divulgazione di materiale pedo-pornografico. Ovviamente venne fermato anche il marito Matthew, 41enne, che però negò ogni coinvolgimento e perfino di conoscere gli abusi della moglie sulla bambina.

Sebbene Patricia abbia tentato di addossarsi tutta la colpa e scagionare il marito, agli investigatori è bastato controllare il loro computer per trovare ben 53 foto in cui sia Patricia che Mattjew violentavano e sodomizzavano la bambina.

Secondo le successive dichiarazioni della coppia i crimini si sono svolti tra il 2010 e il gennaio 2013: entrambi sono stati accusati di stupri, sodomia, violenza, tortura e produzione di pornografia infantile.
Sin dai primi momenti si è adottata nei confronti della coppia una politica dura: entrambi sono stati detenuti con una cauzione di 1.000.000 $ e fino ad ottobre rimasero in galera godendo di diritti minimi.

Il 22 ottobre 2013 il giudice distrettuale L. Scott Coogler ha condannato Patricia Ayers a 1 anno per ogni giorno di affido in cui la piccola venne a contatto con lei, che in totale erano a 1.590 anni di carcere; Matthew Ayers, presente in molte meno fotografie della moglie, “se l’è cavata” con 750 anni di carcere. Certamente il giudice Coogler non li prese di buon occhio, infatti commentò la sua decisione con queste parole:

«Sono giudice dal 1998 e questo è il caso peggiore che ho affrontato personalmente, compresi gli omicidi. Avete derubato questa figlia della sua infanzia e della sua anima, pertanto una pena massima è l’unica appropriata.»

Dopo la sentenza Matthew e Patricia Ayers hanno avuto un altro processo a causa di alcuni files trovati nel loro computer: hanno affrontato altre accuse di stupri e abusi sessuali nella Lauderdale County ai danni di altri bambini e il procuratore distrettuale della contea di Lauderdale, Chris Connolly, spinse i pedofili a confessare tutti i loro crimini (tanto la loro situazione non poteva certamente peggiorare).

Il 3 dicembre 2014, nel tribunale della contea di Lauderdale, Matthew David Ayers si è dichiarato colpevole di sodomia di un bambino di 6 anni e di aver scattato diverse foto che vendette in rete su siti di pedofilia. Patricia Ayers si è dichiarata colpevole di diverse accuse, tra cui sodomia di un bambino, tortura, produzione, detenzione e commercio di materiale pedo-pornografico.

Il giudice Mike Jones si attenne alla linea del suo predecessore e ha commentato le loro confessioni così:

«Nei miei 35 anni in questo tribunale non ho mai visto un caso così vile e disgustoso: entrambi morirete in prigione!»

Jones li ha condannati a vita in carcere senza alcuna possibilità di revisione.
I coniugi Ayers riescono oggi sono in carcere in Alabama, destinati a centinaia di anni nella prigione federale.

Patricia Ayers oggi si dice pentita e dopo la condanna ha affermato:

«Non ho avuto una pena abbastanza severa. Nemmeno ora il mio desiderio si è spento».

Della bambina, tutelata sia nel nome che nella sua attuale sistemazione, non si sa praticamente nulla.